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L’incubo peggiore

7 maggio 2015

A pensarci, credo che il rifiuto di Rollandin verso i migranti sia una faccenda esclusivamente di politica interna. Accettarli avrebbe rischiato di far scivolare qualche voto unionista nella lista della Lega che sui migranti ci sta lucrando. Considerata la balena rossonera divisa a mezzo quei voti potrebbero fare la differenza. Pensare a un ballottaggio con in mezzo il partito di Salvini sarebbe l’incubo peggiore. Insomma tutto sommato che il vincitore arrivi primo da subito. E poi, magari, i 79 posti si trovano…, massì che si trovano.

Quello che fa più tristezza è l’assoluto silenzio della Chiesa valdostana, la stessa che si fa sentire con largo anticipo sull’eventualità offerta dal Giubileo straordinario di poter restaurare a gratis i suoi immobili per poi lucrarci sopra come ha fatto con la Casa del Pellegrino.

In odore di santità

27 gennaio 2013

Due notizie: la prima, la patetica ri-francesizzazione dei quartieri Dora e Cogne da parte della giunta du maire Brun Jourdain.
Non è solo ridicola , ma tragica. Perchè? La seconda notizia, emersa dal certosino lavoro di Albert Bertin della commissione regionale  Antimafia, è la seguente: la famiglia Nirta, condannata anche in Appello per traffico trans-nazionale  di droga con la Colombia, da tempo si è fatta interprete, presso il parroco del quartiere Dora, della richiesta di una festa dedicata alla madonna di Polsi. Dicono offrendo pure una statua.
Non si tratta di fedeli qualunque: il ramo valdostano è imparentato con la cosca dei Nirta-Strangio di San Luca, protagonisti, fin dal 1991, di una sanguinosa faida contro i Pelle-Vottari. Dopo una breve sosta la faida riprende nel 2006 con l’uccisione di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, e con la strage di Duisburg il 5 agosto 2007 ( 6 morti). Anche gli allievi carabinieri di Moncalieri sanno quanto affermato dal volume “Atlante della mafie”, Rubbettino editore, a pag 217: “gli ndranghetisti……da più di un secolo eleggono durante la festa di Polsi (a settembre) il loro capo annuale. In più di un secolo la Chiesa non si è mai accorta di quanto avveniva”? Speriamo che la Chiesa valdostana sia  meno miope (e complice…) di quella calabrese. La morale della storia? La patetica “kulture” identitaria dell’Union ha abbassato le difese civiche della Valle verso la penetrazione ‘ndranghetista e malavitosa. Si limita a a negare il fenomeno non avendo gli strumenti culturali per individuarlo.
Né forse l’interesse elettorale di farlo… Come quei coglioni di leghisti lombardi: mentre loro si pascevano di dialetto, cassouela e corna celtiche, la ‘ndrangheta si è insediata in tutto l’hinterland milanese (Buccinasco docet), sotto il loro naso.
E le istituzioni valdostane? Fanno filologia romanza con le targhe dei quartieri e corsi di dialetto montagnardo. Sulla religiosità mafiosa consiglierei un libro: Isaia Sales, i preti ed i mafiosi, Baldini & Castoldi. Più utile dell’occitano. (roberto mancini)