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4 domande a Stefano Ferrero

15 gennaio 2014

Stefano Ferrero del M5s, lei è stato querelato dall’avvocato Andrea Giunti per un suo intervento in aula dove lo aveva etichettato come un pregiudicato. Questa querela cosa le comporta in quanto consigliere regionale?

L’avviso di garanzia che mi è arrivato il 19 dicembre prevede l’apertura di un procedimento pensale per il reato di diffamazione. Sarà il Magistrato inquirente che valuterà e deciderà se dar corso ad un procedimento penale oppure proporre l’archiviazione. Ovviamente attendo sereno anche se inizialmente ero amareggiato dall’esito delle valutazioni della Procura della Repubblica.

Essendo stata una dichiarazione fatta in aula lei non dovrebbe essere garantito in quanto consigliere?

Così recita l’art. 24 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta : “i consiglieri non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.Già questo avrebbe dovuto sconsigliare un’azione di querela il cui esito leggendo questo articolo sarebbe scontato in quanto prevederebbe la non perseguibilità del consigliere. Ma prima ancora di questa forma di tutela del consigliere io mi chiedo: commetto realmente un reato dicendo che a mio avviso un avvocato che ha ottenuto molti incarichi dalla Regione e anche dalle Società regionali partecipate è stato condannato quando questo era già stato scritto dai giornali? Non è una valutazione politica dire, come ho detto, che la prima querela che mi aveva fatto il Giunti in relazione al rapporto fiduciario degli incarichi con la Regione (ha ottenuto decine di migliaia di euro di incarichi a partire dal 2000) è un atto inopportuno, sconveniente e pone degli interrogativi?

 Lei ha definito l’avvocato Andrea Giunti un pregiudicato, ci vuole ricordare il perché?

L’avvocato Andrea Giunti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “mazzette” corrisposte da imprenditori per i lavori post alluvione del 2000 (il mio pensiero non può non andare alle recenti vicende giudiziarie sulle mazzette dei lavori post terremoto a L’Aquila) tra l’altro a un dirigente regionale per il reato di favoreggiamento in riciclaggio di denaro. Anche questa condanna avrebbe dovuto far riflettere l’Amministrazione regionale sul fatto di dargli nuovi incarichi fiduciari…

Come interpreta questa querela?

L’avviso di garanzia era un atto dovuto da parte del Magistrato, ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ogni provvedimento che va a limitare la possibilità di critica, non di calunniare intendiamoci, è una sconfitta per la democrazia, per la Valle d’Aosta e per un valore che viene sempre enunciato nelle occasioni ufficiali ma poi è strumentalizzato troppo spesso. Non so perchè l’avv. Giunti abbia inviato questa seconda querela anche se ho un’idea ben precisa, ma è solo una mia suggestione. E dato che non c’è il due senza il tre vorrei evitare di perdere tempo con queste questioni e cercare di lottare per abbattere questo sistema che si regge anche su sistemi di intimidazione di massa e su di un’atmosfera in cui blogger, libere associazioni, cittadini impegnati in politica vengono indagati velocemente mentre i procedimenti penali importanti giacciono troppo tempo in un Palazzo di giustizia sempre in maggiore difficoltà ad affrontare il degrado politico mafioso della nostra Regione.