Posted tagged ‘Degrado urbano’

La grande bruttezza 8

28 settembre 2014
Povero san Giuseppe, sepolto e dimenticato.

Povero san Giuseppe, sepolto e dimenticato.

Con gli orti la gente scendeva da casa e comunicava. Ora non lo fa più, certo la televisione ha dato il suo contributo all’isolamento, ma io sono certa che se gli orti fossero rimasti a testimoniare un passato di buona urbanizzazione, conservando la loro utilità di collante sociale, oggi gli abitanti sarebbero ancora lì, a piantare insalata e fagiolini… e le tensioni sarebbero meno forti.

La grande bruttezza 7

28 settembre 2014
la pavimentazione del Quartiere Cogne, quanti sono caduti?

La pavimentazione del Quartiere Cogne, quanti sono caduti?

L’assessore Follien è particolamente attento alla salute dei suoi concittadini: taglia gli alberi perché teme che questi possano cadere sulla testa di qualcuno. Grande sensibilità. Però non abbassa mai la testa e non vede che i pericoli più presenti non stanno fra le chione, ma fra i sassi. La pavimentazione del quartiere Cogne è a onde. Spesso le mattonelle escono dal loro alveo e creano simpatici scalini non sempre visibili, cadere è un attimo. Rompersi un piede un attimo dopo. Chiedo a Follien: quante denunce registra il Comune per cadute di questo tipo? E quante altre per rami che cadono sulla testa? Sono certa che le prime sono assai più numerose, quindi il buon senso gli consiglierebbe di investire i soldi là dove avvengono più danni.

Aosta Capitale del Degrado!

24 maggio 2014
La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempres tato difettoso. lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida aostana. Evviva Aosta capitale dell'Ambiente!

La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempre stato difettoso come tutta la piazza Narbonne. Lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida giovane aostana. Evviva Aosta Capitale dell’Ambiente!

Capitale della Cultura prima e poi Capitale dell’Ambiente. Riempirsi la bocca di parole altisonanti è sport tradizionale dei nostri amministratori. Che siano solo parole lo si evince dando uno sguardo alla realtà che vuole una città prevalentemente stupida e brutta. Voi direte che esagero, vi rispondo di no. Viaggio e ho l’abitudine di fare i confronti fra quello che vedo e quello che vivo e, mi dispiace, ma da questi viene fuori che io vivo là dove si perde, cioè qui. E non è una questione di soldi, ce li abbiamo avuti e più di altre realtà, ce li abbiamo ancora, è questione di cultura e noi la esprimiamo a un livello molto molto basso. La consapevolezza di vivere rasoterra aiuta a migliorarsi, vi chiedo di incominciare ad allenarvi a guardarvi intorno.

Aosta capitale pulita

1 agosto 2013

E’ stata inviata al Comune di Aosta una lettera a firma Enrico Fabbro e Fabio Simili del Comitato cittadino “Aosta capitale pulita”, in cui si evidenziano soprattutto le inefficienze riguardo alla pulizia del capoluogo. I portici del Palazzo comunale, scrivono i firmatari, sono maleodoranti perché vissuti come latrine a cielo aperto. Quei gabinetti pubblici inesistenti da sempre o lasciati andare in declino a causa dell’assenza di una manutenzione necessaria per offrire un servizio pulito e igienico. Nel decoro urbano, in campagna elettorale, sono stati esaltati la pulizia delle piazze, delle strade, la cura delle aree verdi, la tinteggiatura di edifici… promesse mancate. Non bastano i fiori messi nei primi piani del Centro storico per dare armonia e dignità a una città. Immagine squalificata anche dalla presenza continua dei piccioni, frequentatori assidui dei tavolini dei dehors. Questo è in sostanza il contenuto espresso nella lettera indirizzata al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali e, per competenza, alla Ausl.vda.

Per sottolineare l’importanza di un’azione tempestiva che ridia decoro e pulizia ad Aosta è stata avviata una raccolta firme.

Per maggiori informazioni: simili.fabio@gmail.com

Domenica di sub-cultura

21 luglio 2013

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E… dulcis in fundo, ecco le mostruosità contemporanee che dovrebbero allietare i cittadini e i turisti. Colori e sapori in forme stravaganti e simpatiche. Tra hamburger di frutta su tre ruote, ragni giganti che proteggono auto di ultimo modello, cavallini sonanti, erba sintetica e coni gelato giganti… la nostra città è la Capitale mondiale della new pop-sub-art!

Il venerdì della sub-cultura

19 luglio 2013
Ma che belli che sono i dehors di Aosta!

Ma che belli che sono i dehors di Aosta!

Possibile che sulla cornice di pietra di una porta possano convivere simili cartelli? Ma qualcuno ha mai pensato a regolamentare l’arredo urbano dei bar? Qualsiasi stile impera! Plastica e midollino. Stoffe di svariati colori e disegni, cartelloni sui muri e sulla strada spesso scritti a mano e con vistosi errori di grammatica. L’esempio che dà l’amministrazione non è migliore: quanti tipi di panchine e di ringhiere ci sono in città? Le avevo contate una volta e superavano di gran lunga la decina. Dunque possiamo dire che c’è coerenza nella bruttezza e nella volgarità. Il nostro assessore Carradore condivide?

Il giovedì della sub-cultura

18 luglio 2013
Il nuovo accesso che da piazza san Francesco conduce verso l'area archeologica!

Il nuovo accesso che da piazza san Francesco conduce verso l’area archeologica!

Della piazza san Francesco e dela sua valorizazione si parla da un pezzo. Nell’anno 1998 era stato bandito un Concorso d’idee del quale non si è saputo più nulla. Nel frattempo di quello che sarà la piazza si continua a parlare, ma senza avere un’idea chiara in proposito. Anche in questo caso nessun progetto che tenga conto delle esigenze complessive della comunità: si va avanti a casaccio. Aosta è cresciuta in modo disordinato e confuso, ne abbiamo conferma se diamo un’occhiata alle aree periferiche, ma anche se diamo un’occhiata all’intervento fatto proprio in questa piazza. Sono stati demoliti i magazzini (primi anni del ‘900) per creare un passaggio verso via Xavier de Maistre. Nella foto possiamo ammirare la nuova prospettiva. Bella? Cosa ha aggiunto al decoro e alla vivibilità della città questa demolizione? Nulla. In compenso ha distrutto degli immobili che se ben restaurati potevano essere utilizzati per molte iniziative che attualmente occupano la piazza Chanoux soffocandola con orrendi capannoni. L’avrebbero così liberata dai cantieri che si susseguono con periodicità troppo frequente. Manifestazioni come Babel avrebbero trovato il luogo giusto, così come l’artigianato, ma anche un eventuale cinema estivo e tutti quegli eventi che chiedono uno spazio coperto. Gli ex magazzini avrebbero potuto ospitare dei mercati stagionali: fiori e piante in primavera ad esempio. Insomma distruggere quelle strutture ci ha tolto delle opportunità e ci ha consegnato un brutto prospetto interno del Municipio: una facciata priva di qualsiasi interesse estetico. Esattamente come la piazza san Francesco che altro non è che il solito parcheggio.

Il mercoledì di sub-cultura

17 luglio 2013
un esempio di arredo aostano.

Un esempio di arredo aostano.

Se c’è una cosa che non manca ad Aosta sono i cartelli. Ne abbiamo di tutti i gusti: da quelli stradali rigorosamente in due lingue e di svariati colori a quelli che dirigono verso questo ristorante e quell’albergo; poi ci sono quelli che offrono ai turisti indicazioni sbagliate e che verranno presto sostituiti o affiancati da quelli che ci auguriamo siano corretti. A breve altri ancora si aggiungeranno per raccontarci le sculture che decorano il capoluogo. Perlopiù opere di scarso valore artistico, se escludiamo quelle a firma di personalità come Arturo Stagliano (sant’Anselmo), Antonio Tortona (Vittorio Emanuele II), Albertoni (Laurent Cerise), Pietro Canonica (Soldato valdostano) e Stephen Cox (Tribute to Saint Anselm), che ci regaleranno un nuovo labirinto di targhe e targhette. Se il pubblico è innamorato della cartellonistica, il privato non manca di arricchire l’offerta con tabelle pubblicitarie che invadono le strade, i marciapiedi e i muri. L’Aosta Romana e medievale è diventata un bazar. Un caotico intruglio di scritte, colori, oggetti, immagini. E chi più ne ha, più ne metta.

Curiosità

5 dicembre 2012

Nel banner del profilo fb del consigliere regionale Laurent Viérin, c’è una bella immagine del Teatro Romano. Da uno che ha fatto posizionare un’impalcatura metallica permanente di proporzioni rilevanti a pochi passi dal monumento, mi aspettavo che questa fosse pubblicizzata sul suo spazio di conversazione, invece no. Vuoi vedere che nel subcoscio quell’orrore non piace neppure a lui?

Capitale de che?

22 novembre 2012

Il “Tribute to Saint Anselm” di Stephen Cox, disturbato da brutte fioriere e sabaudi.

Aosta capitale de che? Della Cultura? Certo che ce ne vuole di faccia tosta per mettere in concorso la nostra città. Guardate la foto, molti di voi non noteranno nulla di strano e questo significa che l’abitudine al degrado e al disprezzo verso il nostro patrimonio culturale è così normale che non si riesce a maturare altro punto di vista. Insomma se il degrado che ci circonda ci sfugge vuol dire che lo abbiamo assimilato. Che vuol dire che la”cultura” che esprimiano non ci dà accesso alla bellezza. Il rapporto con gli spazi della vita si apprende da subito, fa parte della nostra esperienza e orienta comportamenti e azioni. Se nasco nel degrado non concepirò altro che quello. Se è normale seppellire una scultura contemporanea dietro a orribili fioriere, imparerò il disprezzo verso l’arte, al meglio non le darò importanza. Per questo trovo ridicola, strumentale, falsa la candidatura che serve solo a dare lustro alla giacchetta sciancrata dell’assessore comunale, Edoardo Paron.  Invece di spot pubblicitari è necessario un cambio radicale di comportamenteo nei confronti della città. Una maturazione verso un nuovo concetto di inedita vivibilità, grazie a un’azione educativa mirata a ridisegnare la nostra presenza non solo in termini di utilizzo, ma di partecipazione. Partecipare alla città significa saperla introiettare dentro di sè, farla diventare parte del nostro paesaggio interiore, da cui nascono le nostre responsabilità.