Posted tagged ‘Artigianato’

Curiosità alla Fiera

3 agosto 2013
Oggi alla Fiera ho trovato questa bella maschera che mi ricorda tanto un utente patuasiano.

Oggi alla Fiera ho trovato questa bella maschera che mi ricorda tanto un utente patuasiano.

1° Premio Patuasiartisanat

7 febbraio 2012

"Al pascolo", tatà di Marco Joly. - Foto: Gherardo Rapallo

Marco Joly, visionario romantico e nostalgico, propone un tatà insolito che apre la strada a nuovi racconti su ruote. Una montagna di pecorelle sulla cui cima campeggia un pastore barbuto. Dunque, non solo animaletti per il giocattolo di tradizione, ma storie, favole, sogni,… sulle immancabili quattro ruote . Per questa apertura verso un immaginario ancora innocente e non inquinato da brutte scopiazzature e tentativi maldestri di innovazione, Marco si merita il Primo Premio di Patuasia!

Per i mobili, in genere pacchiani e assurdi nei goffi tentavi di offrire più usi: letto-scrivania, scala-tavolo-credenza, comodino-abat jour, ecc… , segnalo Stefano Brazzale con il suo armadio: pulito nelle forme e arricchito nella superficie da un puzzle di tessere di legno grezzo dalle svariate colorazioni e nervature. Brazzale dimostra di essere attento alla contemporaneità e, al contempo, sa conferire quel tocco di piacevole rusticità che lo differenzia dalla produzione industriale.

Identità in saldo

6 agosto 2011

Particolare di un'opera di Guido Diemoz - Archivio Patuasia

La Fiera di sant’Orso estiva è figlia minore di quella invernale, ma vale sempre la pena fare un giro per scoprire o riscoprire qualcosa di buono. Vi lascio in compagnia delle immagini delle sculture che mi hanno attratta, vuoi per i soggetti insoliti, vuoi per il virtuosismo, vuoi per la capacità di emozionare… . Purtroppo alcune opere importanti, come quella di Diemoz, saranno collocate in case private e quindi negate alla vista dei più; per una Regione che si dice legata alla tradizione e alla cultura del territorio, è sicuramente una perdita. Le sculture di Diemoz sono infatti delle testimonianze a tuttotondo di una vita contadina che resiste solo in parte, acquistarle per collocarle in un museo pubblico sarebbe quindi doveroso. Una salvaguardia molto più significativa e coerente con il principio nostrano di restitution di  quella adoperata per la scuoletta di musica di un tal Mogol.

3° Premio Patuasia-Artisanat

3 febbraio 2011

L'amicizia intepretata da Augusta Francisco

Anche per questa edizione invernale della Fiera di Sant’Orso, Patuasia conferisce i premi ai manufatti che ha ritenuto i migliori fra quelli esposti. Il terzo premio va ad Augusta Francisco. I suoi angeli robusti, fieri della solidità del legno e aggraziati di qualche pennellata d’oro, sono ormai uno stile consolidato e unico nel panorama dell’artigianato valdostano. La forza delle sue sculture sta nella semplicità dei soggetti, mai stucchevoli; nella sobrietà dei gesti; nei volumi spessi, nei segni profondi lasciati sulla superficie. Una fra le poche donne scultrici presenti nella Fiera, Francisco dimostra una vitalità e un’energia straordinarie. Puntuale, come ogni anno, arriva con il suo carico di figure dai volti pieni e sani.  Sono autoritratti gioiosi di chi ama la vita.

1° Premio Patuasia-Artisanat

1 agosto 2010

Il risveglio, bassorilievo di Riccardo Foretier

Patuasia ha voluto dire la sua. L’artigianato artistico è importante per la nostra Regione e i premi dati forniscono le indicazioni sullo stile, quindi i premi sbagliati esibiscono indicazioni sbagliate. Patuasia è presuntuosa. E’ convinta di capirci qualcosa sull’argomento, molto di più rispetto ai soliti noti. Tralasciando alcune sezioni, ha incentrato l’interesse sulla scultura a tuttotondo, l’altorilievo, i giocattoli e la ceramica. Su quest’ultima condivide, pienamente il parere della giuria che ha conferito il 1° Premio all’artista Marina Torchio. Fra lei e gli altri partecipanti al concorso un abisso. Sensibiltà nell’uso della terra e nell’appropriato accostamento dei colori. Buon disegno e armonia di elementi, danno alla formella una grazia mai stucchevole. Il 1° Premio per la sezione scultura a tuttotondo, Patuasia lo consegna, a parimerito, a due giovani scultori: Irene Tarticchio ed Enrico Massetto. Consapevoli di essere distanti anni luce dalla fatica montanara: non portare fascine di legna sulle spalle, non zappare la terra e non dover mungere le vacche per tirare a campare, hanno coniato un linguaggio contemporaneo che si ispira all’immaginario infantile dei cartoni animati. Mondo dal quale provengono, come tutti coloro che hanno la loro età, e onestamente presentano. Già lo scultore, Gianfranco Anzola, aveva tracciato le prime lettere dell’alfabeto con i suoi comici personaggi dagli occhi rotondi e il sorriso ironico, ma Irene ed Enrico sono ancora più liberi dagli stereotipi, seppur sempre legati ai temi del mondo alpino. Il loro stile è sicuro. Schietto. Una strada nuova per non morire di noia. Per la sezione bassorilievo, il 1° Premio va a Riccardo Foretier. Un segno delicato, finemente poetico. Disegno fragile. Sereno. Ormai raro e per questo prezioso. Per la sezione giocattoli il 1° Premio Patuasia lo rimette a Cesare Marguerettaz (2° per la giuria ufficiale). Stile sobrio. Pulito e colto. Una tradizione che sa stare al passo con i tempi, senza melanconia e rimpianti. Ma Patuasia ha inaugurato anche il Premio-Bleah, che viene offerto al lavoro più brutto in assoluto. Ce n’erano molti fra sculture e bassorilievi che gareggiavano per impadronirsene, alcuni addirittura premiati dalla giuria di regime, ma la scelta, difficilissima, si è concentrata sulla scultura a tuttotondo di Carlo Seghesio. Un’orribile testa di bambino-zombie che fuoriesce dalla terra con spiritelli ai lati. Disegno approssimativo di chi non è capace. Stilizzazione elementare e stereotipata. Nessuna conoscenza anatomica. Poesia sotto zero. Ma lo “scultore” non si scoraggi, nella vita si può sempre fare altro.

Il risveglio di Carlo Seghesio 1° Premio Patuasia-Bleah!

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Patuasia – Artisanat

17 luglio 2010

Prima Mostra Concorso Patuasia - Artisanat

Patuasia si è sempre occupata di artigianato: ha curato mostre di successo e scritto numerosi articoli al riguardo, ora, nonostante sia posta al confino per intolleranza politica, mantiene il suo appassionato interesse verso questa espressione di arte pastorale. In occasione della 57° Mostra Concorso, inaugurata oggi 17 luglio, e dopo attenta valutazione, presenterà agli utenti del blog i vincitori del primo concorso “Patuasia-Artisanat”. Il suo sarà uno sguardo non ufficiale, ma onesto ed esperto.

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Un italiano vero!

23 luglio 2009

Bobo Pernettaz è un italiano vero! Si iscrive a un concorso di scultura su legno e quindi ne accetta il regolamento; viene escluso in quanto non rispettoso del suddetto e si incazza. Così tanto da inscenare un teatrino mediatico dove sfogare il proprio narcisismo frustrato. Da vero italiano! Amante delle regole, se queste sono gli altri a rispettarle; povera vittima, se queste, qualche volta, sono più forti di lui. Applausi alla giuria!

NB: Se l’ordinamento di un concorso viene considerato stupido perché parteciparvi? è più leale criticarlo prima no?

Maya desnuda? No, Panda vestita!

10 giugno 2009
Voglio un reggiseno in noce e intarsiato a mano!

Voglio un reggiseno in noce e intarsiato a mano!

In questo posto stravagante dove l’identità culturale smarrita genera mostri è nata la Panda vestita! Già il concetto di “vestire” un’auto fa rabbrividire, se poi analizziamo il come, non bastano dieci coperte di cashemire per alleviare la pelle d’oca. Passino i sedili foderati di lana Rosset, di tradizionale grana grossa che fa montanara solida, ma il cruscotto?! Un pannello scolpito a mano dallo scultore Mauro Colliard che riporta inserti di ambiente alpino! ARGH! Come se non bastasse il legno viene impiegato anche per la carrozzeria: barre portapacchi, cerchioni, maniglia del portellone tutti rigorosamente in noce valdostano. Per i colori non è dato sapere, ma, a questo punto, crediamo fermamente che la scelta non vada oltre le due offerte: il rosso e il nero. Naturalmente un leone rampante in pietra ollare, farà la sua figurettaz  a poppa del cofano. “Eleganza e semplicità” spiega l’azienda, ma dov’è l’eleganza? e secondo voi, il concetto di semplicità si sposa con tutte queste cazzate?