Posted tagged ‘cultura’

Pensiero stupendo!

20 novembre 2014

Quando mancano i soldi i primi tagli vanno alla Sanità, poi non chiediamoci  perché un infermiere che deve far il lavoro per tre diventa leggermente scontroso. Ma oltre alla Sanità ne fa le spese la Cultura. Il servizio bibliotecario per l’acquisto dei libri aveva un buget di svariati migliaia di euro. Nel 2014 l’importo è stato ridotto a zero euro! In pratica per tutto il 2014 la biblioteca di Aosta non ha acquistato un libro. E poi ci lamentimo che si non legge. Inevitabile il calo di utenti in una delle più belle biblioteche d’Italia. Perché? Se vado nella biblioteca, che sarà anche bella, ma non ha le novità dei libri che ci vado a fare?

Proposta ai consiglieri regionali: tagliatevi una parte del vostro lauto stipendio e devolvetelo per l’acquisto di libri, sarebbe un bell’esempio di utilità verso il pubblico no? Molto di più di tante parole spese al vento con la certezza che il vento le disperda nel nulla.

Grazie

Posto infame!

28 giugno 2012

Vivo in un posto dove l’intelligenza è guardata con sospetto. Dove l’intelligenza cerca di nascondersi e spesso si amputa per poter sopravvivere come fa la volpe con la tagliola. Il silenzio è la lama che infligge il taglio. Chi parla sa di essere fottuto, di non avere più spazio alcuno. Non ci sono alternative, lo spazio è uno solo e anche là dove spuntano fiori non hanno la bellezza e la forza della natura selvaggia, anch’essi sono coltivati e necessitano di fertilizzanti per poter fiorire. Quel concime è veleno, ma chi lo usa non lo sa e se lo sapesse quei fiori sarebbero ancor più velenosi. Vivo in un posto dove la cultura assorbe molto denaro, ma il posto rimane brutto e stupido. La cultura non sono gli eventi eccezionali, quella è propaganda è commercio, ma neppure le letture di libri in piazza, la cultura ha a che fare con la vita di tutti i giorni. Come ti vesti, come mangi, come saluti, come sei. La cultura è un modo di vivere, il resto è solo informazione. Chi fa cultura in Valle ha scelto l’opportunismo. L’omertà. Si affida ai facili concetti di libertà e giustizia. Femminismo e Resistenza. Si affida al conformismo. Agli stereotipi. In stretta connessione con chi ci governa. Chi fa cultura in Valle è complice silenzioso e per questo ancor più miserevole. Chi fa cultura in Valle non fa cultura e lo si vede ogni giorno, girando per la città dove alle facce sono sostituite le maschere.

Domandina semplice semplice

13 aprile 2011

Che senso ha la cultura, se questa non cambia le cattive abitudini?

In questi giorni, l’assessorato alla Cultura e Istruzione dà fiato alle trombe! Si inaugurano contemporaneamenre numerose iniziative che vanno dalla presentazione dei programmi espositivi estivi a Babel; dalla tredicesima edizione della settimana della Cultura, alle conferenze stampa e via con il Phoen… . La domandina che segue è semplice semplice: che senso hanno tutte queste iniziative (a parte la loro natura di spot pubblicitari per l’assessore di turno), se non sono in grado di acculturarci per evitare che trattassimo in questo modo le opere d’arte, posizionando i contenitori di immondizia accanto ai monumenti storici? Sono gradite numerose risposte.

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Buon anno!

30 dicembre 2010

Buon anno!

Patuasia augura a tutti, amici e nemici, un anno ricco di voglia di vivere, zeppo di entusiasmo, stracolmo di bellezza, abbondante di ironia, opulento d’amore… . Alla facciazza della crisi auguriamo un anno di cultura che è la vera ricchezza, perché la cultura permette di superare i limiti e di giudicare chi ci governa. La cultura è libertà di espressione e di parola. La cultura è un bene primario come l’acqua. La cultura salva. (Claudio Abbado).

Buon anno!

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Ma lei ci prende per il c…!

4 ottobre 2010

L’assessore all’Istruzione e Cultura, Laurent Viérin, si porta avanti. Un po’ troppo. Nel volume della “Restitution”, tra le opere “restituite” ai cittadini figura anche l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. Il cantiere che sconvolge da anni la zona vi sembra “restituito”? Avete avuto modo di visitarlo e sorseggiare un caffè tra un acquisto e l’altro? Vi siete meravigliati nel cogliere la bellezza primitiva dei segni nella pietra? Avete accompagnato i vostri figli, amici, parenti? Ci andate quando avete del tempo a disposizione, per trascorrere le ore in un luogo magico e ricco di opportunità? NO! NO! E ancora NO! Sono passati molti anni dalla prima pietra e ancora non si vede la fine: assessore, non ci prenda per i fondelli please!

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Città-della minchia!

24 settembre 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Cara Patuasia,
seguo da circa un anno il tuo blog perché riconosco una visione critica ed una lettura del presente che condivido. Nello specifico il presente aostano. E’ un modo di vivere la città della mia giovinezza dalla quale sono dovuto emigrare in cerca di lavoro: pensa un po’!! Mi aspetto dal tuo blog che prima o poi si affronti lo scandalo della Cittadella dei Giovani: un gioiello di struttura gestita da incapaci, con nessuna sensibilità verso la cultura e le giovani generazioni. Infatti la proposta culturale è di bassissimo livello. E ho un rimpianto: quella struttura, con quei contributi pubblici, potrebbe essere un polo culturale europeo di primaria importanza. La cultura in Europa si muove velocemente, è proiettata verso il futuro, mette in piedi iniziative (anche di ricerca) straordinarie, dove i giovani sono protagonisti, ma non si limitano a suonare la chitarra in una stanza con le pareti ricoperte da scatole per le uova. Ho seguito le iniziative della Cittadella ed è penoso. Risulta evidente che i gestori non si informano, non frequentano i luoghi della cultura nè nazionali nè, tantomeno, europei. Ci sono, in giro per l’Europa, direttori di grandi teatri nazionali che hanno 30 anni! Ragazzi di vent’anni che sperimentano nuovi linguaggi, nuove forme di comunicazione, nuove scritture. Insomma mi pare che lì dentro ci sia, come al solito, gente che sa fare bene i conti, ottimi ragionieri, ma con la cultura e con i giovani non hanno proprio niente a che fare.

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Cultura di montagna

24 giugno 2010

Ha dell’incredibile! Walter Bonatti proposto in qualità di cittadino onorario del Monte Bianco. Saranno stati i francesi a volerlo; da noi il berlusconismo valdostano avrebbe preferito di gran lunga Loredana Lecciso. In ogni caso un’ottima notizia che va nel verso da noi auspicato: quello di una sana e contemporanea cultura della montagna.

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