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Cara sinistra…

24 Mag 2014
Serata di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Comizio di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Domani si vota. Voto importante anche se dai noi che siamo speciali, l’appuntamento europeo è stato ampiamente snobbato.  Da provinciali quali siamo non vediamo al di là del nostro naso. Eppure… come europei, dipendiamo dalle decisioni di Bruxelles. Ieri sera sono stata al comizio di chiusura di Renzi in piazza della Signoria. Bravo, concreto, diretto, italiano, europeo. Voterò PD come avevo previsto e per un semplice calcolo politico. (Non voto mai con il cuore, ma sempre con la testa. Soprattutto con la testa). Seguitemi nel ragionamento, almeno voi che fate parte della mia area politica. (altro…)

25 Aprile 2014

25 aprile 2014

Oggi è il 25 Aprile, data che ricorda la Liberazione dalla tirannide fascista. Pochi giorni fa un ex assessore unionista alla Cultura la ricordò associando quella tirannia a quella odierna messa in atto dallo Stato. Paragone assurdo. Lo Stato di oggi, seppur migliorabile, è nato democratico. La segreteria del PD VdA ha redatto un comunicato in cui disapprova la dichiarazione di Joel Farcoz. I loro alleati nella Renaissance ancora no e, credo, non lo faranno mai. Non lo farà di certo l’UVP che la pensa esattamente allo stesso modo. Così scrive Caveri ex unionista, dal sito del suo partito: “Se lo Stato diventasse sempre più un elefante nella cristalleria, penso che ci sarà da aspettarsi di tutto anche in Italia e noi dovremo far capire che ci siamo… Scozia e Catalogna non sono sulla Luna e una battaglia politica e giuridica, basata su una forte spinta ideale, non è un’assurdità.“. (Dimentica il Caveri che l’elefante ci ha nutrito fino a oggi e ancora lo farà, in parte, fino al 2017, se non sbaglio.). Non lo farà Alpe per evitare incazzature al suo interno che su questo tema vede più sensibili gli ex Renouveau, cioè ex unionisti, rispetto ai Verdi. Non lo faranno i grillo-talpa che considerano lo Stato amico solo nel caso ci fosse un Grillo a comandarlo. Dunque, culturalmente, una buona fetta di minoranza si trova sulla stessa lunghezza d’onda della maggioranza. Il punto è nodale. Sconfessa tutta la retorica che l’opposizione ha messo in atto. Come si può, infatti, cambiare un vecchio sistema, se culturalmente gli si è profondamente affini?

Tanto tuonò che non piovve

15 aprile 2014

Dunque forse è tempo di raccontarsi le cose come stanno. Entrambi gli schieramenti, i 18 della maggioranza rollandiniana come i 15+2 dell’opposizione, per avere il sopravvento hanno bisogno di due-tre Scilipotiz che passino nello schieramento avverso. Con Rollandin in sella e attento e marziale come un carabiniere a cavallo , per ora non avviene alcuna transumanza. Bisogna attendere il risultato delle europee: un eventuale trionfo renziano può innescare una frana, con circa mezza dozzina di Scilipotiz in veloce mutazione “progressista.” . Tenete conto che gli unionisti, di entrambi gli schieramenti (perché entrambi sostanzialmente unionisti, anche se pentiti…) , in genere posseggono l’infallibile istinto del salmone per risalire i torrenti di chi comanda a Roma. O vince a Bruxelles. Una vittoria di Renzi può sbloccare i giochi, far emergere eventuali congiurati all’interno dell’Union, dar loro il coraggio di andare dall’Empereur invitandolo a smammare. Uguale considerazione per i disgustosi SA: di fronte ad un eventuale dilagare renzista nelle europee, la loro vocazione alle intese col vincitore fiorentino non avrà freni. Diverso se invece Grillo avrà un botto elettorale, diventando il secondo partito italiano. In questo caso prevedo defezioni difficili tra i 18. Capitolo Centoz e Floris: che i segretari dei partiti sostengano la tesi per cui la politica non si decide solo in piazza Déffeyes mi sembra normale. Sopratutto nel caso di Centoz, che nelle assembleee elettive è ancora debole. I due poveri segretari si trovano alle prese con i rispettivi gruppi regionali ingrifati ed eccitati dalle crepe del rollandinismo, che vendono come già spacciato, un po’ per propaganda e un po’ per interesse.
Però non è ancora il momento del ko, per gli equilibri regionali tocca aspettare il 25 maggio, data delle europee.
Che fare intanto? Ispirarsi all’intelligente osservazione della sempre acuta Viviana Rosi, la prima a notare come l’italiano venga ritenuto inadatto ad esprimere programmi epocali, o pretesi tali: il fiscal compact, la renaissance, il job act. Pure la escort… (roberto mancini)

Chi paga da bere?

28 marzo 2014

Laurent Viérin scimmiotta, seppur artigianalmente, due figure molto popolari e fondamentali del quadro politico nazionale: Renzi e Grillo. Vuole rottamare un sistema e usa la sua giovinezza per dare uno strumento palpabile di cambiamento. Usa parole roboanti, ma mai volgari, come golpe, tutti a casa… tipiche di Grillo per fare scena, attirare i media su di sé… insomma ruba l’attenzione alla sinistra moderata, alla sinistra radicale e pure ai grillini (non ad Alpe che una scena non ce l’ha). E’ così solare che il suo calore fonde i cervelli altrui. Li rinfresca poi con bianco frizzante. E’ il vincitore che paga da bere.

Controlli tu che controllo anch’io.

12 ottobre 2013

Strane analogie. Ego Perron capogruppo UV dice che quelli del suo gruppo non possono diventare dei franchi tiratori perché “ci controlliamo a vicenda”. Beppe Grillo, capo quasi indiscusso del M5s, sostiene che il suo movimento “non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo”. Insomma fra l’UV e il M5s c’è in comune un verbo: controllare. In entrambi i casi, pur non essendoci il vincolo di mandato, la libertà del singolo non è prevista. Alla faccia della Costituzione che i grillini difendono, e delle regole del Consiglio regionale, per entrambi l’ubbidienza si deve solo al Partito!

Salutari rompicoglioni!

11 Mag 2013

Che le numerose contraddizioni e le anomalie all’interno del M5s saltassero era solo una questione di tempo. Si comincia ora con la diaria che è solo un problemino sul quale non insisterei troppo: l’errore è a monte sta in quel voler fare i martiri per forza, quando era sufficiente solo un po’ di buon senso. Rinunciare alla metà dello stipendio e al vitalizio era un gesto sufficiente (il risparmio rimane irrisorio il suo valore è unicamente simbolico) e non avrebbe creato dissapori interni. Ma l’anomalia vera è Grillo! Un non eletto, quindi un cittadino comune, che entra a Montecitorio come un capo di Stato, anzi, come un arrogante capo di Stato: Napolitano ha l’abitudine di varcare il portone a piedi. Che detta l’agenda politica e chiede assoluta ubbidienza ai suoi burattini. L’anomalia è un movimento che ha la struttura di una setta. Un gruppo di persone che segue fedelmente e acriticamente un capo spirituale o politico e le regole che questi impartisce. “La linea non si discute, si sposa. Questione di fede”. Cosa ci sta a fare una setta in Parlamento? E’ inevitabile che qualche eletto voglia dire la sua, lo prevede la Costituzione, ma non lo prevede Grillo, quindi: boom! La consapevolezza che l’uno vale zero (pezzo di merda!) è dura da digerire. Ma l’anomalia peggiore è che i grillini non sono politicamente niente senza Beppe Grillo e lui lo sa. Stranezze della democrazia. Per fortuna che qui, in Valle, i nostri grillini li conosciamo perché si sono fatti sul campo presentandoci puntualmente ricerche e dossier sul malaffare locale (tanto tempo che ci hanno regalato per crearci una coscienza critica). E’ da diversi anni che lavorano, non da pochi mesi, e hanno già influenzato positivamente la politica locale sui costi della politica, hanno acceso i riflettori sulla questione del Parco archeologico, sulle centraline, sull’aeroporto, sul garage dell’ospedale, sui piani regolatori e su molto altro. Io non lo avrei invitato Grillo ad Aosta, loro non ne hanno bisogno, a noi basta il lavoro che hanno intrapreso. Invito quindi tutti gli arrabbiati, i delusi, quelli che non credono più nella politica a non disertare le urne che sarebbe un regalo a chi ci ha conciati così, ma di votare M5s. Questo, nostro, regionale movimento di salutari rompicoglioni!

Opportunista e voltagabbana!

25 marzo 2013

Ho deluso i miei amici pentastellati mi dispiace, tutta colpa mia, avevo capito male. Mi ero lasciata affascinare dalle inchieste, uniche dalle nostre parti dove non c’è giornalismo e dove la magistratura sonnecchia. Ancora oggi mi sento grata per quel loro coraggio nell’aver messo in luce tante schifezze che altrimenti sarebbero ancora sepolte in un sonno atavico. Ancora oggi credo che una loro presenza in Regione possa essere necessaria per stimolare e monitorare l’attività amministrativa. Ma non posso non valutare il M5s per ciò che fa a livello nazionale. Non posso non criticare Grillo e le sue uscite sempre più lontane dalla ragione; la chiusura verso i giornalisti, la scarsa trasparenza, la censura, il vittimismo e l’arroganza. Pertanto non posso disgiungere completamente la realtà locale da quella nazionale: il Movimento è uno. Non ho particolari simpatie verso altri partiti, ma so  distinguere quelli che potranno fare il primo passo per una svolta. Dopo decenni di governo unionista mi piacerebbe provare a cambiare e oggi questo è possibile con l’Alleanza autonomista progressista. Non sono io a dirlo, ma la realtà. Mi piacerebbe anche che all’interno di questa Alleanza fosse la componente di sinistra ad avere maggior forza, giusto per evitare un Viérin presidente. Qualcuno, per queste mie idee, mi ha tacciata di opportunismo, di essere una voltagabbana: quando mancano gli argomenti gli stupidi si appellano ai giudizi sommari. Rispondo che non sono un’opportunista perché in me non c’è calcolo alcuno. E non sono una voltagabbana in quanto cambiare parere su un movimento, che è una sperimentazione unica nel suo genere, è assolutamente normale, così come è altrettanto normale valutare di volta in volta il fare politico che non è immobile come un sasso. Io guardo alla politica con mente lucida, perché non ho nulla da guadagnare, solo un po’ di speranza.