Posted tagged ‘Cervino’

Imbecillità in vetta!

22 agosto 2011

Che un pianista di Gallarate pianga di felicità e commozione non gliene frega un tubo a nessuno! Che per provare i nobili sentimenti il musicista debba farsi trasportare dall’elicottero e con lui il pianoforte e far calare entrambi sul ghiacciaio del Rollin è una “cagata pazzesca”! Evidentemente il bisogno di adrenalina prevale sul buon senso (e sulla musica). Quella voglia matta di far parlare di sé non per l’interpretazione eseguita, ma per l’insolita impresa, la dice lunga sul suo essere musicista. Neppure i ghiacciai ci riparano dalla costante e invasiva colonna sonora. Niente riesce a trattenere il narcisismo imperante  che fa dire al compositore: “Ero sopra al mondo, sopra tutto!”. Il progetto è una vera e propria cretinata che “si propone di portare la musica dove non è mai stata” ( http://multimedia.lastampa.it/multimedia/cultura-e-arte/lstp/73919/). PERCHE’? Per sfidare la natura. ANCORA? Inserirsi in essa. CON L’ELICOTTERO? Immergersi nell’ambiente circostante ed esaltarlo. IL GHIACCIAIO HA BISOGNO DEL SIGNOR BINAGHI PER AVERE UN SENSO? Per la prossima volta Patuasia consiglia al musicista di portarsi il pianoforte sulle spalle, così le lacrime all’arrivo avranno un vero e più profondo significato.

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Assessorato de che?

1 giugno 2010

Questo posto fa schifo, ci vuole un ascensore! Papà me lo compri?

Vogliamo un ascensore per valorizzare il Monte Bianco! Vogliamo un ascensore per valorizzare il Cervino! Vogliamo un ascensore per valorizzare il Gran Paradiso! Senza l’ascensore le nostre montagne fanno schifo!  Senza, fanno schifo anche le nostre valli! Per fortuna che Zublena c’è! Dunque, via libera al progetto per la realizzazione di un ascensore verticale per accedere alla conca di Cheneil, 2.000 metri di altitudine, nel comune di Valtournenche.  “L’intervento di accesso a Cheneil – ha spiegato la Zublena- rappresenta una soluzione che salvaguarda le peculiarità ambientali del luogo. La scelta è stata fatta in accordo con tutti i soggetti interessati“. (ANSA). Cinquanta metri di dislivello alla velocità di quattro metri al secondo. In città abbiamo bisogno di un metrò per un chilometro e duecento metri di tragitto, in montagna abbiamo bisogno di un ascensore per cinquanta metri di dislivello: ma che razza di montanari siamo! Naturalmente si renderà necessaria la realizzazione di una pista di servizio per il trasporto dei materiali da costruzione, successivamente di una stazione per l’accesso all’ascensore e poi di un parcheggio, tutti elementi necessari per salvaguardare le peculiarità del luogo! Ma che razza di assessorato al Territorio e Ambiente è mai questo?
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Dio mio no! Cosa fai, ma cosa fai…

24 giugno 2009
Che bello! Un Cervino bambino con le macchine intorno come una giostra!

Che bello! Un Cervino bambino con le macchine intorno come una giostra!

“Ci costruiranno un Cervino!”. L’avevo detto come una battuta, quando avevo visto la prepotente impalcatura nella rotonda di Chatillon, ma, come da un po’ di tempo accade, la realtà supera l’immaginazione: il Cervino ci sarà! Solida montagnuzza di cemento, foderata in fibra di vetro a opera di uno scultore giapponese che fa trendy. Non c’è un fondo al cattivo gusto! (Altro illuminante esempio: che dire di Laurent Viérin, assessore regionale alla Cultura che partecipa (e vince), a un concorso indetto e finanziato dal suo assessorato?!). E nemmeno nelle tasche pubbliche dei valligiani amministratori, infatti la montagnola costa solo 48.000 euro! Sembra che la motivazione “culturale” sia stata quella che gli svizzeri mettano il Cervino dappertutto e, siccome è anche un po’ nostro, è ora di fare altrettanto. Argomento così profondo che nessuno ha osato metterlo in discussione. Che siano altri gli esempi da prendere in prestito dai cugini qualcuno, lassù, lo sospetta?

Imparare dagli svizzeri!

9 maggio 2009

Questo spot pubblicitario la dice lunga su come gli svizzeri intendono il concetto di ospitalità e l’immagine che vogliono offrirci delle loro montagne. La perfezione esibita in modo scienti-comico, ci parla della bellezza che va curata, non solo esibita, perché la premura non è mai troppa per salvaguardare ciò che abbiamo. Ecco dunque una importante  lezione in fatto di comunicazione, ma anche di etica, di rispetto e cioé di Cultura! Noi che siamo al di qua di tutto questo, continuiamo a cementificare, a considerare la montagna un parco-giochi da sfruttare senza sosta. Fosse per noi il Cervino avrebbe una carie grande come la nostra ignoranza!