Posted tagged ‘corruzione’

Digressione 19

4 aprile 2011

Domenica 3 aprile c’è stata a Torino la manifestazione in favore di Raphael Rossi, uomo che ha denunciato un tentativo di corruzione e per questo lasciato solo dalle istituzioni. Ci sembra importante il testo che Raphael ha scritto per ringraziare tutti coloro che lo sostengono, un testo che responsabilizza, perché è vero che ognuno di fronte a una scelta può fare la differenza!

“Voglio ringraziare tutti voi. Io ho fatto solo quello che trovavo giusto però è grazie al sostegno e all’affetto di tutti voi che sono positivo in questa vicenda. Altrimenti, fossi solo, sarei AMARO, SCONFITTO e ognuna di quelle migliaia di euro che devo anticipare mi peserebbero come una bruciatura. Ne sarei amareggiato. Invece siamo in tanti e siamo forti, abbiamo trasformato una sconfitta in una vittoria.
Oggi tutti insieme abbiamo dimostrato un piccolo concetto, OGNUNO di noi PUO’ FARE LA DIFFERENZA. Il contributo di ognuno di noi può davvero cambiare il mondo. Ognuno di noi in funzione delle responsabilità alle quali è chiamato può scelgliere come comportarsi e cosi può lasciare il suo contributo alla collettività.
Adesso dobbiamo ORGANIZZARCI in modo da poter aiutare concretamente anche chi si trova di fronte alla corruzione, aiutare e sostenere. Grazie, Grazie, Grazie, signori Rossi, continuamo così, tutto quello che stiamo facendo e che, solo per caso, porta il mio nome, deve farci sentire tutti fieri”.

Grazie a lei, signor Rossi, per farci credere ancora negli uomini di buona volontà!

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Fora di ball!

4 aprile 2011

Fora di ball!

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Signori si nasce 3

15 ottobre 2010

Leonardo La Torre, nel periodo in cui si svolgono i fatti, è un imprenditore di un’azienda che fornisce servizi di sicurezza e sorveglianza: la Allsystem, nonché assessore regionale alle Attività Produttive. Guarda caso, la sua società vince la gara d’appalto per l’affidamento del servizio di protezione delle sedi AMIAT. Il lavoro è stato aggiudicato per 852.150 euro. La gara viene vinta dalla Allsystem per 4 millesimi di euro rispetto all’offerta di Ive Detectives Agency e grazie all’implicazione dei signori Giordano e Gallo, accusati di turbativa d’asta, documentata dalle numerose telefonate intercorse fra i due. Sembrerebbe che il nostro ex-assessore, accusato di turbativa d’asta, avesse promesso a Giordano, per il suo interessamento, un ruolo importante nella sua Società. La terza ditta, un’Ati  composta da Telecontrol e Rear, cooperativa di servizi che fa capo ai fratelli Laus, è esclusa per una contestata irregolarità formale. Anche in questo caso Gallo rassicura Giordano nell’eventualità di un ricorso, “gli dice che gli fornirà concreti suggerimenti su come impostare l’offerta in modo da vincere la gara con sicurezza, dal momento che lui è a conoscenza dei “punti deboli” dell’azienda di Laus”. (La Stampa.it 11/11/2008). E’ così che la società di cui è socio La Torre si aggiudica l’appalto. Ecco spiegato in modo superficiale, ma le notizie al riguardo non sono molte, l’insieme di signori che lunedì 13 dicembre si incontrerà nel Tribunale di Torino. Ma cosa c’entra Luberto in tutto questo? Pare che fosse il tramite tra Giorgio Giordano e la Allsystem di La torre. Ma la storia non finisce qui. Di mezzo c’è ancora una fabbrichetta per produrre farmaci generici che si sarebbe voluta trapiantare in Valle d’Aosta, contando su un finanziamento agevolato dalla Finaosta. Ma l’impresa non sarebbe andata in porto perché non avrebbe convinto un funzionario zelante e onesto. Onestà? Due affari saltati a causa sua. Roba da fantascienza! (Fine)

Domenica, Report porterà a conoscenza la storia di Raphael Rossi, l’ex vice presidente dell’Amiat (già, nel frattempo è stato sostituito, chissà perché, avrebbero dovuto promuoverlo no?) che non si è lasciato corrompere.

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Signori si nasce 2

15 ottobre 2010

Cercando su internet i nomi: Giordano, Malaspina, Succio e Gonnella, si scopre che i quattro signori sono stati arrestati, anche solo per un giorno, con l’accusa di tentata corruzione (la custodia cautelare non è prevista per questo tipo di reato). La storia è una tipica storia italiana, ma non fino in fondo. I quattro signori avrebbero offerto una lauta cifra all’allora vicepresidente dell’AMIAT, Raphael Rossi, per ovviare alle irregolarità  procedurali e tecniche riguardo all’acquisto di un macchinario inutile della somma di 4,5 milioni di euro (si trattava di sorvolare la regolare gara d’appalto). Da qui la storia si fa meno tipica-italiana: Rossi rifiuta i soldi e denuncia l’episodio. Ma cosa c’entra La Torre e cosa c’entra Luberto in tutto questo? (fine seconda puntata)

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Signori si nasce! (prima puntata)

14 ottobre 2010

Un nuovo feuilleton in tre puntate sulla società valdostana. Buona lettura.

In questi giorni il nome di Leonardo La Torre è comparso spesso sulle pagine dei giornali locali. Il motivo? La reiterata necessità espressa dal coordinatore della Fédération autonomiste, di aggiungere posti a tavola al PdL e alla Lega. Ma i giornali locali non hanno menzionato l’illustre cognome per rendere noto ai valdostani che per il tenace sostenitore del dialogo con le forze politiche che reggono l’attuale Governo nazionale, è stato richiesto il rinvio a giudizio dal Tribunale di Torino e pertanto dovrà presentarsi per l’udienza preliminare al Palazzo di Giustizia, “Bruno Caccia”, il tredici dicembre alle ore nove precise. Il reato contestato è turbativa d’asta. Leonardo non sarà solo, il tredici dicembre con lui ci saranno personaggi illustri del panorama torinese: Giorgio Giordano, ex presidente dell’AMIAT (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino), Giovanni Succio, Carlo Gonnella, Giorgio Malaspina, membri dell’impresa VM Press di Ovada (Azienda di macchine sperimentali per compattare i rifiuti), Giancarlo Gallo direttore acquisti dell’AMIAT e l’aostano Salvatore Luberto dipendente Azienda USL e consigliere comunale. Ma cosa c’entra La Torre che ai tempi dei fatti contestati era assessore regionale alle Attività Produttive e cosa c’entra Luberto, anche presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori, con questi signori? (alla prossima puntata)

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Questione di soldi (7° e ultima parte)

23 settembre 2010

Come si è tradotta l’immensa ricchezza di risorse che ha riempito dagli anni ottanta le casse regionali? Il “diritto” acquisito in quanto Regione autonoma? In una pioggia di contributi che, se da un lato ha favorito l’attività imprenditoriale, di fatto l’ha resa dipendente dalla spesa regionale. Quasi nessuno riesce a stare in piedi con le proprie gambe. In un “gigantismo” della pubblica amministrazione. In termini occupazionali la Regione, e con essa i Comuni e le Comunità montane, è l'”impresa” più grande sul territorio. Un’impresa non produttiva che divora migliaia di stipendi. In benefici e agevolazioni ai valdostani che hanno creato uno stato di benessere diffuso, ma apatico e assistenziale. In una cementificazione del territorio che ha dato e dà lavoro alle numerose piccole imprese, ma ha cancellato e cancella tuttora, parte significativa del paesaggio. In un’offerta culturale sempre più ricca, ma incapace di una vera progettualità atta sia a difendere l’identità sia a promuovere nuovi comportamenti. Insomma, con le casse regionali esauste cosa ci resterà a disposizione? Una moltitudine di impiegati da mantenere. Imprese che non sono mai cresciute tali da diventare propositive anche fuori Valle e quindi orfane del datore di lavoro numero uno. Un turismo senza qualità e senza professione. Buchi nelle strade. Un mezzo ospedale. Scuole rabberciate. Fioriere appassite. Vedo nero? No! Vedo chiaro! E mi incazzo per la miopia, l’avidità, la stupidità che hanno caratterizzato questi decenni. Miliardi buttati via in decine di inutili centri polivalenti, in studi e studi di fattibilità e soprattutto in clientele (il Casinò ne ha dato un significativo esempio, vedasi com’è ridotto). Una democrazia che tale non è, ricordo i cani sguinzagliati in campagna elettorale. Una corruzione capillare. Una cultura allo sbando. Una Regione infetta. Adesso, solo adesso, la maggioranza si preoccupa dei possibili tagli e si piega a novanta gradi pur di salvare la Valle (cioè le poltrone sulle quali poggia le chiappe). E la minoranza scopre con qualche lustro di ritardo “un’area grigia e paludosa all’interno dell’amministrazione pubblica” (La Stampa). Ma cosa resterà di quegli anni ottanta? (Fine)

Sabato 25 settembre 2010 alle ore 17.00 alla Biblioteca di viale Europa, Marco Cuaz, Massimo Léveque, Paolo Momigliano Levi, Tullio Omezzoli, discutono il libro di Elio Riccarand “Storia della Valle d’Aosta contemporanea 1981-2009”. Sarà presente l’autore.

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Questione speciale

8 dicembre 2008
AH AH AH!

Qui a Patuasia,
neppure la questione
è morale.