Posted tagged ‘CVA’

Riserva di caccia

24 febbraio 2015

Tutti a parlare di autonomia, tutti in sua difesa: bene sovrano della nostra comunità. Eppure non siamo autonomi affatto. Per prima cosa non lo saremo mai, se non riusciremo a stare in piedi con le nostre gambe. Intendo economicamente in piedi. E su cosa potremmo contare? Principalmente sul turismo e sull’energia. Il primo aspetto non riusciamo a gestirlo nel migliore dei modi: non abbiamo imparato a sfruttare appieno il potenziale che abbiamo, seguendo le linee guida di un turismo moderno e sostenibile. Nel secondo rapiniamo il territorio, costruendo centraline ovunque, anche là dove il paesaggio dovrebbe essere tutelato in quanto risorsa primaria del turismo. Abbiamo l’energia, ma, mi chiedo, dove sono i proventi della vendita della stessa? A cosa servono? Dove e come vengono investiti? La CVA è una partecipata della Regione che gestisce gli affari per conto suo. In quanto partecipata lo può fare e noi rimaniamo legalmente all’oscuro di tutto. Eppure l’acqua ci appartiene e ancora per un bel pezzo, ma sembra che invece sia di proprietà di un gruppo ristretto di persone che, gira e rigira, è sempre lo stesso e usa la Valle d’Aosta come il proprio terreno di caccia. L’autonomia ha arricchito politici e faccendieri  e dato le briciole a tutti gli altri che si sono accontentati di un posto, di un favore, di una casa, di promesse più o meno mantenute… di certo non ha garantito servizi di eccellenza come avremmo potuto avere. E adesso eccoci qui, incapaci di fare turismo e con un bene come l’acqua che ci sfugge da ogni controllo… come possiamo dirci autonomi? La difesa dell’autonomia è la difesa della riserva. La loro.

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Nato marcio

28 gennaio 2013

Mi fanno un po’ pena quelli dell’UVP, cercano di darsi un timbro di verginità politica, ma non ce la fanno: troppo incancreniti dentro al vecchio sistema. Scopiazzano regole dai cinque stelle come quella dei due mandati, come quella della fedina pulita…, ma non riescono a essere credibili. Mi piacerebbe che fosse vero. Sarebbe straordinaria una reale presa di coscienza da parte di una fetta unionista sui guasti commessi. Una sana e sincera autocritica. Eccome se mi piacerebbe! Ma autocritica non c’è stata. Secondo tradizione tutta italiana, il marcio unionista è l’effetto solo di una parte, nessuna responsabilità spetta ai Caveri, ai Viérin, ai Rosset, ai Gerandin… e a tutti gli altri. Quindi ai loro buoni propositi io non credo. Non credo a un Dino Viérin, regista neanche tanto occulto, uomo fortemente frustrato e vendicativo nei confronti di chi non gli ha permesso di sedere sulla poltrona di una qualche presidenza, quella della CVA prima di tutte. Non credo in suo figlio che disdegna le poltrone per cercarne una dopo pochi giorni dalle sue mirabolanti dichiarazioni di intenti. Non credo alle parole rinnovamento, dialogo, apertura… che trovo di moda e poco convincenti soprattutto se paragonate ai fatti. Primo fatto: la candidatura di Laurént. Secondo fatto: l’evidente contraddizione fra quello che c’è scritto sul codice etico del partito che esclude i conflitti di interesse e l’incarico pubblico di Caveri. Come può non essere in conflitto un consigliere regionale di un dato partito che occupa contemporaneamente un incarico pubblico (e incassa due stipendi)? Questa è dunque la buona volontà? La voglia di pulizia? L’etica dell’UVP? O piuttosto siamo alla rivendita della solita aria fritta? A parte la percentuale di onesti e ingenui che credono davvero in un ritorno agli ideali, chi segue il leoncino? Tutti coloro che sono stati beneficiati dal presidente prima e dall’assessore poi. Tutti coloro che sentono che il leone è invecchiato e prevedono una sua prossima caduta. Calcoli che non hanno niente a che vedere con la ricostruzione etica del fare politica.

Furbetti de nos atre!

8 giugno 2011

Riceviamo dal consigliere regionale, Enrico Tibaldi, e volentieri pubblichiamo.

Cara Patuasia, sono interessanti le informazioni pubblicate sul tuo blog, perché allargano la conoscenza di quel putridume che si trova nello stagno di CVA, nel quale  – e ringrazio sia te che diversi tuoi commentatori per riconoscermelo –  ho scagliato per primo il sasso (http://www.enricotibaldi.it/archivio/256-cva-il-sasso-nello-stagno.html), collezionando una querela. Le mie indagini stanno tuttavia procedendo e quanto prima ci saranno altre novità. Proprio stamane ho reclamato alla Presidenza del Consiglio regionale la mancata ricezione di tutti quei documenti riguardanti la procedura d’appalto a WGP che contiene numerose “zone d’ombra”: l’inadempimento della consegna nel termine di 30 giorni dalla richiesta (2 maggio) va attribuito al Presidente della Regione. Come tutti i comuni mortali ho una pazienza limitata, soprattutto se non vengono rispettati i termini previsti dalle norme. Apprezzabile è anche il lavoro svolto dai grillini, che contribuisce a fare emergere gli interessi sporchi che avvinghiano il nostro patrimonio idrico ed energetico. Già mi erano pervenute notizie sull’alone grigio che ammanta il direttore tecnico di WGP (società partecipata dalla Regione) e sul prezzo che parrebbe gonfiato in fattura a CVA in relazione alle forniture cinesi, ma, in assenza di prove, ciò non si può dire. Le prove spero che le cerchi e le trovi la magistratura di via Ollietti. Dallo stagno si leva un odore sempre più forte: restando in tema metaforico, spero che il cadavere di qualche furbetto venga presto a galla.

Perché paghiamo sempre doppio?

7 giugno 2011

Riceviamo dal Movimento 5 stelle e volentieri pubblichiamo.

Si infittiscono gli interrogativi sull’acquisto delle giranti cinesi dalla Water GenPower s.r.l. di Genova. La Water Gen Power s.r.l.  ( http://www.watergenpower.eu/?page_id=17) acquisisce nel 2009  da C.V.A., Compagnia Valdostana delle Acque S.p.a., gli ordini, per 15 milioni di Euro, per il rifacimento completo della centrale di Champagne 2 e per la fornitura di giranti, delle centrali di Signayes, Champagne 1, Quart, Valpelline e Avise.

La WGP si era avvalsa  per la fornitura del partner cinese C.W.T.N. Co. Ltd. e ciò aveva  già suscitato  le perplessità dell’Autorità di vigilanza che era intervenuta (http://www.ilgiornale.it/interni/linvasione_imprese_cinesi_mette_fuori_gioco_made_italy/17-09-2010/articolo-id=473885-page=0-comments=1) , avviando un’indagine in relazione al fatto che, non esistendo accordi bilaterali con la Cina, l’operazione portata a termine sarebbe stata illegittima. Solo per un cavillo molto discutibile l’indagine venne archiviata. Un  inquietante interrogativo  è costituito dal fatto che dal sito dell’azienda cinese risulterebbe che la commessa per il materiale sia stata pagata 7.890.000 Euro. Tratto da:
http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&ie=UTF8&prev=_t&rurl=translate.google.it&sl=zh-CN&tl=it&twu=1&u=http://www.cqcwtw.com.cn/%25E9%2587%258D%25E6%25B0%25B4%25E6%2596%25B0%25E9%2597%25BB/%25E9%2587%258D%25E6%25B0%25B4%25E6%2596%25B0%25E9%2597%25BB/tabid/97/articleType/ArticleView/articleId/34/.aspx&usg=ALkJrhiqNCgjpmgscPeoryqiS3C1kdC1oQ
Un grande affare quindi per WGP s.r.l. che, anche calcolando le spese di trasporto e i dazi doganali da aggiungere, avrebbe rivenduto a C.V.A. il materiale al doppio del prezzo con un guadagno  di circa il 100%.  Per prodotti che comunque sono qualitativamente inferiori in quanto soggetti a una usura maggiore e hanno rendimenti inferiori a quelli fabbricati nei Paesi occidentali. A questo si aggiungano le voci sempre più insistenti in base alle quali tutto l’anomalo appalto sarebbe stato gestito in maniera riservata da alcuni settori di C.V.A. s.pa. e non dagli uffici che normalmente sono preposti alla gestione delle forniture. Da ultimo si pone l’attenzione sulla figura del direttore tecnico di WGP s.r.l. nella persona di Gian Maria Vito Gabrieli. Gabrieli, già amministratore delegato di Ansaldo, era stato nel 2001 coinvolto in una chiacchierata vicenda che risale al 1994 riguardante la commessa per la realizzazione di un inceneritore in Cina e per la quale era stata fatta anche una interrogazione parlamentare al Senato nel 1998. Nella vicenda era indirettamente coinvolto anche l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. Potrebbe inoltre non apparire casuale che la WGP s.r.l. sia stata incaricata anche dalla Brusson Energie s.r.l. (controllata dall’Alga s.r.l. della fam. Berger) della realizzazione della centralina  idroelettrica di Brusson.

Il Movimento 5 Stelle invierà una informativa alla Magistratura che fa seguito al precedente dossier sulle centraline idroelettiche affinchè si accerti che non ci siano delle “zone d’ombra” nella gestione dell’aggiudicazione della fornitura a WGP s.r.l. da parte di C.V.A. s.p.a. e invita coloro che avessero elementi utili per meglio chiarire cosa è veramente successo a contattare anche anonimamente qualunque componente del Movimento oppure di fornire informazioni o documenti anche anonimamente mediante posta elettronica sulla sezione contatti del sito http://www.alpvda.org/

Solidarietà a Enrico

5 Mag 2011

Patuasia esprime tutta la solidarietà al consigliere Enrico Tibaldi per aver lanciato il sasso nello “stagno putrido, grappolo societario che fa capo alla Compagnia Valdostana delle Acque; uno specchio stantio sotto la cui superficie si scorge un ambiente melmoso che non ha nulla a che vedere con la freschezza e la purezza delle acque che scendono a valle dalle nostre montagne”.

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Water!

27 aprile 2011

Ma guarda che combinazione! Che strana coincidenza! La CVA ha acquisito il 35% dell’azienda Water Gen Power, sì sì proprio quella che ha fornito il materiale cinese per le centrali locali e che, secondo le accuse del consigliere regionale Enrico Tibaldi, risulta essere scadente e arrugginito. La Water Gen Power, nata solo dopo due mesi dall’elezione di Augusto Rollandin a Presidente della Giunta e con capitale sociale di 10.000 euro, ora è in parte di proprietà regionale, non lo trovate buffo? E non trovate altrettanto buffo che, a questo punto, la Regione abbia querelato un suo consigliere, il Tibaldi, appunto? Strana cosa la politica, se ne vedono di tutti colori: assessori che rimandano le querele alla Regione e quest’ultima che accusa i propri rappresentanti quando svolgono il loro compito di controllo.

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Siamo tutti kumunisti!

28 marzo 2011

Cosa deve fare un consigliere regionale e comunale, se non difendere gli interessi della collettività? E cosa deve chiedere una cittadina attenta alla vita pubblica, se non spiegazioni sulle scelte che la riguardano? Sembra che questi due comportamenti, che dovrebbero rientrare nella consuetudine di una reale democrazia, siano invece interpretati come atteggiamenti sovversivi tali da indurre in un caso alla querela  e nell’altro nella gratuita maldicenza. Il consigliere Enrico Tibaldi (PdL) è stato querelato dalla società Water Gen Power per aver sollevato dubbi sulla qualità del materiale importato dalla stessa tramite una ditta cinese. Non credo che il signor Tibaldi sia così sciocco da presentare un’interrogazione senza essere supportato da prove. Non credo neppure che le sue osservazioni, già riportate in questo blog (La Cina è vicina), siano da considerare frutto di una mente tarata. Faccio un esempio: se voi foste afflitti da un tumore a chi vi affidereste per l’intervento? A un primario con anni di esperienza e di pratica o a un giovane e inesperto chirurgo? Ecco, Tibaldi ha semplicemente appurato che la CVA, controllata dalla Regione tramite Finaosta, si è affidata per la soluzione di un suo problema (la fornitura di materiale per la centrale di Champagne) a una ditta appena nata: due mesi dopo le elezioni regionali, con un capitale sociale di 10 mila euro e un solo dipendente per gestire una somma superiore ai 15 milioni di euro! E’ come dire che in sala operatoria si affida un intervento complesso a un giovane chirurgo senza molta esperienza! Credo che i parenti del paziente abbiano il diritto e il dovere di porsi delle domande no? Invece pare che questo diritto-dovere non debba essere esercitato. Se si chiede, se ci si interroga ecco piovere querele e diffamazioni. Siamo tutti kumunisti!

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=970&ID_sezione=56&sezione

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