Posted tagged ‘Conca di Cheneil’

Bandiera Nera!

22 agosto 2010

La Nemica delle Alpi!

Leggi regionali scellerate che incentivano l’edilizia selvaggia, assicurano alla Valle d’Aosta la Bandiera Nera di Legambiente! La cementificazione del territorio continua anche in quei luoghi ritenuti “del cuore”, come la Conca di Cheneil che presto avrà la sua strada e il suo ascensore (con l’assenso dell’Alpe!). Altro che turismo soft, in armonia con la natura! Alla Zublena, scarso assessore all’Ambiente, spetta il titolo di Nemica delle Alpi. A lei Patuasia obbliga l’abito nero-lutto.

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Dov’è finito il paradiso?

20 luglio 2010

Struggente e appassionata la lettera pubblicata oggi sulla Stampa a firma Paolo Zorzit. La fine di Cheneil, la Conca bellissima finora risparmiata dallo “sviluppo”. Come non condividerne l’amarezza e i numerosi interrogativi che fioriscono intorno al progetto di devastazione ormai “tristemente segnato”? Speculatori, assessori compiacenti, pareri sfavorevoli che si tramutano in favorevoli, e poi soldi soldi soldi! Cioè sviluppo. Cioè atavica concezione dello sviluppo! La strada da percorrere lo sappiamo è un’altra, ma la rapina che ha caratterizzato storicamente le nostre valli, è ancora il metodo più spiccio per far soldi soldi soldi! E qui c’è fretta. Fretta di concludere gli affari, gli appalti, i favori. Tutto è sacrificabile, tranne il proprio conto in banca. Chissenefrega della bellezza. Del rispetto. Dell’amore. Sono concetti che non appartengono ai nostri amministratori: basta vederli per capirlo. Vai con la strada! Vai con l’ascensore! Che alla montagna servono strade e ascensori e poi serviranno le case e quindi le automobili per raggiungere le case e poi i parcheggi per mettere le automobili e poi le aree pic-nic per far felici i nuovi proprietari di case e automobili e poi Cheneil non c’ è più. Ma i nostri nipoti la troveranno bella lo stesso, perché non avranno avuto la possibilità di un confronto. Per loro il paradiso sarà un parcheggio tra gli alberi.

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Cheneil non si tocca!

29 giugno 2010

Cari nipoti, posso dirvi che in Valle ho contribuito alla costruzione di centrali, inceneritori, ascensori, strade, funivie..., tutto in nome dello sviluppo sostenibile e del turismo dolce!

Secondo Valerio Cappelletti (presidente della Consorteria di Cheneil, amministratore delegato delle funivie Cime bianche di Valtournenche, amministratore delegato della Edil Cervino, membro esperto del paesaggio (sic!) nella commissione edilizia del Comune di Valtournenche ecc ecc), la Conca di Cheneil, definita una perla delle alpi, così com’è e cioè nel suo stato incontaminato, sarebbe una rovina (per gli affari). Per darle un senso (per poterla sfruttare pienamente), occorrono un ascensore e una strada larga tre metri; progetti già approvati dalla Regione, la stessa che in altri casi si appella al concetto di turismo dolce ed ecosostenibile. Vi ricordo l’intervento di Manuela Zublena, assessore all’Ambiente e Territorio, nel recente convegno “Esperienze di confronto di turismo alpino. Innovazione e buone pratiche. Cultura alpina a confronto”, dove ha presentato come esempio di eccellenza il progetto di Saint-Marcel, cioè: “un turismo dolce, sostenibile, che nasce in modo semplice dalla popolazione, non calato dall’alto, capace di esprimere il paese nelle sue diverse componenti. La Valle d’Aosta non è stata esente in passato da una certa deriva nella tutela del paesaggio, in particolare nell’edificazione. Il turismo di quegli anni ha stravolto il tessuto sociale. Questo nuovo progetto va in senso inverso: respinge le velleità di speculazione edilizia, non incentiva grandi strutture, promuove la valorizzazione di ciò che c’é, favorisce la riscoperta del territorio e il recupero del patrimonio. (ANSA).  Invece l’ascensore e la strada di Cheneil sono calati dall’alto! Incentivano la speculazione edilizia, stravolgono il paesaggio, senza nessun rispetto per la popolazione che si è dimostrata contraria alla loro realizzazione. Non sono bastate le firme, gli appelli degli intellettuali, le marce, lo scempio si farà! Grazie.

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