Posted tagged ‘Bruno Milanesio’

Radical chic!

23 Maggio 2012

La risposta di Romano Dell’Aquila fa il paio con quella di Milanesio. Se quest’ultimo rivelava la sua natura arrogante di vecchio politico, con la dichiarazione: che palle, in risposta alle critiche mosse al suo ruolo di amministratore unico dell’Università valdostana, Dell’Aquila rivela il vuoto assoluto di qualsiasi argomentazione. Si rifà allo stereotipo che vuole gli antagonisti dediti al No a prescindere. Un giudizio obsoleto e appartenente a un’epoca che sa di preistoria. Infatti, i due signori sono preistoria, ma ancora non l’hanno capito! Non è vero che non vogliamo un ospedale nuovo! E’ vero il contrario: nuovo e dislocato fuori città: il referendum chiariva a fondo la proposta alternativa (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito). Non è vero che non vogliamo un nuovo aeroporto! Vogliamo un aeroporto turistico per il volo a vela, coerente con il paesaggio e la natura della nostra Valle (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito),  quello commerciale lo abbiamo a 100 km, un buon servizio di navetta a chiamata risolve il trasporto senza sprechi e senza cattedrali nel deserto. Siamo per il ripristino della linea Aosta-Pré-Sain-Didier che potrebbe finalmente diventare una metropolitana capace di liberare la città dalle auto, altro che contrari allo sviluppo e alla modernizzazione! Contrari solo allo spreco di risorse per progetti inutili e costosissimi questo è vero. Siamo dei radical chic? Forse, ma non siamo dei pregiudicati: cos’è peggio? (A Dell’Aquila qualcosa deve essere sfuggito).

Bruno? Che due palle!

19 Maggio 2012

Facciamogliele venire così!

Dalla prima all’ultima lettera si svela il personaggio, Bruno Milanesio. Nel primo scritto sulla Stampa invitava, con toni morbidi da chierico, i concittadini a inviare le critiche sulla NUV (Nuova Unversità Valdostana), purché civilmente firmate. Non si sottraeva al confronto, anzi lo auspicava con quel tono a volte paternalistico di chi sa comprendere e perdonare. Dopo le prime valutazioni ricevute, tramite la rubrica: Lettere alla Stampa, e che non potevano non comprendere anche la sua discutibile figura di amministratore-unico-senza-meriti-professionali, ecco che oggi conclude il carteggio con un: che palle! Signor Milanesio, se permette, “che palle” solo noi abbiamo il diritto di esclamare, non lei che guadagna, per un ruolo che forse non darà mai frutti, ben 90.000 euro lordi l’anno di soldi nostri! La sua maleducazione fa chiarezza su chi è lei veramente. Sono bastate poche lettere per toglierle la maschera di “intellettuale borghese” di nos-atre che senza fatica si è cucito addosso e rivelare la sua natura arrogante e irrispettosa del vecchio politico. Non è un papillon che fa l’uomo! E non è una facile rima che fa cultura.

Ultima sfida?

10 Maggio 2012

Se le critiche piovute sulla NUV (Nuova Università Valdostana), secondo Romano Dell’Aquila, sono animate da antichi livori, lo spot pubblicitario su Milanesio travestito da lettera che ha inoltrato alla Stampa come dovremmo interpretarlo? In recenti favori? Infatti, perché mai la Valle d’Aosta per avere un’anima, per non essere marginale e aprirsi al futuro, per tornare a voler essere Carrefour d’Europe, dovrebbe affidarsi a uno come Milanesio? A noi che ce ne frega che quella dell’Università rappresenti per lui l’ultima sfida? Che possa dare un senso alla sua esistenza? Perché sono queste, secondo Dell’Aquila, le importanti motivazioni che dovrebbero aprirci il cuore e lasciare nelle mani del vecchio socialista il futuro culturale della Città e della Regione. Il curriculum? Un librino dal titolo: “La Repubblica delle Fontine” che testimonia oggi l’incoerenza del personaggio su quello che denunciava ieri, e un liberculo di poesie-da-paura dal titolo “Aosta mon Amour”. Sufficiente per Dell’Aquila per far sì che l’amico che conosce bene e da tanti anni, possa essere l’uomo giusto per far emergere l’eccellenza, per riscoprire gli antichi valori che senza di lui rischiano di andar perduti. Le referenze vere di Milanesio, lo sappiamo tutti, sono altre e sono più ascrivibili al suo passato e presente di politico che non alla sua figura di “intellettuale”. In genere non basta scrivere poesiole per diventare l’amministratore unico di una Università. Ma in Valle d’Aosta per un vecchio socialista è sufficiente!

Balla coi lupi!

28 aprile 2012

Che il signor Milanesio non balli con i lupi, come ha affermato nel carteggio col signor Giuseppe Rollandin pubblicato sulla Stampa, non ci crede nessuno: non avrebbe l’incarico che ha! (Quali sono le sue competenze specifiche?). Che poi affermi di non saper distinguere la differenza tra vizi e virtù, dice il vero: apprezziamo in coro la sua sincerità. Lo stile di quest’ultima lettera è diverso dalla prima, qui il Nostro ha fatto il salto di qualità: dal buonismo da seconda media è approdato alla stizza da quarta geometri. Linguaggio ricercato, citazioni in latino ecc ecc, segni inequivocabili di chi si è sentito colpito nel vivo e vuole marcare una distanza dall’interlocutore. Recuperare autorevolezza con i lettori, utilizzando parole dotte. Lettere come arma di difesa, tipico trucchetto del commediante. Ma i tempi non sono più quelli dell’Aosta da bere e abbiamo imparato a conoscerli i nostri lupi! Loro, invece, non hanno ancora capito che la gente è, nel frattempo, un po’ cambiata. L’anziano socialista, poi, non risponde a un’altra bellissima lettera, questa del signor Ghigo Rossi, in quanto “piena di fiele e priva di argomentazioni”. Sul primo punto, confonde il fiele con l’indignazione; nel secondo sceglie il silenzio con l’accusa del vuoto di elementi per il dibattito. Un vuoto così traboccante di informazioni che non può che tappargli la bocca!

La foto che allietava l’articolo ho dovuto toglierla dietro diffida di tal Angelo Musumarra che ne detiene il copyright (su  Google non si capiva subito che era una sua proprietà), accusandomi di furto! Ma Patuasia non demorde e l’ha sostituita con un’altra che al momento sembrerebbe libera dal cappio.

Sarebbe bello…

14 aprile 2012

La prima lettera sulla Stampa di oggi, 14 aprile 2012, esordisce con un desiderio da prima media: “come sarebbe bello…”, lo scolaro che ha scritto detta frasetta è Bruno Milanesio, l’uomo che può tutto, persino diventare amministratore unico della NUV, senza alcuna qualifica. Stile di scrittura melenso da bravo ragazzo, ma sappiamo tutti che non lo è, perlomeno ragazzo. Invoca, il cherubino, che coloro i quali si rivolgono alla Stampa per esprimere un’opinione lo facciano con tanto di firma. Sarebbe bello… perché democratico, aggiunge il serafino. Invita a partecipare alla discussione sul progetto, ma coi modi dovuti e cioè non anonimi. L’arcangelo, aggiunge i numeri di telefono per dimostrare al mondo la sua buona volontà nel confrontare “laicamente” le diverse verità. Ma chi vuole prendere per i fondelli questo qui? Sarebbe stato bello… che ci fosse stata una selezione per l’attribuzione del suo incarico a seguito di presentazione di curricula. Sarebbe stato bello… che ci fosse stato davvero un Piano Strategico di cui si è ampiamento riempito la bocca, ma che di fatto non è mai partito. Sarebbe stato bello… aver potuto partecipare davvero al progetto che invece è stato fatto e rifatto a nostra insaputa. Sarebbe stato bello… che si fosse indetto un concorso, perlomeno nazionale, affinché poter avere una maggiore opportunità di scelta e magari qualcosa di più decente. Il vecchio socialista non ha ben capito che le cose stanno rapidamente cambiando e che i tipi come lui li abbiamo imparati a conoscere e a riconoscere. Sarebbe bello che evitasse di scrivere lettere così cretine e offensive della nostra intelligenza.

Mani sporche sulla città

2 aprile 2012

Quale Polo universitario? nessuno lo sa. E nessuno è in grado di “individuare con certezza le risorse necessarie all’attuazione dell’intera opera” (Bruno Milanesio, amministratore unico della NUV). Eppure si vuole andare avanti a tutti i costi (impresari da accontentare), con il rischio di creare un enorme incompiuto per anni e anni. Il sindaco ci scherza su e propone, nel caso la crisi economica ci lasciasse la voragine degli scavi, di riempirla con l’acqua per realizzare un laghetto adatto alla pesca sportiva dei tanti pensionati Cral. Non credo sia il caso di lasciarsi andare alle battute, perché il rischio di trasformare la città in un cantiere rumoroso e polveroso è più che mai reale. Il PD e l’Alpe fanno domande, interrogano, insomma eseguono il loro dovere di minoranza, ma essendo tali valgono come il due di picche. Occorre informare di più. Fare presente la scarsa chiarezza dei vari progetti presentati in pompa magna dall’attuale maggioranza in campagna elettorale. L’università non ha ancora un piano urbanistico di dettaglio, perché quello votato dal Consiglio comunale non è ripreso dal nuovo progetto a cura dello Studio Cucinella. Non è stata neppure pensata una mensa per gli studenti, quanti posti per dormire e mai si è stabilito quali gli indirizzi dei corsi di studio: umanistici, scientifici? Si trasloca da una proposta all’altra con una tale facilità che non si può non addebitare alle amministrazioni, regionale e comunale, superficialità e incompetenza. La nostra città è in mano loro.

Il Vate (la pesca) 4

1 Maggio 2011

Continua la lettura delle liriche del Vate-di-Casa-Nostra. Non pago della politica, non pago del mattone, il Poeta nutre non solo il suo stomaco, ma anche la sua anima. Lo fa con la parola! Di fisico robusto, pare non abbia mai sofferto di indigestione. In occasione di Babel, il festival letterario de noantri,vi auguriamo un buon ascolto, con l’avvertenza di  assumere un’ora prima un confetto Falqui per evitare possibili blocchi intestinali. Basta la parola!

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Delitto e castigo

9 aprile 2011

E' così poltrona dipendente che non se la fa mancare neppure in bagno!

Interessante la rubrica della Stampa: Fatti e Misfatti della storia valdostana a cura di Enrico Martinet. Si ricordava ieri la faccenda “Ciel Bleu” di Pila che vide coinvolto un politico dalla poltrona incorporata (una specie di protesi) dal nome Bruno Milanesio, attualmente amministratore delegato per la riconversione della caserma Testafochi in Campus universitario. A quei tempi, tempi di abusi edilizi, si indagò su speculazioni e tangenti che implicarono diversi politici e impresari (la storia è sempre quella). Si disse innocente, ma innocente non fu. Interessi privati in atti d’ufficio l’atto di accusa. Si fece un paio di annetti in carcere. A quei tempi ero una giovanissima donna e mi ricordo di lui, perché nel Quartiere Cogne si borbottava che fosse il finanziatore dei matrimoni delle numerose figlie di un calabrese che abitava lì, pur non essendo un dipedente dell’azienda omonima. Lo vidi un giorno passare sotto al mio balcone con una sposa accanto: l’accompagnava in chiesa. Vestiva lei un abito che nel quartiere non si era mai visto: troppo bello e ricco per le tasche degli operai. Noi si guardava e si borbottava, non si poteva fare altro. Mi ricordo anche  un altro personaggio menzionato nell’articolo: Giovanni Selis che a quel tempo aveva firmato il fermo di Milanesio, perché la sua auto saltò in aria proprio di fronte a casa mia, in via Monte Vodice. Selis se la cavò per miracolo, ma preferì seguire il “consiglio” e andarsene dalla Valle d’Aosta. Di questo attentato non si è mai saputo nulla. Si sa che Selis si occupava di usura e di edilizia.  Mi piacerebbe che un giorno la giustizia potesse finalmente vedere la luce in questo antro oscuro e poter leggere sulla Stampa una nuova rubrica con un altro titolo: Delitto e Castigo.

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Il Vate (la pesca) 3

23 marzo 2011

Ritorna la raccolta di poesie. Il pampheth di Bruno! Il Vate di casa nostra. Innalza la nostra anima con commovente struggezza. Sguaraglia con chiara connotazione la barruzzella denda e basueta. Sfrandonsi il silenzio sbabbato e tesio come pianto astano nei sentimenti il fondo. Buon ascolto.

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Il Vate (la pesca 2)

1 marzo 2011

Ecco a voi ancora una lirica del nostro Vate (la pesca). Parole eccelse che ad ascoltarle si resta senza!

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