Posted tagged ‘Black List’

Sempre più buio

6 Maggio 2011

Mercoledì, in Consiglio regionale, Augusto Rollandin ha ribadito la bufala che oscurare Patuasia non è stato un atto censorio, ma di tutela nei confronti degli impiegati che, se sorpresi a internettare potrebbero incorrere in sanzioni disciplinari sgradite sia a loro sia all’amministrazione. Rollandin è un papà buono: preferisce togliere il barattolo di marmellata che amputare il dito! Peccato che i barattoli nella credenza siano molti, ma ne sono stati tolti pochissimi e soprattutto è stato eliminato quello più ghiotto. Alberto Bertin di Alpe ha così risposto: “Il Presidente non ha chiarito la questione non capisco questa distinzione tra sito e blog: i siti sono tutti accessibili e i blog no? Che differenza c’è tra un sito e un blog? Non ce n’è alcuna. Mi sembra un modo di intervenire piuttosto improvvisato e che ricorda una maniera di agire degna di altri tempi e di altre latitudini. Altri siti continuano ad essere accessibili, quali quelli dei Consiglieri regionali Caveri, Tibaldi, Zucchi, eccetera. E’ una vicenda gestita male e l’unico risultato è quello di consegnare un messaggio grave e sgradevole rispetto alla libera diffusione delle idee e ad un sito in particolare. E’ ovvio che al lavoro si deve lavorare, ma ritengo che vadano messi in piedi dei criteri oggettivi che non siano discriminanti verso idee e opinioni non gradite». (12vda.it)

(Signor Angelo Musumarra, lei si sbaglia riguardo alla necessità di recuperare visibilità dalla Regione, noi di Patuasia non abbiamo perso nessun accesso, anzi dalla black list a oggi c’è stato un balzo in avanti che porta il blog a essere, quasi ogni giorno, fra i primi dieci blog wordpress italiani. Pertanto il nostro malessere non è narcisistico, ma politico ed esistenziale: non ci piace vivere in un posto così oscurantista).

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I bianchi e i neri

3 Maggio 2011

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sull’effettiva motivazione che ha oscurato Patuasia dalle amministrazioni regionale e comunale, comunico che i blog di: Ottoz, LoPresti, Lattanzi, Legambiente, Pendolari stanchi, Donzel, Tibaldi, Caveri sono all’oggi tutti raggiungibili dai dipendenti pubblici. Nella black-list compaiono, oltre al blog citato, quello del canile-gattile, di VdAtoday e di Aeroportosostenibile. Altre domande sulla preoccupazione dei nostri politici circa la scarsa produttività dei lavoratori del pubbligo impiego?

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Black-list 2

28 aprile 2011

Patuasia nella black-list anche in Comune! Gli impiegati trattati dalle amministrazioni come polli in batteria privi di dignità e senso della responsabilità. Il castigo come metodo educativo si usa in quei paesi dove i diritti degli uomini valgono come il due di picche. Nei paesi civili ed evoluti per ottenere dei buoni risultati sul lavoro si usano altri metodi più attinenti al concetto di umano.

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Primavera valdostana

21 aprile 2011

Patuasia è nella black list della Regione come un sito porno!

Pensavo di vivere in uno sputo di spazio incastrato fra i monti, mi sbagliavo. Vivo nella grande Cina degli imperatori! Vivo nel deserto del Colonnello verde! Quelli che detestano la libertà di espressione e bannano i blog.  Patuasia è stato messo nella black-list del sistema informativo regionale. Mi hanno scritto e telefonato in molti questa mattina per comunicarmelo. “Hai scritto troppe verità”, è il commento più comune che accompagna l’informazione. Già, Patuasia dà fastidio. I nostri politici mal sopportano la satira e, peggio, non digeriscono opinioni diverse dalle loro. E, peggio, che alcune osservazioni, analisi, punti di vista, possano insinuarsi nei pensieri altrui e far riflettere. In un regime non bisogna riflettere, bisogna ubbidire. Siamo considerati sudditi e non cittadini. Questuanti privi di diritti. Il regime necessita di servi. Se ce ne fosse ancora bisogno questa è la prova che la democrazia in Valle d’Aosta è solo una parola vuota. A quando una primavera valdostana?