Posted tagged ‘Andrea Edoardo Paron’

Ussignur!

6 aprile 2015

Andrea Edoardo Paron lascia la poltrona soddisfatto: “Il progetto Jolis Coins è stato senza dubbio, tra le iniziative culturali di questi 5 anni, il più entusiasmante e il più qualificante…”. Con tutta la simpatia verso gli artisti locali che hanno donato un’opera da inserire in vari contesti urbani, definire il progetto, che per la sua complessità ha reso necessario l’intervento di una storica dell’arte, come l’inziativa culturale più qualificante, dà la misura sia del livello intellettivo del nostro ormai ex assessore alla Cultura del Comune di Aosta sia di quello della nostra Città. Immagino che per le telefonate e la difficile scelta del luogo dove posizionare le opere, la storica dell’arte abbia lavorato gratis.

Decoro urbano?

30 marzo 2015

Nuovi cartelli turistici sostituiranno quelli vecchi, orrendi e incomprensibili. Anche in questo caso si paga due per avere uno! Secondo Paron si tratta di valorizzazione del centro storico, secondo me si tratta di aggiungere disordine, là dove una pressoché infinita gamma di cartelloni, totem, segnaletica di ogni tipo ingombra le zone pedonali. Quanti ce ne sono? Decine e decine. Un esercito. Di tutte le forme, di tutti i colori. Pubblicizzano negozi, ristoranti, luoghi, vie, bar… una Babele di informazioni disordinata e caotica e sporca: abbiamo bisogno di aggiungere altra paccottiglia? Oggi che la tecnologia ci permette un’informazione pulita e discreta? Il Qrcode (Quick Response) è un codice a barra che memorizza informazioni che poi vengono lette tramite un cellulare o uno smartphone. E’ sufficiente che il codice sia posizionato accanto a un monumento o a qualsiasi altro oggetto di interesse turistico  per offrire un servizio non impattante come lo sono i totem che tutto sommato non servono. Ci sono i gps, i satellitari, navigatori…  sai sempre dove sei e dove potresti andare e con un semplice clic conosci i monumenti che ti appaiono cammin facendo. Perché allora non prendere questa direzione?

Ma Pippo Paron non lo sa!

7 luglio 2014
immagine tratta dalla sezione: Archivio Comune di Aosta del MAO-Museo Aosta

Immagine tratta dalla sezione: Archivio Comune di Aosta del MAO-Museo Aosta

Ho scritto che della città di Aosta ai nostri amministratori poco importa. Ne sono convinta. Da non molto è stato creato su fb un gruppo di successo: Sei di aosta se… che apre le porte della memoria collettiva sul nostro condiviso vissuto. Una forma intelligente e interattiva di restauro di un’identità che va perdendosi. Se da un lato i politici fanno di tutto per uccidere la memoria ecco che i cittadini cercano nuovi mezzi per salvaguardarla. Vuol dire che una storia comune c’è. Una storia che ci lega e ci rende una comunità. Una storia da difendere. Da poco, sempre su fb, vengono pubblicate fotografie storiche tratte e dal mio libro: “Aosta, la città che sale” e dal museo da me ideato e creato insieme alla società Netbe: “MAO- Museo Aosta” rintracciabile all’indirizzo http://www.vmv.it. (Uno dei rari progetti del Fondo europeo ancora attivo e inserito nell’elenco delle Buone Pratiche del Ministero del Lavoro). Un patrimonio di immagini che ci appartiene e che mai il Comune ha pensato di utilizzare. Grazie a un progetto europeo Aosta si è dotata del suo unico museo, ma gli assessori alla cultura che si sono succeduti non lo sapevano e tuttora non lo sanno. I sindaci neppure. Allora, quasi dieci anni fa, il museo era fra i primi realizzati in Italia e la ricerca di fotografie tratte dagli album di famiglia una procedura ancora inconsueta. Obiettivo del MAO era quello di invitare gli aostani a creare insieme un grande museo della memoria cittadina attraverso le fotografie di famiglia e le collezioni di cartoline. Oggi persistono due piccole sezioni insieme ad archivi privati e pubblici, che avrebbero dovuto, secondo gli intenti, diventare le parti più consistenti del museo virtuale. Il dominio continua a resistere grazie alla volontà e alla generosità dei suoi creatori, il Comune se ne è invece sempre disinteressato. Molte sono le immagini tratte dal suo archivio fotografico e che in questi giorni scorrono su fb (carino sarebbe citare la fonte) e molte altre potrebbero essere immesse nella sezione apposita, ma il Comune non sa, non vuole sapere, non interessa, non porta voti… la memoria? Roba da campagna elettorale, fa fine e soprattutto non impegna.

Un ringraziamento particolare!

30 giugno 2014

In un momento dove va di moda essere contro e mandare a f_____o chiunque dai politici agli immigrati passando dagl imprenditori che scappano, ai giovani che sono choosy!” Beh, quelli della 3bite, organizzatori di tutto-e-di-più fra cui l’ Aosta Sound Fest, hanno fatto a modo loro e hanno sentito il desiderio di ringraziare tutti! Il loro è un ringraziamento particolare. Particolarissimo nell’uso dell’italiano: sbarazzino, giovane, disinvolto, a volte economico di doppie a volte taccagno. Sempre in conflitto con le acca, gli accenti e gli apostrofi… ah la nuova versione della bella gioventù!
Gli organizzatori ringraziano prendendo a morsi la lingua italiana. Ma slinguettano con i politici-sponsor: “I politici c han creduto e si sono pure presi delle critiche ma han dato da lavorare con quest evento a 174 persone! Dietro a una manifestazione c e un mondo di lavoratori, facchini, service, ingeniere, pr, elettricisti, addetti alla sicurezza, baristi ecc ecc oltre che chi ci lavora indirettamente come ristoranti alberghi lavanderie. Quindi grazi Bruno Giordano ,Patrizia Carradore, Andrea Paron ed Emily Rini per aver creduto in questo proggetto.” Lamentano che i soldi sono stati pochi (a quel che so il Comune ha cacciato 100.000 euro e la Presidenza del Consiglio altri 36.000, direi niente male per una manifestazione di portata locale), ma “il calore umano che abbiamo ricevuto ha fatto la magia!“. Già già… non c’è come il calore umano. Dalla cifra, tutt’altro che ridicola, si direbbe che siano stati pagati un tanto a grado.

(altro…)

Palloncini e trombette..

9 giugno 2014

La Carradore, assessore al Turismo e Paron, assessore alla Cultura del Comune di Aosta, si apprestano a rilanciare il centro storico. Per lei palloncini colorati e clown, per lui altra opera di artista valdostano da abbandonare da qualche parte. Come ci capiscono loro di cultura e di turismo nessun altro! Entrambi non erano a conoscenza di una data che da altre parti viene celebrata a suon di mostre e convegni: il bimillenario della morte di Augusto. Credo che neppure lo sapessero e questo sarebbe anche perdonabile, non è invece ammissibile che non si siano informati sulle date importanti che attraversano il quinquennio della loro presenza in Comune. Hanno perso un’occasione unica per dare visibilità alla nostra città. La possibilità di creare un evento bello, importante, capace di smuovere l’apatia tipica degli aostani. Provate anche solo a immaginare a una grande mostra di statuaria romana sul grande imperatore dislocata nel cripto portico. A ricostruzioni multimediali e in 3D sulla vita romana ai tempi di Augusto, a un convegno con importanti storici della romanità, a una programmazione di film peplum, a una mostra di arte moderna e contemporanea con opere di artisti che hanno avuto a che fare con la classicità come Paolini, Mitoraj, De Chirico, Galliani…, troppo per le loro testoline? Troppo! Più facile con il palloncini! E le trombette!

I cugini francesi invece…

31 Mag 2014
Qualcuno ci ha pensato!

Qualcuno ci ha pensato! Noi  no! C’est la Tradition!

Come avevo previsto i cugini francesi commemorano il bimillenario della morte di Augusto con una grande mostra al Grand Palais a Parigi. Vergognoso che l’assessore alla Cultura, Edoardo Paron, non abbia pensato a organizzare almeno un convegno. Eppure non era lui che voleva Aosta Capitale europea della Cultura? E ci aveva pure sperato! Offendendo con una proposta ridicola l’intelligenza degli aostani. Quante sono le occasioni perse… a causa di scarsa intelligenza, poco amore e tanta indifferenza verso la bellezza. No, sbaglio, magari ci fosse indifferenza! I monumenti rimmarrebbero come sono e poi chissà un giorno… l’attenzione purtroppo c’è, ma non è rivolta al bene comune, piuttosto a quello personale e a quello degli amici che ristrutturano casa in cambio di un bell’incarico finanziato con i fondi europei per darci ferro e piastrelle. Che i Beni culturali tornino sotto il controllo dello Stato: più difficile per un funzionario romano fare i giochetti che si fanno sotto casa.

Con Paron paghi due e prendi uno!

3 febbraio 2014

Con una determinazione dirigenziale del 24 dicembre 2013 è stato affidato un incarico per “l’organizzazione di un’iniziativa culturale basata sull’esecuzione di performance ancorate a una molteplicità di linguaggi espressivi, concepita dalla ditta Arnaldo Tranti design”. L’amministrazione ha trovato coerente la proposta con gli indirizzi espressi dalla medesima in tema di valorizzazione del patrimonio e delle risorse locali. E, non disponendo al proprio interno delle risorse umane e materiali sufficienti a garantire la realizzazione dei progetti così complessi sotto il profilo tecnico e qualitato, ha valutato congruo l’importo richiesto dal professionista per la direzione del progetto che ammonta a 9.991,80 IVA inclusa. I consiglieri di minoranza, hanno però fatto notare che “tra i compiti istitutivi della Cittadella e nei progetti che ne consentirono l’affidamento al Consorzio di imprese “Undicicento” (fra cui la l’onnipresente 3bite) c’erano progetti analoghi a quelli presentati dal signor Tranti (lo stesso delle targhe cittadine e della candidatura di Capitale della Cultura 2019). Insomma i consiglieri di minoranza domandano perché affidare ad altri incarichi, molto ben retribuiti, che dovrebbero essere a cura degli attuali gestori. Perché pagare due al posto di uno? Per questo motivo e non è poco, chiedono che la determinazione venga revocata.