Posted tagged ‘Colonnello Gheddafi’

Baraccopoli

3 settembre 2010

Altra mega struttura in piazza per festeggiare la Valle d’Aosta. Se a Roma, in piazza San Pietro, facessero la festa del Lazio, l’Italia si scompiscierebbe dalle risate. Noi invece restiamo seri. Così seri che non si diverte nessuno. E’ una festa istituzionale, voluta dalla Casta di serie A per mettere le stampelle all’Identità che inciampa a ogni passo. Una roba di regime. Solo Gheddafi, maestro del kitsch, sa fare di meglio. Al prossimo giro però vogliamo le brasiliane, quelle che già si esibiscono per lo Jambon di Bosses.

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Quattro salti in padella!

2 settembre 2010

Che bolle in pentola? Se, in territorio nazionale è scoppiato l’amore fra Gheddafi e Berlusconi che partorirà numerosi businnes, nel nostro piccolo c’è stato un colpo di fulmine fra Dino Gentile, sindaco di Biella, e Augusto Rollandin, presidente della Giunta regionale. La freccia che ha trafitto i cuori è “la comune cultura alpina” (freccia, ahimé, spuntata dall’uso e abuso.). Il comune di Biella condivide con la Valle d’Aosta la storica processione che collega Fontainemore con il santuario di Oropa, i Walser, i confini. Questi ingredienti bastano e avanzano per impastare un progetto di gemellaggio atto a rinforzare un altro progetto: quello dell’Aosta-Martigny. Infatti Dino Gentile afferma: “Biella è naturalmente interessata alla realizzazione di questa opera ferroviaria,… naturalmente il sostegno biellese alla direttrice ferroviaria vedrà una forza compatta di più istituzioni, in primis del Consorzio dei Comuni e della Provincia di Biella”. Ma non basta, il nuovo amore ha concepito un altro fruttuoso disegno: una funivia che metterà in comunicazione Oropa e la Valle del Lys. Ah, questi amori così fertili! Così ricchi di passione “per l’alpinismo, il rispetto per l’ambiente, per i sentieri della fede…”.  Ma quali sentieri! Le future processioni per raggiungere il Sacro Monte saranno via cavo.

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Italiani brava ggente!

22 giugno 2009
Soldati italiani, mentre costruiscono scuole, ospedali, case durante l'occupazione in Libia.

Soldati italiani, mentre costruiscono scuole, ospedali, case durante l'occupazione in Libia.

Il senatore Antonio Fosson si è sentito imbarazzato dal discorso pronunciato in Senato dal Colonnello Gheddafi. Un discorso indubbiamente provocatorio a cui l’aula ha risposto con il silenzio: martirio reso necessario in nome della realpolitik ! Che tradotto significa: cosa è necessario sopportare in nome del businnes promesso alle nostre imprese in Libia. Quello che imbarazza noi di Patuasia news ( in Senato quel giorno non c’eravamo), è ciò che scrive Fosson sul Peuple, settimanale del suo partito: l’UV. Fosson, a conclusione dell’articolo, dice che il boccone offerto dal Colonnello è stato ancor più amaro in quanto gli italiani “in terra di missione hanno soprattutto costruito case, scuole, ospedali…“. Il senatore chiama la Libia, violentemente occupata da interessi economici, terra di missione! (Nel 1911/12, durante la guerra italo-turca, veniva chiamata più correttamente Terra Promessa!). Continua a voler eternare il mito degli “italiani brava gente“, quando la Storia quel mito ha distrutto con la pubblicazione di documenti inequivocabili sulla brutalità dei soldati italiani contro i civili libici (ma anche etiopi, somali…). Parliamo dell’uso proibito dei gas, dei lavori forzati, delle deportazioni di intere popolazioni che causarono migliaia di morti. Per Fosson evidentemente la Storia è un’opinione; per lui l’occupazione della Libia fu una conquista di anime alla cristianità di cui Gheddafi deve ancor oggi renderci grazie.