Posted tagged ‘Aosta-Martigny’

Ma chissenefrega di Martigny!

18 luglio 2011

Dunque, secondo i nostri amministratori per risolvere sul serio il trasporto ferroviario in Valle d’Aosta, bisogna: essere proprietari della ferrovia e realizzare l’Aosta-Martigny. Due punti assolutamente necessari che risolveranno per sempre i disagi sopportati dai viaggiatori. E soprattutto veloci e facili da attuare. Insomma per andare a Torino, secondo le brillanti menti, occorre realizzare una nuova direttrice che porta anche a Martigny. Ma chi ci va a Martigny? E con quali soldi si realizzerebbe questa nuova e più complessa linea? Quanti soldi sono stati già spesi e buttati in studi di fattibilità per questo ventennale progetto? Che, forse, ne è avanzato qualcuno da dare a qualche amico?

Colpa tua!

6 febbraio 2011

Aurelio Marguerettaz, un fiume in piena? Bene vediamo di arginare tale esuberanza. Secondo l’assessore non è la Regione a dover investire sulla ferrovia, ma il proprietario. Vero. Però, quando gli interessi sono quelli di tutti il pubblico si sente o, come in questo caso, si dovrebbe sentire, parte in causa e investire anch’esso per il bene della collettività. Infatti la Regione non è esente da contributi vari rilasciati ai privati di questa o di quella azienda per evitare dolorosi tagli. Allora, ci si domanda, perché con Trenitalia non si è mai concluso niente? Possibile che le responsabilità siano tutte della Società? O sono anche da imputare al totale disinteresse dei nostri politici verso il problema? la ferrovia non è nostra dunque chissenefrega? Che tipo di contratto di servizio ha stipulato la Regione con Trenitalia? I soldi buttati per gli studi di fattibilità per l’Aosta-Martigny quale disegno perseguivano? l’acquisto della linea? Marguerettaz scarica le responsabilità su Trenitalia, ma non ci convince. Finora i disagi subiti dai viaggiatori e soprattutto dai pendolari, sono stati da questi metabolizzati in un tran tran fatto di abitudine e di rassegnazione. Su questa infinita pazienza i nostri hanno speculato a lungo, lasciando marcire la questione. Più interessati a progetti di proprietà regionale: ieri il trenino di Cogne, oggi il metrò. Il bubbone è scoppiato con la nuova stazione sotterranea di Porta Susa che mal sopporta i locomotori diesel. E i nodi vengono al pettine. La politica dell’amministrazione regionale si è sempre rivolta all’acquisizione di qualsiasi bene: impianti a fune, Casinò, energia, immobili… , nell’ottica futura di un totale controllo del territorio; la ferrovia, essendo di proprietà statale, non è mai entrata nella lista degli acquisti e quindi non ha mai solleticato nessun interesse. Troppo facile ora liberarsi la coscienza, puntando il dito accusatore contro Trenitalia! I gravi problemi di oggi sono da addebitare alla politica sbagliata di ieri! E ieri come l’altro ieri si chiama Union valdotaine con le sue fasulle mire indipendentiste!

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Lungimiranza rossonera!

4 gennaio 2011

Dopo aver speso centinaia di milioni di lire in studi di fattibilità per la tratta Aosta-Martigny, il presidente della Giunta regionale, Augusto Rollandin (detto affettuosamente Guste Micaqualunque), si è accorto che c’è una tratta ferroviaria più importante per i valdostani: quella della Aosta-Torino e viceversa. Così, il nostro bell’addormentato nell’avveniristico sogno, si è ritrovato a gestire l’incubo di chi è costretto a usare tutti i giorni il treno. Già, il treno. Unico mezzo di trasporto pubblico a prezzi ragionevoli che ci collega con il resto dell’Italia. Oggi poi, con il rincaro delle tariffe autostradali, unica alternativa all’auto. Ma della ferrovia non s’è mai appassionato nessuno a parte Riccarand in veste di assessore tanti anni fa. Più interessante fu il trenino di Cogne. Più stimolanti sono le funivie. Gli ascensori inclinati. Il People Mover. L’alta velocità. I problemi dei pendolari e degli studenti non sono mai stati presi in seria considerazione dal partito unico. Oggi che questi hanno tirato fuori i denti e le unghie (era ora!) Rollandin chiede uno studio di fattibilità per una nuova via di collegamento ferroviario per l’Aosta-Torino. I nostri complimenti per la lungimiranza! Per aver scoperto, con quanche decennio di ritardo, che il treno è per noi fondamentale e spesso unico, mezzo di trasporto.

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Quattro salti in padella!

2 settembre 2010

Che bolle in pentola? Se, in territorio nazionale è scoppiato l’amore fra Gheddafi e Berlusconi che partorirà numerosi businnes, nel nostro piccolo c’è stato un colpo di fulmine fra Dino Gentile, sindaco di Biella, e Augusto Rollandin, presidente della Giunta regionale. La freccia che ha trafitto i cuori è “la comune cultura alpina” (freccia, ahimé, spuntata dall’uso e abuso.). Il comune di Biella condivide con la Valle d’Aosta la storica processione che collega Fontainemore con il santuario di Oropa, i Walser, i confini. Questi ingredienti bastano e avanzano per impastare un progetto di gemellaggio atto a rinforzare un altro progetto: quello dell’Aosta-Martigny. Infatti Dino Gentile afferma: “Biella è naturalmente interessata alla realizzazione di questa opera ferroviaria,… naturalmente il sostegno biellese alla direttrice ferroviaria vedrà una forza compatta di più istituzioni, in primis del Consorzio dei Comuni e della Provincia di Biella”. Ma non basta, il nuovo amore ha concepito un altro fruttuoso disegno: una funivia che metterà in comunicazione Oropa e la Valle del Lys. Ah, questi amori così fertili! Così ricchi di passione “per l’alpinismo, il rispetto per l’ambiente, per i sentieri della fede…”.  Ma quali sentieri! Le future processioni per raggiungere il Sacro Monte saranno via cavo.

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L’Aosta-Martigny a chi serve?

6 luglio 2010

Noooo! L'Aosta-Martigny no!

Ci sono incubi che ritornano. Ognuno di noi ne ha almeno un paio: l’esame di maturità, il salto nel vuoto, trovarsi in mutande in mezzo a una piazza, sono tra i più frequenti. Nella psiche collettiva valdostana uno dei più assidui persecutori è l’Aosta -Martigny. Credevamo di averlo rimosso, invece, nonostante la crisi per certi aspetti salvifica, eccolo di nuovo a tormentarci. A Rollandin, come a Berlusconi, piacciono le grandi opere e non c’è dubbio che questa tratta ferroviaria lo sia. La domanda che nasce spontanea è quella consueta: ci serve?  O sarebbe più corretto chiederci: a chi serve?

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