Posted tagged ‘Comitato del SI’

Li conosciamo…

21 novembre 2012

In conferenza stampa, Fabrizio Roscio dichiara che non si può aspettare la prossima legislatura per affrontare il problema dei rifiuti che occorre agire subito. Il Comitato del sì dichiara la sua pronta disponbilità: “Siamo disponibili alla formazione di un tavolo tecnico insieme all’amministrazione regionale e insieme risolviamo il problema della gestione dei rifiuti.”. (aostasera.it) Buona volontà e collaborazione esprimono i “terroristi”, ma come risponderanno i “responsabili”? Li conosciamo. Sappiamo che sono permalosi, suscettibili e vendicativi. Le loro dichiarazioni sono falsamente preoccupate: se così fossero perché rinviare la soluzione alla prossima legislatura? In campagna ci hanno descritto una discarica ormai esausta, pericolosissima e adesso prendono tempo? Sei mesi non sono pochi, si possono avviare procedure che sappiamo non essere immediate, la soluzione c’è bisogna iniziare a prenderla in seria considerazione, così è stato scelto. Eppure i nostri amministratori voltano la testa dall’altra parte. L’emergenza è rientrata. Si può aspettare.

In diretta con Beppe

16 novembre 2012

Stasera dalle 21 su Patuasia, grazie allo streaming offerto da aostaoggi.tv, potete seguire la diretta da Piazza Chanoux della chiusura della campagna referendaria con Beppe Grillo. Buona visione.

Valle virtuosa 1 – Valle responsabile 0

26 ottobre 2012

Ho notato nel primo incontro dei sei previsti per la campagna referendaria che i tre invitati per il NO non avevano uno straccio di appunti in mano. Dopotutto le loro dichiarazioni sono così povere di informazioni scientifiche e così monotamente ripetitive che un pro memoria non risulta necessario. Infatti, tutti e tre i presenti sono stati spesso invitati a proseguire perché esaurivano gli argomenti prima dello scadere dei due minuti a disposizione. Esordisce Sudano con la solita nenia: noi non ne facciamo una questione politica e ideologica, ma tecnica… il resto è noia. Scegliere, se usare un pirogassificatore o un trattamento a freddo o, ancor meglio, potenziare la raccolta differenziata è questione ideologica? Secondo me è una questione tecnica che deve essere scelta dai cittadini. Ma è qui il punto cruciale: i cittadini. La “quasi avvocato”, che per incanto viene presentata come avvocato, Valeria Casali di Fédération, con una smorfietta che le piega il labbro, dice che il referendum è inutile in quanto il loro elettorato è efficacemente rappresentato. Uhaa uhaaa uhaaaa, efficientemente rappresentato? Ma se è un partito che pur predicando l’autonomia e, per ultimo, l’indipendenza ha esponenti che non riescono neppure a superare l’esame di francese! Uhaa uhaaa! Ma andiamo avanti. La Fédération, dice la Casali, è contro anche per i costi del referendum che pesano sui costi delle amministrazioni… e i costi degli stipendi e dei vitalizi dei numerosi consiglieri e assessori e presidenti non pesano anch’essi sulle spalle dei cittadini? E gli sprechi che minacciano a ragione l’autonomia non sono costi che hanno succhiato ingenti fondi pubblici? Solo quelli della volontà popolare sono costi che non devono essere sostenuti? I politici del centrodestra dicono di sì. La cosa interessante e che svela la vera preoccupazione di quelli del NO è quella che inconsapevolmente viene fuori dalla bocca schifata della Valeria: il referedum può mettere in crisi la volontà della maggioranza al governo e quindi anche il suo partito. E poi sarebbero quelli del SI che la mettono in politica? Ma andiamo avanti. Mauro Papagni del PdL preme il tasto dell’emergenza e punta il dito contro la discarica che guarda caso è stata gestita da una buona parte di questa maggioranza e sui rifiuti indifferenziati che vengono prodotti in Valle. Come se questi ultimi piovessero dal cielo e non fossero l’effetto di una politica deficitaria e superficiale. Non avendo argomenti da aggiungere Mauro termina con largo anticipo, più di trenta secondi, dicendo che tutta la fatica svolta dalle numerose associazioni che compongono il Comitato del SI è una manovra politica. Ettepareva! Concludo le mie impressioni: quelli del NO non hanno un cazzo da dire  tanto che terminano sempre con largo anticipo; quelli del SI devono essere stoppati dalle troppe argomentazioni. Traete voi le debite considerazioni.

Zoccolo nero

24 ottobre 2012

Ma in che razza di posto vivo? Questa è una domanda che mi faccio spesso qui in Valle, fuori un po’ meno. Vengo a sapere che i volontari del Comitato del SI sono stati pesantemente insultati durante la distribuzione dei volantini nell’ultimo appuntamento della Bataille de Reines. Che la lobby degli allevatori sia lo zoccolo duro del PP (presidente pregiudicato) lo sappiamo; che i contributi a pioggia, gli occhi chiusi, le orecchie tappate e le bocche cucite dell’amministrazione regionale abbiano creato una mentalità mafiosa anche, dunque perché mi stupisco? E’ chiaro che chiunque vada contro al signorotto-spargitore-di-favori, sordo, cieco e muto di fronte ai tanti comportamenti poco leciti del settore sia considerato un nemico a prescindere. Che l’attaccamento verso la terra, gli animali e la natura in genere, non è prerogativa dei contadini e degli allevatori di tutto il mondo, quello valdostano incluso. Allora perché mi stupisco del comportamento zotico dimostrato nei confronti di chi fa ciò che la democrazia dichiara come esempio? Perché l’evoluzione del pensiero per molti si è fermata negli zoccoli neri dei demoni medioevali?

Quelli che vanno al mare

20 ottobre 2012

Anche il Comitato del NO si esprime per l’astensione, rivelando assenza di autonomia di pensiero, ma l’ essere voce dei partiti della maggioranza. Oggi possiamo battezzarlo: Comitato di quelli che vanno al mare. Per quelli del SI’ le cose sono andate esattamente al contrario: sono stati Alpe e il PD ad aderire, in un secondo tempo e insieme a moltissime associazioni, in primis Valle Virtuosa, per dare vita al Comitato del SI’. Questo dimostra come la polemica messa in scena dall’Union che vede nel referendum un attacco alla sua supremazia, sia totalmente fasulla. Sono così confusi e incapaci a sostenere le loro ragioni che Perron nel suo editoriale sul Peuple scrive: Plus le temps passe et plus je constate, en écoutant le comité du non, qui d’ailleurs est composé toujours par les mêmes personnes qui conduisent toujours les mêmes batailles politiques contre tout le système et contre tous les choix, l’inutilité du prochain passage électoral proposé par les partisans du référendum. Un passage coûteux, inutile et qui risque d’arrêter le processus vers la bonne solution sur un énorme problème qui touchera tous les Valdôtains et toutes les Communes dans deux ans.

Un referendum che fa paura

6 settembre 2012

Riceviamo dal Comitato del SI’ e volentieri pubblichiamo.

La lettera a firma congiunta del Presidente e dell’Assessore all’Ambiente della Regione Valle d’Aosta rivolta al Ministro Clini non avrebbe bisogno di commenti, tuttavia occorre una riflessione, perché le tematiche affrontate si riferiscono a temi diversi rispetto alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti nella nostra regione. Gli amministratori regionali non chiedono al Ministro un parere per gestire al meglio i rifiuti in Valle d’Aosta, ma invocano “un incontro urgente al fine di valutare congiuntamente le possibili precauzioni da intraprendere” di fronte alla scadenza di un referendum propositivo legittimamente convocato. Ci chiediamo, come cittadini valdostani, quali siano queste “azioni da intraprendere” in quanto le iniziative intraprese da Valle Virtuosa e dal Comitato del Sì al referendum sono sempre state nel pieno rispetto della legge, nella lettera si ammette, infatti, che il referendum regionale è stato “peraltro ritenuto ammissibile dalla apposita commissione referendaria regionale sul presupposto che la ratio principale della proposta di legge in questione sia la tutela della salute.” L’intento è dunque di impedire il diritto dei valdostani, sancito dallo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, di poter esprimere il loro parere su un piano di gestione di rifiuti inadatto, costoso e  superfluo  che durerà un quarto di secolo. Le motivazioni, ci pare, non sono legate alla convinzione che la scelta del pirogassificatore sia la più adatta. Il timore degli amministratori regionali è “che se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.” La questione è radicalmente diversa. I criteri di scelta fra diversi sistemi disponibili non possono essere che quelli relativi alla salvaguardia della salute e agli aspetti socioeconomici della gestione dei rifiuti sui quali i cittadini sono legittimati a scegliere con giudizio e buonsenso. La questione in Valle d’Aosta è precisamente questa. Si evince, quindi, che il senso della richiesta della Giunta regionale al Ministro è quello di un appoggio “politico” alle scelte fatte, scelte che, lungi dall’ avere una legittimazione scientifica o normativa sono opinabili e quindi sottoponibili al giudizio dei cittadini. Alla luce di questa lettera, la risposta della segreteria tecnica del Ministero assume una connotazione ben diversa rispetto a quella propagandata: il Ministro Clini non ritiene di rispondere e “gira la pratica” alla segreteria tecnica che  si limita a ricordare quale sia la gerarchia di gestione dei rifiuti prevista dalla legge,  peraltro non rispettata in Valle d’Aosta.

Il Comitato del Sì chiede, nel caso in cui l’incontro con il Ministro Clini abbia luogo, di poter partecipare per sostenere la nostra proposta di gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta e difendere il diritto di libera espressione dei valdostani su una questione così importante.

Comitato del SI’

8 agosto 2012

Giovedì 9 agosto alle ore 17, il Comitato del Sì si presenterà in maniera ufficiale, sotto i portici di Palazzo regionale, ai media e ai simpatizzanti.