Posted tagged ‘Arco d’Augusto’

Luci da truzzo

2 dicembre 2012

Se la vicina Torino mostra al mondo le sue luci da artista, Aosta pubblicizza quelle dei truzzi. Cioè espone al mondo la volgarità, l’ignoranza e il basso quoziente intellettivo di chi ci amministra. Una città che vanta monumenti romani unici può addossare su uno dei suoi gioielli come è l’Arco di Augusto, una scritta augurale della Confcommercio? Beh, se è normale posare, e per lunghi anni, accanto alle Porte Pretoriane dei cassonetti per l’immondizia perché no? La valorizzazione del patrimonio culturale da noi si fa così. Con la giunta comunale e il Soprintendente ai Beni culturali che abbiamo non possiamo andare oltre i limiti di un QI ridotto. Se l’Arco è stato eretto per testimoniare la grandezza di un imperatore, la scritta posata alla sua base dimostra la nostra totale imbecillità

Dieci anni!

13 aprile 2010

Nell’ultimo Conseil Fédéral, quello che ha sancito l’alleanza dell’Union con la destra, l’ancora sindaco, Guido Grimod così raccomandava: ” Da dieci anni la città è stata guidata dall’Uv, dovremmo continuare“. Già, dieci anni! E cosa è successo? Delle promesse elettorali cosa è rimasto? Vediamo. L’area pedonabile intorno all’Arco di Augusto è lettera morta: le auto continuano a circolare. Resta un ponte inutile e costoso, tre milioni di euro buttati via. Il city port che doveva liberare il centro dai gas di scarico dei furgoni, non è ancora stato sperimentato. Le merci vengono consegnate come sempre e in tutti gli orari possibili e impossibili. Le telecamere per controllare la micro-criminalità e il vandalismo ancora non sono state installate, eppure il sindaco le aveva promesse già nella prima legislatura. Le piazze di Aosta Capitale versano in stato di abbandono, unico intervento la demenziale asfaltatura di piazza Manzetti. Il tunnel tecnologico di via sant’Anselmo avanza lentissimamente. Aosta continua a non possedere una sua identità e il centro storico si svuota. I vigili di quartiere sono fantasmi. La periferia divora territorio. Si espande con condomini nuovi e orrendi. Il traffico è peggiorato, nonostante le numerose rotonde. La pista ciclabile è invasa dalle erbacce, il verde è quasi inesistente. Aosta, capitale sì, ma di un fallimento amministrativo e culturale imperdonabile. Le risorse ci sono, ma vengono immolate sull’altare della stupidità e della cupidigia. Si costruisce, si abbandona, si demolisce e si costruisce di nuovo. Un giro vizioso che si può comprendere solo nella necessità di mantenere in vita il settore economico più fiorente in Valle d’Aosta: l’edile. Tante piccole imprese, per la gran parte individuali, tanti piccoli e preziosissimi voti.

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10 anni per niente!

15 febbraio 2010

Il birillo del Sindaco!

Nell’ultimo numero del Peuple il Sindaco, Guido Grimod, difendeva la bontà del ponte sul Buthier in previsione della futura, quanto futuribile, area pedonale intorno all’Arco. Dichiarava, inoltre che l’opera di fine ingegneria ha il merito di smaltire il traffico nella zona. Sulla Stampa del 14 febbraio, un articolo titolava “Protesta contro l’eccessivo traffico- Troppo smog intorno all’Arco”, smentendo a tutto tondo l’ottimismo dell’Omino coi baffi. Sembra, infatti, che con il doppio senso di circolazione in via Pasquettaz, la viabilità sia diventata insostenibile e l’inquinamento dell’aria preoccupante, tanto da motivare la richiesta di un intervento dell’Arpa. Ma rassicuratevi, per combattere lo smog il nostro Sindaco darà una sistemata alla segnaletica e una ripassata alla rotonda del birillo. Poi provvederà a distribuire, gratuitamente, mascherire per la sopravvivenza.

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Il birillo del Sindaco

13 dicembre 2009

Anni di studio...

La lampadina che si è accesa nella stravagante testolina del nostro Sindaco, Guido Grimod, ha partorito una mini-rotonda con birillo. Questa è la soluzione del problema viabilità nato con l’imposizione di un ponte brutto e inutile. Sostituiti i jersey con il birillo, dai colori casualmente natalizi, ora si può evitare di attraversare il ponte della Gargouille e circumnavigare la rotonda, ma proseguire direttamente per viale Federico Chabod, proprio come si faceva sino a pochi anni fa. La fatidica “sperimentazione” è l’ennesima prova dell’incapacità di questa Giunta comunale ad amministrare la città. Come sempre si va avanti per tacconi, prove, tentativi che si rivelano per il 90% dei fallimenti paurosamente costosi. Soldi buttati. E il problema della viabilità intorno all’Arco di Augusto rimane e permane.

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Porta d’Augusto

10 marzo 2009
Fare e rifare è tutto un guadagnare!

Fare e rifare è tutto un guadagnare!

Ai tempi dei romani si chiamava Arco, ai tempi nostri Porta. Cosa sia un arco romano lo sappiamo cosa sia la “Porta di Aosta” no. Marco Viérin, assessore regionale alle Opere pubbliche, si è accorto, con qualche decennio di ritardo, che la periferia del capoluogo fa schifo. Che come biglietto da visita incentiva più alla fuga che all’ospitalità. Che quei quattro chilometri di asfalto a doppie corsie creano qualche problemuccio di circolazione e relativa sicurezza. Così vai con la riqualificazione! L’economia valdostana si basa molto sul settore edile (non un granché come fondamenta), pertanto si costruisce male per poi RI-QUA-LI-FI-CA-RE! Compri uno e paghi il doppio! Le imprese lavorano e i voti si assicurano. Questo spiega la desolazione di piazza Severino Caveri che sarà tra breve riqualificata, spiega lo sconforto di piazza Narbonne che verrà, in un prossimo futuro, riqualificata, l’afflizione di via Antica Zecca che si spera sarà anch’essa riqualificata. Lavorare bene la prima volta non si fa. Non è consueta procedura. Con questo tipo di approccio al concetto di sviluppo è assai probabile che anche la seconda volta sarà un disastro che richiederà  un’ulteriore riqualificazione. E così fino alla fine dei nostri soldi.