Posted tagged ‘Appalti’

Dov’è finito il paradiso?

20 luglio 2010

Struggente e appassionata la lettera pubblicata oggi sulla Stampa a firma Paolo Zorzit. La fine di Cheneil, la Conca bellissima finora risparmiata dallo “sviluppo”. Come non condividerne l’amarezza e i numerosi interrogativi che fioriscono intorno al progetto di devastazione ormai “tristemente segnato”? Speculatori, assessori compiacenti, pareri sfavorevoli che si tramutano in favorevoli, e poi soldi soldi soldi! Cioè sviluppo. Cioè atavica concezione dello sviluppo! La strada da percorrere lo sappiamo è un’altra, ma la rapina che ha caratterizzato storicamente le nostre valli, è ancora il metodo più spiccio per far soldi soldi soldi! E qui c’è fretta. Fretta di concludere gli affari, gli appalti, i favori. Tutto è sacrificabile, tranne il proprio conto in banca. Chissenefrega della bellezza. Del rispetto. Dell’amore. Sono concetti che non appartengono ai nostri amministratori: basta vederli per capirlo. Vai con la strada! Vai con l’ascensore! Che alla montagna servono strade e ascensori e poi serviranno le case e quindi le automobili per raggiungere le case e poi i parcheggi per mettere le automobili e poi le aree pic-nic per far felici i nuovi proprietari di case e automobili e poi Cheneil non c’ è più. Ma i nostri nipoti la troveranno bella lo stesso, perché non avranno avuto la possibilità di un confronto. Per loro il paradiso sarà un parcheggio tra gli alberi.

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Volare oh oh… pagare oh oh oh oh!

4 ottobre 2009
Nel mio cuor, nell'anima c'è un prato verde che mai nessuno ha calpestato. Almeno lì.

Nel mio cuor, nell'anima c'è un prato verde che mai nessuno ha calpestato. Almeno lì.

Il nuovo progetto dell’aerostazione, decapitata di un piano, è stato approvato dalla Giunta regionale. Dodicimilioni e quattrocentottantamila euro! Ancora non sappiamo che tipo di aeroporto avremo e quanti saranno gli aerei che voleranno sopra le nostre teste. Tre, cinque, dieci? Non ha importanza, intanto si fanno gli appalti e si comincia a costruire poi si vedrà. Si sperimenta. Una prassi consolidata che, nonostante gli errori enormi che inevitabilmente ne derivano, uno per tutti la fallimentare pedonalizzazione dell’area intorno all’Arco di Augusto, persevera. Si avverte chiaramente una bramosia del costruire, di fare contenti gli impresari-elettori-fedeli, sappiamo bene di chi. Non si va in vacanza perché gli impegni in agenda sono troppi. Troppo cemento da distribuire in questa e in quella vallata: inceneritore, aerostazione, metropolitana, ospedale, condomini…  e poi le seconde case che hanno ripreso a crescere come funghi per rimanere vuote come gusci oltraggiosi. Dov’è andata a finire l’anima di questa terra? Rinchiusa a doppia mandata in uno sgabuzzino sotterraneo in piazza Deffeyes 1.

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