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Scheda bianca

18 marzo 2013

Art 67 della Costituzione: “Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita la sua funzione senza un vincolo di mandato”.
Il vincolo di mandato potrebbe interessare i grillini e il diritto/dovere della libertà di coscienza degli eletti. La prima parte dell’art 67 è invece la foto dei parlamentari valdostani. C’è ancora chi si stupisce del voto bianco di Lanièce e Marguerettaz al Senato ed alla Camera? Loro mica sono lì per pensare al bene comune, ma solo ai cazzi valdostani. Entrambi si considerano italiani solo verso il 27 del mese, san Paganino, dunque della Nazione intera, dei suoi istituti parlamentari e delle persone che li incarnano e rappresentano non gliene può fregare di meno. La Repubblica è una catena del cesso: i “bons valdotains” la tirano solo al momento del bisogno, poi vada al suo destino. Loro non rappresentano la Nazione, ma solo il loro territorio di origine, verso cui devono convogliare il massimo di risorse possibili. Tanto quei coglioni di italiani sono pure stati generosi, in passato. Ora forse, con le pezze al culo, meno… Sono dei Mastella di montagna. Sentite questa definizione del mastellismo da parte di Aldo Cazzullo: “Destra o Sinistra non importa, purchè lui (Mastella, ndr) stia in mezzo ad incassare. La politica come fonte di sostentamento per intere zone e popolazioni, come scambio perpetuo, come distribuzione di risorse e produzione di voti”. Sono “separatisti leggeri”, ossia anti-italiani, ma in maniera subdola, soft, felpata, sottile: della Repubblica non gliene frega niente. Mi permetto di consigliare qualche testo in proposito: il migliore è “I confini dell’odio”, di Bruno Luverà, editori Riuniti, ma anche Paolo Rumiz, “La secessione leggera”.

Lo pseudo-federalismo secessionista della Nuova Destra europea e del Centre d’études federalistes, che ogni estate pascola in Valle con soldi pubblici, è qui studiato con attenzione. La Sinistra valdostana invece ci ha messo 30 anni a capire che sono pensatori di Destra, i maestri di Heider , Borghezio e Vierin-Family…. Ni Droite, ni Gauche, ni Centre: solo cazzi nostri. (roberto mancini)

Solo cazzi nostri!

25 gennaio 2013

Coi Mastella di montagna la Val d’Aosta ci guadagna? Sentite questa definizione del mastellismo da parte di Aldo Cazzullo: “Destra o sinistra non importa, purchè lui stia in mezzo ad incassare. La politica come fonte di sostentamento per intere zone e popolazioni, come scambio perpetuo, come distribuzione di risorse e produzione di voti”. Si attaglia perfettamente all’Union valdotaine la cui massima strategica negli ultimi 40 anni è stata “ni Droite ni Gauche”. Ora il clerico-localista Marguerettaz, fino a ieri pronto a strizzare l’occhio all’UDC, ha aggiunto un nuovo niet allo slogan dei localisti, parassiti dello Stato nazionale (pronti a diventarlo domani dell’Europa…): “ni Droite, ni Gauche, ni Centre”.
Perchè questa aggiunta? La presenza di Monti nello schieramento centrista turba Marguerettaz, il quale capisce che il prof. nutre intenti  pericolosamente e seriamente riformisti (mica come Casini, tutto chiacchiere e distintivo…). Dunque il bocconiano, sopratutto nel caso di riforma costituzionale ed elettorale, mette in forse i privilegi valdostani. In particolare lo scandaloso collegio uninominale per i soli 126.000 abitanti della Paperopoli  Salassorum. Dulcis in fundo, Marguerettaz & Laniece riprendono la polemica contro “i partiti nazionali”, una chiamata a raccolta delle forze localiste. In sostanza, la funzione di PDL e Pd sarebbe quella della catena del cesso: i valdostani la tirano ogni tanto, solo quando serve al momento del bisogno, poi la lasciano. Motivo per cui, a Destra giustamente Frassy si incazza. Il PDL è stato trattato come un pezza da piedi. Lo slogan contro i partiti “stato-nazionali” nacque negli anni ’70 grazie al fascio-etnista prof Guy Heraud (padre dell’ideologia di Borghezio), il cui sciagurato Centre d’Etudes federalistes sverna in Vda con denari pubblici. Il suo pensiero, tipico dell’ ideologia “etnista” della corrente Viérin, ora è diventato quello di tutta l’Union. Colpa nostra, che per 40 anni abbiamo definito “federalisti” dei localisti furbastri, semplici Mastella di montagna. (roberto mancini)