Posted tagged ‘Claudio Lavoyer’

Tornata!

4 dicembre 2013

Ho lasciato la Valle 20 giorni fa, speravo di trovare i resti dello scoppio di qualche bubbone tipo quello dei contributi regionali dati ai partiti (Salzone invece di postare continuamente su fb foto con bambini africani che fa buono e non impegna dovrebbe dirci come sono stati spesi i soldi dati alla Stella alpina!), invece solita fuffa e un tuffo al cuore. La Fédération si rinnova ed elegge come presidente onorario la mummia Lavoyer! Il volo Aosta-Roma non decolla. Pare che la compagnia svizzera Darwin Airlines che si era aggiudicata l’affidamento verrà ceduta alla compagnia di bandiera degli Emirati Arabi, la Etihad Airways. La ferrovia è diventata un rebus sui soldi della Legge di Stabilità: ci sono o non ci sono i fantomatici 521 milioni di euro? E se sì saranno dati alla Valle? E basteranno per rifare l’intera linea? Nel frattempo che i trasporti si adeguinino alle esigenze di un turismo evoluto ecco che Paron spara ideogrammi sul sito del Comune Aostalife.it. – Obiettivo strategico – dice, proprio come la candidatura di Aosta a Capitale europea della Cultura. Una “finestra sul futuro” che vuole acchiappare i turisti cinesi, ma che offre informazioni vecchie (per fortuna poi corrette). Quella di Paron rimane  un’innovazione al contrario, altro che interpretazione del futuro! Patetico come sempre. Il tuffo al cuore è dovuto alla dichiarazione della Corte costituzionale che nega l’esito del referendum anzi lo stesso referendum. I rifiuti non sono materia che possa riguardare le Regioni, ma spetta allo Stato. Va bene. Ma i valdostani hanno deciso e la loro volontà non può essere trascurata né da Roma né da Aosta. Lo voglio vedere Rollandin che difende lo Stato!

Gli zombies della Fédération e il seggio a Bruxelles

30 novembre 2013

Settimana politica fiacca, appena ravvivata  dal congresso della defunta Féderation, praticamente una seduta spiritica. Ricomparso  in qualità di padre-padrone della cara salma, l’ex assessore Claudio Lavoyer  ci rassicura in puro politichese tardo-democristiano. I “Federales” saranno forza “autonomista, democratica e popolare per una Valle europea, protagonista all’interno di un’area moderata ed autonomista, aperta ai valori del cattolicesimo europeo”.
Una flebo di Valium, la fiera delle banalità, fuffa insulsa.
Uno dei peggiori rappresentanti della casta localista rossonera, che in vita sua ha lavorato pochissimo e campato sempre e solo di politica/politicante, ha deciso dopo 35 anni di non mollare.
Passione civile?
Istinto del salmone: fra un po’ ci sono le europee, qualche osso può ancora cadere sotto il tavolo….
A proposito di Europa, ancora qualche riflessione sulla proposta socialista di una unione consociativa per “mandare un valdostano a Bruxelles”.
Si tratta di un trucco da manuale, tipico di ogni regime: quando la situazione interna è da Titanic, spostare l’attenzione dall’opinione pubblica dalla politica interna a quella estera.
In una dimensione tragica, i gorillas argentini invasero le Falkland per distogliere l’attenzione dai propri crimini e dalla propria inettitudine finanziaria. In una dimensione comica, da sempre i micro-nazionalisti valdostani parlano dei “diritti della Vda” verso la Repubblica, l’Europa, il mondo, il globo.
Mai dei diritti  dei cittadini valdostani verso i loro amministratori.
Sempre dei “diritti della Vda”, mai dei diritti nella Vda…
In questa maniera la sana conflittualità  amministrati/amministratori (che si chiama anche “trasparenza”, o “controllo democratico”, senza il quale non esiste democrazia…), viene pilotata verso nemici esterni, occulti o palesi, individuati con fantasia paranoide: in primis contro lo “stato centralista”, ossia quello che ha riempito di privilegi le regioni a statuto speciale.

Risultato aggiuntivo?
Il meccanismo di controllo dell’opposizione sugli atti amministrativi viene additato  come “comportamento anti-nazionale”, contrario agli “interessi della Vda”.

Noi non abbiamo bisogno di nuovi seggi, nuovi poteri o nuovi soldi: abbiamo bisogno di un’opposizione agguerrita, che scopra come sono stati dilapidati i miliardoni degli ultimi 20 anni.
Furbastri consociativi.  (roberto mancini)

Le anime morte

12 novembre 2013

Il consiglio comunale di Aosta è delegittimato. In seguito ai risultati delle ultime regionali, abbiamo avuto la felice dipartita dal panorama politico di due forze, cancellate dalla volontà popolare: l’oscura (per programmi, per intenti gastronomici chiarissima…) Fédération dell’esperto bancario, Claudio Lavoyer e nientemeno il Popolo della Libertà, i berlukones nostrani. Conseguenza: in consiglio comunale siedono due assessori, Andrea Paron e Patrizia Carradore, e tre consiglieri (Luca Mantione, Luca Lattanzi  ed Ettore Viérin) espressione di forze politiche ormai cadaveri. Succede loro come in astronomia per le stelle morte: in Consiglio l’astro che nutre i loro raggi è defunto, game over. A nessuno viene in mente di chiedere nuove elezioni? Come si può accettare di essere amministrati da gente sconfessata dagli elettori? Che nelle istituzioni sieda gente che ormai rappresenta solo se stessa? Quale cultura istituzionale possiede una sonnolenta opposizione che non è nemmeno in grado di formulare qualche riserva in proposito?
Allarghiamo lo scenario? Quando la Balena Rossonera nel congresso nord-koreano di St Marteun chez Pyongyang parla di “schieramento unitario e trasversale” per le prossime elezioni europee, fotte le ambizioni di Caveri e Laurent Dauphin, modestamente pronti per Bruxelles. Ma pensa e punta soprattutto ad aggregare le anime perse dei defunti berlukones e le frattaglie pseudo-centriste della Fédération. La polverizzazione del Centrodestra è una manna per la Balena Rossonera.
E gli orfani del Berluska? A disposizione, figuriamoci. Nessuno dei signori in questione ha intenzione di smetterla con la politica, né di tornare a lavorare. Nessuno si è dimostrato particolarmente angosciato o ansioso di ricostruire Forza Italia, né di partecipare alla  tormentata gestazione di una nuova An. Non una parola, da parte loro, sui destini del Centrodestra. Più che l’onor delle loro idee, potrà il digiuno? Credo sarebbero opportune elezioni comunali anticipate per cancellare questa scandalosa anomalia. (roberto mancini)

Uno alla volta…

29 agosto 2013

Piano piano e con i mezzi della democrazia, dobbiamo farli fuori tutti! Sui contributi ai gruppi consigliari sentite cosa ha dichiarato Claudio Lavoyer ex politico di Fédération autonomiste riguardo alla mancata presentazione delle spese: “Abbiamo fatto tutto nel rispetto della legge” (Gazzetta matin). E Maurizio Martin di Stella alpina: “ Il nostro gruppo non ha provveduto a documentare alcune uscite (più di 32.000 euro), detto questo bisogna considerare che la legge del 2012 non prevedeva l’obbligo di conservare le note giustificative.” (Gazzetta matin). Da questo si presuppone che alcuni politici, se non obbligati, considerano l’uso dei soldi pubblici come un fare allegro e spensierato. Nessuna domanda. Nessun dubbio morale o prudenza politica. La legge è stata complice dello shopping, quindi nessun reato. E, se non si rischia nulla, allora vai con le spese! Dov’è il problema? Maurizio Martin, segretario di Stella alpina, rincara la dose del paradosso: ” Per le somme stanziate per la ristorazione e per il giornale, non posso rispondere in quanto soltanto i consiglieri sono a conoscenza di come sono stati utilizzati“. Possibile che un segretario di partito non sia informato sulle spese dei consiglieri? E, se così fosse, vuol dire che quei soldi sono stati impiegati anche per  uso personale! A mio parere ce n’è basta per chiedere le dimissioni sia del presidente di SA sia dei consiglieri stellafioriti presenti nella passata legislatura. A meno che non ridiano al Consiglio le cifre non chiarite insieme agli importi non idonei. Così per tutti gli altri gruppi. Ancora una volta Lavoyer, protetto da una legge non più in vigore, può starsene tranquillo. Ma va bene anche a noi che non ce l’abbiamo più tra le scatole.

New entry in Consiglio comunale

24 luglio 2013
"Per non farmela nella mutanda me la sono tolta!".

“Per non farmela nella mutanda me la sono tolta!”.

Fantastica la dichiarazione del neo assessore alle Finanze del Comune di Aosta, Carlo Marzi, di Stella alpina: “Vorrei dire di essere solo lusingato di questa nomina, ma in realtà me la faccio un po’ nella mutanda.”. Degno sostituto di Mauro Baccega che a sua volta è il degno sostituto dello storico assessore Claudio Lavoyer. (Ma l’assessorato alle Finanze non dovrebbe essere un incarico importante?).

Arrivano i vitalvizi!

31 Mag 2013

Attendo con ansia di conoscere le cifre della liquidazione e del vitalizio mensile dell’ex assessore Lavoyer, che per circa 30 anni ha prestato la sua opera di pensoso statista al servizio del “glorioso popolo valdostano”. In tema di trasparenza e di costi della politica, spero che il M5S si occupi anche di questa questione. Se la politica è un servizio alla comunità, quanto è stato remunerato questo servizio nel caso di Lavoyer? Escono dal Consiglio regionale, dove hanno confortevolmente soggiornato per decenni, quasi tutti i membri della più inutile, pigra, inconcludente, sonnacchiosa e distratta commissione antimafia della storia italiana: Empereur, Salzone, Lavoyer, Prola, Jean Rigeau, Lattanzi. Riconfermato il solo Bertin, l’unico che per nostra fortuna abbia seguito il problema da sveglio, senza pisolini nel pomeriggio. A differenza di tutti gli altri consigli regionali, che sempre si sono dotati di un’osservatorio antimafia permanente, la commissione non ha deciso di procedere in questa direzione.
Alla luce della sentenza “Tempus venit” e di quella del sequestro dei beni della famiglia Nirta, una decisione improvvida e superficiale. Il nuovo consiglio regionale , in proposito, non può che migliorare. Anche in questo caso, meritate pensioni, che sarebbe opportuno conoscere.
Antonio “Tonino” Fosson, leader di Comunione & Liberazione e della corrente clerico-localista dell’Union, può pagare molto caro lo scandalo di Andrea Ferrari , ex direttore della casa di riposo Festaz, indagato per peculato e per simulazione di reato.
Come noto secondo l’ipotesi accusatoria il Ferrari, ora dimissionario, avrebbe sottratto mobili di pregio di proprietà dell’istituto. L’imbarazzo politico deriva dal fatto che l’ormai ex direttore è sempre stato considerato politicamente vicinissimo alle idee dell’ ex senatore, suo sicuro ed attivo supporter all’interno della casa di riposo. Per queste ragioni una parte dell’Union ( forse quella che ha conservato un minimo di laicità?) sembra propendere per non insediare Fosson alla Sanità, forse usando pretestuosamente dello scandalo Festaz per non rafforzare troppo l’ex senatore. (roberto mancini)

Ops, caduto!

27 Mag 2013
Inciampato su 2.964 voti non più dati. Povero Claudio, gli toccherà di lavorare!

Inciampato su 2.964 voti non più dati. Povero Claudio, gli toccherà di lavorare!