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Paillettes di montagna

11 ottobre 2010

Nell’editoriale dell’ultimo numero di Alpe, il coordinatore del movimento omonimo, Carlo Perrin, parla di se stesso e del mondo agricolo nel quale ha sempre vissuto (je suis berger a coté des bergers). Di quel mondo avverte nostalgia, ma anche senso di isolamento, di desolazione. Un mondo entrato in crisi che non esprime simpatia. Con tutto il rispetto verso le persone oneste che pur ci sono (i miei nonni erano allevatori e contadini), non riesco a considerare la categoria degli allevatori valdostani come una categoria nel suo complesso sana. Lo scandalo della Fontina adulterata, l’importazione clandestina del seme, le stalle non registrate, le analisi contraffatte, il fieno straniero, sono solo alcune delle voci raccolte nella grande truffa ai danni della Regione, dello Stato e della Comunità Europea. I politici hanno cercato di ridurre l’entità dello scandalo, perché i truffatori sono loro elettori e appartengono a una lobby forte e protetta. Altro che pauvre paysan! Il paesaggio è cambiato caro Perrin! E non si tratta, come è stato detto, di qualche mela marcia, no! Si tratta di un meccanismo ben oliato e organizzato con tanto di veterinari (Claudio Trocello in servizio presso la USL, Davide Mila convenzionato ANABORAVA ecc…) e laboratori di analisi compiacenti che, fra le altre cose, alteravano la prova tubercolinica per consentire agli allevatori di poter accedere ai diversi contributi, mutui, premi previsti (LA.ECO.VET S.a.S di Rossella Badino). La parola giusta è TRUFFA! Le bovine fecondate con liquido seminale di tori svizzeri non certificati con successiva  falsa registrazione di nascite autoctone e in via di estinzione; il foraggio”straniero” usato per l’alimentazione delle mucche e successiva produzione della Fontina Dop in contrasto con il disciplinare; i formaggi, fra cui anche la Fontina, prodotti da latte proveniente da bovini malati e da allevamenti non autorizzati; la macellazione di carni valdostane risultate affette da tubercolosi; le importazioni clandestine di bovini svizzeri che andavano a sostituire quelli deceduti tramite recupero del bolo o del bollo auricolare; le falsificazioni dei documenti; le stalle non registrate; il risanamento parallelo; l’importazione clandestina e l’uso improprio di medicinali a uso veterinario, sono azioni criminali che coinvolgono un alto numero di persone che hanno potuto fare affidamento su una vasta rete di conoscenze istituzionali (l’assessore Lanièce aveva inviato ai NAS una missiva in cui chiedeva di “evitare il ricorso al gamma interferone” e il Presidente Rollandin lamentava, con il Comandante Gruppo dei Carabinieri, il Ten. Col. Guido Di Vita, la propria preoccupazione per il ripetersi dei controlli dei NAS di Torino che vanificavano quelli previsti dalla stessa Regione. ). Nel mondo dei paysans il walzer dei contributi c’è sempre stato: vent’anni fa il businnes si faceva sulle vacche morte di TBC, spesso sane, oggi sul contrario. La compiacenza del potere verso questo habitat pure. C’è spregiudicatezza e capacità delinquenziale in tutto questo e non sarebbe male cercare di capire da cosa ha origine. Troppi contributi facili?

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Io so che tu sai che lui sa!

18 novembre 2009

Ma quale influenza suina! E' la tubercolosi bovina che ha colpito la Valle d'Aosta!

Il verbo d’ordine è: minimizzare! Ridurre il più possibile l’entità dello scandalo che vede come protagonista lo zoccolo duro dell’elettorato Union: il mondo degli allevatori valdostani. I media locali ci stanno. Riportano notizie, ma non si fanno domande. Noi, comuni mortali, invece le domande ce le poniamo. Uno: se dalle intercettazioni viene fuori che Lanièce sapeva, come poteva non esserne informato Rollandin che, anche in virtù del suo ex ruolo di veterinario, quel mondo conosce a memoria? Due: se Lanièce sapeva e non ha informato la magistratura come avrebbe dovuto fare, non dovrebbe dare le dimissioni in attesa che il suo ruolo pubblico venga chiarito positivamente? Il presidente dell’Arev, Gabriele Viérin, è ai domiciliari che intenzioni ha l’Associazione nei suoi confronti? L’Anaborava ha sospeso i due suoi iscritti coinvolti nell’inchiesta, al momento questo è l’unico segno dignitoso che emerge da questo letamaio. Dimenticavo il tardivo intervento del consigliere Pdl, Enrico Tibaldi, che giustamente ha fatto notare in Consiglio come tutta la questione riguardi anche e soprattutto la politica!

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