Posted tagged ‘Critica d’arte’

La coppia che scoppia

19 dicembre 2013
BU BU SETTETE!

BU BU SETTETE! This is a man!

I grillini e grilloni di nos-atre ci comunicano via fb cosa accade in Consiglio regionale. Iniziativa benedetta. MA… occorre saperla fare. La comunicazione è cosa seria e loro, più di tutti gli altri, dovrebbero saperlo. Analizziamo i primi filmatini. Dunque… i due fisicamente sono all’opposto, impossibile non associarli ad altre coppie simili come Stanlio e Olio o Gianni e Pinotto o Cochi e Renato o Cip e Ciop o Bubu e Yoghi… e loro che fanno? Invece di stemperare i contrari ecco che li esasperano. In un video Ferrero veste di nero e Cognetta di bianco, scelta legittima (il nero restringe e il bianco dilata), se l’obiettivo fosse stato quello di far sganasciare dalle risate (obiettivo raggiunto!), ma credo che le intenzioni dei due inconsapevoli comici fossero e siano serie. Altro motivo di ilarità sono le espressioni che ricalcano le diversità fisiche. Stefano Ferrero ha il viso scavato, immobile e glaciale, di rado sbatte le palpebre. Ottimo per un film noir, meno nella divulgazione. Perfetto nella parte di uno psicopatico alla Anthony Perkins per intenderci (Psycho di Alfred Hitchcock), Ferrero genera nell’utente disagio e distacco quando invece dovrebbe creare empatia. Cognetta è il suo contrario. Ha il facciotto pieno di un bambino e come un bambino non sta mai fermo. E’ ansioso di parlare e crea ansia. Disagio e ansia non sono gli ingredienti migliori per la divulgazione di quasiasi argomento. La sceneggiatura poi è così elementare che insulta anche la più scarsa delle intelligenze locali. Quel teatrino della lettura del giornale… le domande appiccicate come sputi… i sorrisetti che più che altro sono ghigni, tutto questo contribuisce a svilire i contenuti. Loro si sentono sicuri del prodotto perché a costo molto contenuto, ma non basta il prezzo stracciato per fare comunicazione: è doveroso conoscerne l’alfabeto. Tipica supponenza grillina.

Consiglio affettuoso: cari Stefano e Roberto, evitate di presentarvi in coppia e alternatevi, oppure date il compito a qualche grillino che sa comunicare meglio di voi, magari a qualche candidato per le prossime comunali che così ha l’opportunità di farsi conoscere con largo anticipo. 😉

OK, il prezzo è giusto!

4 novembre 2013

Questa è bella! Il noto, notissimo critico d’arte, Paolo Levi, quello che con SVEART (la squallida esposizione di squallide operucole di giovani e meno giovani artisti costata 500.000 euro per non portare nulla, se non, appunto, squallore!) avrebbe messo all’angolo la Biennale di Venezia, oscurato i fasti delle più importanti manifestazioni artistiche internazionali, si mette a disposizione degli artisti per certificare con apposito “Attestato di valutazione” le loro opere. Al modico prezzo di 280 euro per dieci creazioni l’eminente intenditore di provata esperienza ne darà il giusto prezzo, al quale aggiungerà una breve citazione critica. Ventotto euro a quadro per sapere a che cifra venderlo-per-non-svenderlo. Una cifra modica che solleverà i pittori, i fotografi, gli scultori… dallo “scomodo ruolo di autovalutazione a cui gli artisti spesso devono sottostare, aumentando la possibilità di essere presi in considerazione da collezionisti e galleristi d’arte“. Secondo il critico di alto prestigio è il prezzo giusto che fa l’opera. Infatti, Paolo Levi, ha dato motivo di credere di essere più appassionato ai soldi che all’arte. Così tanto che è disposto ad affrontare il ridicolo, come in questo caso, pur di raggrannellare qualcosa. Eggià, un’altra regione ignorante e sprecona come la nostra dove la trova? Perché quei 500.000 per la cagata che si è rivelata essere SVEART, non erano il prezzo giusto.