Posted tagged ‘Buon senso’

Le regole sono regole

16 febbraio 2013

Sono solidale con l’assessore Mauro Baccega del Comune di Aosta. Se il reddito di una famiglia sfora la cifra indicata dal regolarmento per il bando delle case popolari anche solo di un centesimo, quella famiglia va esclusa. La regola non transige deroghe e se l’esperienza dice che è mal fatta allora si cambia, ma fino a quando è in atto non si scavalca. Difficile accettare questo per noi italiani che parcheggiamo in doppia fila, ma solo per dieci minuti! Più facile per i tedeschi e infatti loro non vivono i nostri problemi. Do anche ragione all’assessore in merito a quella che è stata definita una frase impropria e per questo strumentalizzata dai media e che, a mio avviso, denota solo buon senso. Non è possibile che in Italia oggi non si possa pianificare il numero dei figli. Ci sono i mezzi, le informazioni e i luoghi per poter regolare le nascite, quindi è giusto che una coppia si senta responsabile del futuro dei propri figli: se uno guadagna 33 mila euro all’anno non può permettersi sei figli così come non può permettersi una Maserati. Però può mantenere bene due figli e una Picasso. Nessuna limitazione di libertà, ma solo saper scegliere con buon senso.

Chi votare?

6 febbraio 2013

Molti si fanno questa domanda, mi permetto di dare alcuni consigli. Dunque in Valle d’Aosta c’è il maggioritario secco, quindi vince chi porta a casa più voti. E’ bene che si sappia con chiarezza: votare per i vari candidati che già in partenza hanno poche probabilità di vittoria significa disperdere i voti. (Quest’anno ci sono le regionali a pochi mesi di distanza così questo ragionamento che rimane pur sempre in piedi, viene  alterato nella sua purezza. Una buona posizione alle politiche, infatti, potrebbe influenzare positivamente le amministrative. E’ forse anche per questo che ci sono così numerosi tandem: qualcuno saprà far pesare il suo eventuale bottino). Tornando al presente prossimo prossimo i candidati favoriti sono cinque: Patrizia Morelli e Jean-Pierre Guichardaz per l’Alleanza autonomista progressista; Albert Laniéce e Rudi Marguerettaz per l’attuale maggioranza e Laurent Viérin per l’UVP. Votare per uno vuol dire togliere a un altro. Votare per Guichardaz significa portare via voti a Marguerettaz e a Viérin, votare per Morelli significa portare via voti a Lanièce. Questo è quanto. Questa è la sola realtà possibile in questo tipo di democrazia e con questo tipo di legge elettorale. Poi uno può anche divertirsi e votare altro, sentirsi più in pace con la sua coscienza, a posto con se stesso, più fiero e orgoglioso di sé, ma se non vota la Morelli perché troppo legata alle sue tradizioni, si becca un Lanièce che voleva il pirogassificatore e invitava al non voto! (Ai più riottosi chiedo di portare pazienza, alle regionali avremo più possibilità di scelta!). Inoltre votare il duo del centrosinistra significa rafforzare la posizione di questo schieramento in probabili, future e inevitabili alleanze. In caso contrario sarà ancora costretto a subire le decisioni dei più forti. L’obiettivo di queste elezioni quindi è più grande della semplice rappresentanza in Parlamento: comprende la prossima maggioranza in Regione che potrebbe essere finalmente sostituita. Far vincere Morelli e Guichardaz significa indebolire il potere del leone, contenere le velleità del leoncino, arginare l’espansione di Stella alpina e trattare con pari dignità con quest’ultima. A qualcuno di voi questi disegni possono anche fare schifo, ma la politica è questa. E’ fatta di numeri e di alleanze. E noi italiani siamo pronti alla rivoluzione solo se ci toccano il parcheggio sotto casa o se perdiamo ingiustamente uno scudetto!

Buon senso

4 ottobre 2010

Un segnale di speranza ci giunge da Gressan. Il sindaco, Michel Martinet, ha detto no al polo scolastico unico: un progetto importante che ingesserebbe il bilancio comunale per anni. In tempi di crisi e di Grandi Opere la decisione del sindaco ci sembra controcorrente e per questo coraggiosa. Dotata di quel buon senso che sempre più scarseggia. La comunità di Gressan le sue scuole ce le ha e da molto tempo svolgono puntualmente il loro compito. Non si registra, al momento, una crescita demografica tale da giustificare la costruzione di nuove.

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