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MANOVRA!

14 giugno 2010

Sulla Manovra ci sembra che il capogruppo in Consiglio regionale del PdL, Massimo Lattanzi, sia il politico più equilibrato nelle affermazioni al riguardo. Sentiamo dall’ANSA quali sono le diverse posizioni. Andrea Rosset (UV), presidente della seconda Commissione consiliare: “E’ una manovra che crea dei problemi e che necessita di un’attenta analisi negoziata onde evitare ripercussioni gravemente negative sugli effetti socio-economici della Valle d’Aosta, pur capendo le necessità del difficile momento che stanno vivendo l’Italia e l’Europa“. Roberto Louvin (Alpe): “Gli effetti della manovra sono più complessi e profondi di quello che si poteva immaginare. Si va ben oltre il taglio diretto alla spesa regionale; ci sono conseguenze pensionistiche, salariali, sul sistema di coperture sociali e sulla finanza degli enti locali molto pesanti“. Luciano Caveri (UV)Non è in discussione “la necessità di sacrifici”, tuttavia “l’impatto della manovra rischia di essere devastante per la Valle. Chi minimizza sbaglia, sarebbe bene, invece, far fronte comune in Consiglio Valle. Claudio Lavoyer: “Pur essendo consapevoli che l’entità della manovra discende da indicazioni dell’Ue, riteniamo che il suo impatto sulle Regioni sia troppo forte, e che, percentualmente, paghiamo di più dei ministeri”. Massimo Lattanzi: “I 25 milioni di euro che vengono chiesti alla Valle d’Aosta per partecipare al sacrificio che l’intero paese deve fare per affrontare questo difficile momento economico e finanziario rappresentano poco più del 2% del bilancio regionale. Non credo che sarà difficile per il Governo regionale trovare il 2% del bilancio tra gli sprechi, le consulenze inutili, i carrozzoni improduttivi”. Pur, volendo legittimare la scelta del Governo Berlusconi, nel cui partito fa parte, come si può dargli torto? In fondo 25 milioni di euro sono la metà della cifra necessaria per la realizzazione del People Mover!

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Mancini assolto

23 aprile 2010

Ci fa piacere leggere dall’ANSA che “Il ruolo di blogger (ovvero gestore di un blog) non è equiparabile a quello di direttore di giornale. Riformando la sentenza di primo grado, la terza sezione della Corte di Appello di Torino, si è così espressa oggi confermando solo in parte la condanna nei confronti di un blogger aostano (Roberto Mancini, giornalista di 63 anni). All’imputato è stata inflitta una pena pecuniaria di 1.000 euro per diffamazione relativamente a due post da lui stesso firmati. E’ invece stato assolto dal reato di omesso controllo: secondo il giudice tutti i post che non sono scritti dal gestore del blog devono essere considerati anonimi.”.