Posted tagged ‘Capitale europea della Cultura 2019’

Pensiero debole, anzi debolissimo!

25 gennaio 2014
C'abbiamo un filosofo!

C’abbiamo un filosofo!

Sulla sconfitta della candidatura di Aosta a Capitale della Cultura 2019, Paron, il futuro leader di Vattelapesca autonomista, ha detto “non abbiamo partecipato a cuor leggero, sapevamo della complessità della sfida. Confrontarsi con molte realtà che hanno una tradizione di elaborazione culturale più antica e più forte della nostra è stata una prova di coraggio” (La Stampa). Analizziamo la frase: “Tradizione di elaborazione culturale più antica e forte della nostra”, dunque noi vantiamo una storia millenaria e non c’è giorno che non citiamo la nostra antica tradizione, quindi non siamo nati ieri, ma secondo Paron, non siamo stati capaci, come hanno fatto altri, a elaborare i dati culturali che abbiamo prodotto. Come dire che abbiamo vissuto senza saperlo. Caspita! Ma questo è un fine pensiero!

Il prezzo di una bufala

6 dicembre 2013

Per la bufala di Aosta Capitale europea della Cultura cosa si è speso? Per quel dossier vuoto come una cocuzza vuota e che non poteva produrre altro che vuoto quanto abbiamo sprecato? Ecco i costi che non sono alti, ma che avrebbero potuto essere impiegati per qualcosa di più serio di una barzelletta che non ha fatto ridere nessuno.

Progetto grafico al designer Arnaldo Tranti – 3.800,00 euro IVA esclusa. Traduzioni alla 3Bite So. Coop. – 4.383,00 euro IVA inclusa. Stampa del dossier alla Tipografia Duc – 2.032,80 IVA esclusa.

Una città a misura di Bignami

18 settembre 2013

Perché alla presentazione della candidatura a Capitale europea della Cultura con tanto di Sindaco, assessore e grafico c’erano solo quattro gatti? Perché nessuno dei valdostani crede alla serietà della proposta che sostiene la nostra città. Una proposta fatta in casa e sostenuta da qualche amis che non ha trovato opportuno presenziare a questa nuova bufala pubblica. Lo stesso Paron considera la Valle d’Aosta all’altezza di un Bignami, cioè noi siamo storia, paesaggio, cultura in formato tascabile. Così piccini da non essere libro, ma libricino. Poche paginette per raccontare il tutto e vogliamo diventare Capitale europea? Secondo il sindaco questo titolo ce lo meritiamo grazie ai cantieri che hanno cambiato il volto della città. Dalla caserma Testafochi da cui nascerà il nuovo Polo universitario a sfoglia che nel 2019 sarà ancora un cantiere polveroso al Parco Archeologico che presenterà un’architettura obsoleta; dalla “valorizzazione” casereccia dei monumenti come la Porta Pretoria all’ennesimo tentativo di risistemazione delle piazze. La città forse avrà anche cambiato volto, ma non è che sia bello quello che è venuto fuori dopo il lifting! Quali sono stati e quali saranno i progetti coraggiosi? Gli aostani neppure conoscono gli obiettivi, le manifestazioni, le iniziative che dovrebbero coinvolgerli in questa utopia-che-non-è. Secondo Paron i potenziali visitatori saranno dai quattro ai dieci milioni! A vedere e a fare cosa?

Noi siamo così!

15 settembre 2013

Venerdì 13 settembre, la Giunta comunale ha annunciato il luogo dove si terrà il mercatino di Natale: il Teatro romano. Lunedì 16 sttembre la stessa Giunta, in conferenza stampa, presenterà la candidatura di Aosta a Capitale europea della Cultura. Mettete insieme queste due notizie e fatevi una bella risata! Noi siamo così.

Io amo Aosta…

10 settembre 2013

Riprendo la prima parte di una lunga riflessione di un utente patuasiano. Mi sembra che dica tutto sulla Candidatura di Aosta a Capitale europea della Cultura.

Io amo Aosta. Ma l’unica cosa di cui mi rallegro in questa paradossale storia è che non ha assolutamente possibilità di vittoria. E’ un sollievo! Perché non deve vincere. Il giorno in cui una città provinciale ed isolata come Aosta diventerà Capitale europea della Cultura, allora la cultura sarà morta.

Di che parla?

8 settembre 2013

L’opinione di Enrico Martinet, oggi sulla Stampa, ha un titolo familiare: “Aosta e il coraggio di lanciare ciò che non c’è.”. Familiare perché dopo 20 anni di berlusconismo siamo avvezzi a questo tipo di sport: lanciare il niente. (Non ci vuole coraggio solo una gran faccia tosta!). La candidatura di Aosta a Capitale europea della Cultura, che il giornalista interpreta come un segnale eroico, ha lo stesso sapore di una promessa elettorale. La sempre stomachevole aria fritta. Come si può credere al niente? Come può la città intera sentirsi partecipe di una sfida se questa non esiste? Eggià, perché qualsiasi sfida presuppone una seppur minima percentuale di vincita, almeno con se stessi, altrimenti è fuffa. L’Utopia è un’altra cosa ancora. E’ un progetto ideale. Un modello a cui rivolgersi. La Valle d’Aosta non conosce Utopia, neppure una blanda progettazione quinquennale. Allora di cosa parla Martinet? Di quale segnale positivo quando nessuno degli operatori socio-economico-culturali è stato coinvolto nella stesura del programma, essendo la partecipazione una delle due colonne portanti della candidatura? Per Martinet le sane e doverose critiche rivolte all’amministrazione, sempre più avvilluppata in se stessa e sempre più incapace di dare concretezza a un progetto culturale identitario ed europeo, sono mugugni e denigrazioni quotidiane. Nessuno sfottò sulla città, nessuna risatina sulla candidatura, signor Martinet, ma rabbiosa presa di coscienza. Condizione essenziale questa, per sperare in una robusta rinascita. A Bolzano hanno ideato l’Innovation Festival che: “ Valorizza il profilo dell’Alto Adige come territorio autenticamente innovativo e ricco di tradizione che può essere un esempio da seguire in materia di sostenibilità ambientale. Inoltre il Festival darà risalto anche alla varietà culturale ed economica che caratterizza il territorio e che ispira l’innovazione di imprese, ricercatori e istituzioni.“. Altro che un paio di statuette distribuite nei “jolis coins” della città! Il confronto è necessario e inevitabile quindi, per favore, impariamo a riconoscere i nostri limiti culturali e magari cominciamo a copiare dai primi della classe!

Vuoto a perdere

6 settembre 2013

Sulla candidatura a Città europea della Cultura, Paron finalmente risponde! Sulla Stampa esce dal silenzio e dice: “Non corriamo contro nessuno, corriamo per noi tutti“. Ecchevordì? Retorica da piola che non dice niente. Parole vuote che riempiono di vuoto il vuoto progettuale. Le linee guida sono state impostate da un consulente esterno (quanto ci è costato?) e poi sviluppate dal personale interno. Fantastico! Noi aostani e valdostani ne sappiamo qualcosa? Eppure il programma di una città candidata deve “incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, mirare a suscitare il loro interesse, deve avere un carattere duraturo e costituire parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città”. A parte il logo che compare ogni tanto su fb accompagnato dalle frasi surreali dell’ideatore Arnaldo Tranti, il coinvolgimento è stato nullo. Quest’anno la Capitale europea della Cultura è Marsiglia, selezionata grazie al progetto “Atelier de l’Euroméditerranée”, insieme all’altra candidata Kosice. Fra i numerosi eventi conclusisi a Giugno con la Transumanza (una versione alta e di portata internazionale come io avrei voluto 13 anni fa per la nostra Désarpa), si contano quelli riservati all’azione dei cittadini. Diversi ateliers sono stati pensati e allestiti allo scopo, coinvolgendo gli operatori culturali, le associazioni e le scuole. I possibili partner aostani sono quelli ufficiali: Regione, Università, Celva e forse la Chambre. Che rinascita! A Marsiglia sono stati costruiti nuovi importanti edifici come la Villa Méditerranée a firma di Stefano Boeri, il MuCEM di Rudy Riccioti, un altro grande architetto, Frank O. Gehry, ha progettato il Museo della Fotografia. E poi lo studio di Norman Foster che ha riqualificato il Vieux Port e Massimiliano Fuksas che ha ideato il nuovo polo culturale Euromed e ancora il grattacielo concepito da Jean Nouvel. Insomma per Marsiglia un pugno di archistars è stato invitato per far rinascere una città. Aosta avrà i suoi geometri, architetti e ingegneri presto impegnati per riqualificare due importanti piazze che per l’assessore Alberto Follien non sono tali, tanto che per lui saranno sufficienti due panchine con lampioni incorporati e inchiavardati su un pavimento di marmette economiche. Paron, ma che corri a fare? Il Testimonial arriva dallo Stato Vaticano: Joaquin Navarro Valls, ex direttore della sala stampa e Ami de la Vallée d’Aoste. Dopo la “cittadinanza” data dal Comune di Introd al cardinale Bertone possiamo dire che ormai con lo Stato Vaticano siamo culo e camicia.