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Valle virtuosa 1 – Valle responsabile 0

26 ottobre 2012

Ho notato nel primo incontro dei sei previsti per la campagna referendaria che i tre invitati per il NO non avevano uno straccio di appunti in mano. Dopotutto le loro dichiarazioni sono così povere di informazioni scientifiche e così monotamente ripetitive che un pro memoria non risulta necessario. Infatti, tutti e tre i presenti sono stati spesso invitati a proseguire perché esaurivano gli argomenti prima dello scadere dei due minuti a disposizione. Esordisce Sudano con la solita nenia: noi non ne facciamo una questione politica e ideologica, ma tecnica… il resto è noia. Scegliere, se usare un pirogassificatore o un trattamento a freddo o, ancor meglio, potenziare la raccolta differenziata è questione ideologica? Secondo me è una questione tecnica che deve essere scelta dai cittadini. Ma è qui il punto cruciale: i cittadini. La “quasi avvocato”, che per incanto viene presentata come avvocato, Valeria Casali di Fédération, con una smorfietta che le piega il labbro, dice che il referendum è inutile in quanto il loro elettorato è efficacemente rappresentato. Uhaa uhaaa uhaaaa, efficientemente rappresentato? Ma se è un partito che pur predicando l’autonomia e, per ultimo, l’indipendenza ha esponenti che non riescono neppure a superare l’esame di francese! Uhaa uhaaa! Ma andiamo avanti. La Fédération, dice la Casali, è contro anche per i costi del referendum che pesano sui costi delle amministrazioni… e i costi degli stipendi e dei vitalizi dei numerosi consiglieri e assessori e presidenti non pesano anch’essi sulle spalle dei cittadini? E gli sprechi che minacciano a ragione l’autonomia non sono costi che hanno succhiato ingenti fondi pubblici? Solo quelli della volontà popolare sono costi che non devono essere sostenuti? I politici del centrodestra dicono di sì. La cosa interessante e che svela la vera preoccupazione di quelli del NO è quella che inconsapevolmente viene fuori dalla bocca schifata della Valeria: il referedum può mettere in crisi la volontà della maggioranza al governo e quindi anche il suo partito. E poi sarebbero quelli del SI che la mettono in politica? Ma andiamo avanti. Mauro Papagni del PdL preme il tasto dell’emergenza e punta il dito contro la discarica che guarda caso è stata gestita da una buona parte di questa maggioranza e sui rifiuti indifferenziati che vengono prodotti in Valle. Come se questi ultimi piovessero dal cielo e non fossero l’effetto di una politica deficitaria e superficiale. Non avendo argomenti da aggiungere Mauro termina con largo anticipo, più di trenta secondi, dicendo che tutta la fatica svolta dalle numerose associazioni che compongono il Comitato del SI è una manovra politica. Ettepareva! Concludo le mie impressioni: quelli del NO non hanno un cazzo da dire  tanto che terminano sempre con largo anticipo; quelli del SI devono essere stoppati dalle troppe argomentazioni. Traete voi le debite considerazioni.

Quelli che vanno al mare

20 ottobre 2012

Anche il Comitato del NO si esprime per l’astensione, rivelando assenza di autonomia di pensiero, ma l’ essere voce dei partiti della maggioranza. Oggi possiamo battezzarlo: Comitato di quelli che vanno al mare. Per quelli del SI’ le cose sono andate esattamente al contrario: sono stati Alpe e il PD ad aderire, in un secondo tempo e insieme a moltissime associazioni, in primis Valle Virtuosa, per dare vita al Comitato del SI’. Questo dimostra come la polemica messa in scena dall’Union che vede nel referendum un attacco alla sua supremazia, sia totalmente fasulla. Sono così confusi e incapaci a sostenere le loro ragioni che Perron nel suo editoriale sul Peuple scrive: Plus le temps passe et plus je constate, en écoutant le comité du non, qui d’ailleurs est composé toujours par les mêmes personnes qui conduisent toujours les mêmes batailles politiques contre tout le système et contre tous les choix, l’inutilité du prochain passage électoral proposé par les partisans du référendum. Un passage coûteux, inutile et qui risque d’arrêter le processus vers la bonne solution sur un énorme problème qui touchera tous les Valdôtains et toutes les Communes dans deux ans.