Posted tagged ‘Alberto Follien’

Favori?

8 maggio 2015

Riceviamo da Alpe e volentieri pubblichiamo.

Tutto risale all’ultima seduta, quella di marzo, con una interrogazione del consigliere Fedi presentata in data 18 marzo, che chiedeva se la cifra promessa dalla Società Telcha per contribuire alla spesa delle luminarie natalizie, indicata a più riprese in 12.000 euro, fosse stata regolarmente versata e in quale data. Il Comune aveva a suo tempo deliberato l’uscita di 72000 euro per gli addobbi di Natale, una grande cifra per una amministrazione che aveva sforato l’anno prima il patto di stabilità. Spesa contestata da ALPE perchè uguale uguale a quella impegnata negli anni di abbondanza. Ora, passata la festa, le promesse di Telcha erano forse state state dimenticate? Il Vicesindaco Follien rispose in maniera solenne che la cifra pattuita era stata regolarmente versata al Comune, guarda caso, proprio il giorno di deposito dell’interrogazione, il 18 marzo. (altro…)

Strage continua

5 novembre 2014
E nel silenzio la strage degli alberi continua.

E nel silenzio la strage degli alberi continua.

Siamo nell’Orto Botanico di Padova, il primo al mondo e oggi Patrimonio dell’Umanità, qui circolano studenti universitari, biologi e numerosi turisti. Guardate questo albero della Pace, la grande cavità, probabilmente prodotta da funghi o da altre patologie, eppure nessuno ha pensato di abbatterlo. Sono centinaia le persone che visitano l’area, quindi se ci fosse un Follien di turno, preoccupato per la salute dei visitatori, l’orto non disporrebbe che di pochi alberi. Sono stolti i responsabili o è stolta una politica eccessivamente ansiosa che cura la malattia con l’eliminazine del soggetto?

La grande bruttezza 7

28 settembre 2014
la pavimentazione del Quartiere Cogne, quanti sono caduti?

La pavimentazione del Quartiere Cogne, quanti sono caduti?

L’assessore Follien è particolamente attento alla salute dei suoi concittadini: taglia gli alberi perché teme che questi possano cadere sulla testa di qualcuno. Grande sensibilità. Però non abbassa mai la testa e non vede che i pericoli più presenti non stanno fra le chione, ma fra i sassi. La pavimentazione del quartiere Cogne è a onde. Spesso le mattonelle escono dal loro alveo e creano simpatici scalini non sempre visibili, cadere è un attimo. Rompersi un piede un attimo dopo. Chiedo a Follien: quante denunce registra il Comune per cadute di questo tipo? E quante altre per rami che cadono sulla testa? Sono certa che le prime sono assai più numerose, quindi il buon senso gli consiglierebbe di investire i soldi là dove avvengono più danni.

Se 55 alberi vi sembran pochi!

2 settembre 2014

Riprendo una parte dell’articolo apparso sulla Stampa il 5 giugno scorso a firma del giornalista Alessandro Mano che illustra quali e quanti alberi verranno abbattuti ad Aosta. Follien dice che se crolla una pianta la responsabilità è penale e su questo non si scherza, allora tagliamoli tutti così stanno tranquilli no? Aggiunge che al posto di un albero ne verranno piantati due, ma non specifica dove. Per avere un albero grande come quello appena abbattuto ci vogliono decenni, lui, a quel punto, non avrà più alcun grattacapo. Che senso di responsabilità vero? La sicurezza di cui parla sembrerebbe più rivolta verso se stesso!

Dalla Stampa : “Nelle prossime settimane saranno abbattuti alcuni cedri negli spazi della scuola del quartiere Dora, in quella dell’Arco d’Augusto e nell’area verde di via Vuillerminaz, al quartiere Cogne. Ai giardini pubblici di viale Conseil des Commis saranno tagliati due abeti rossi, due cedri e due ippocastani. Al cimitero e nel Parco della Rimembranza saranno abbattuti sei cedri della California e due tigli. Saranno otto i tigli a essere tagliati anche in via Giorgio Elter, oltre a un olmo negli spazi della bocciofila del Ccs Cogne. Quattro grossi platani saranno abbattuti tra corso Saint-Martine-de-Corléans e l’area del piazzale Chiarle, di fronte alla caserma Cesare Battisti. In via Jean-François Chamonin saranno tagliati due cedri, tre pioppi saranno abbattuti nel cortile della scuola Emile Lexert al quartiere Cogne. Sei tigli saranno tagliati in corso XXVI febbraio, due olmi nell’area Becco di corso Saint-Martin-de-Corléans, un noce nel cortile dell’asilo di via Vittorio Avondo e un pioppo in quello della scuola Saint-Roch.“.

Siamo al verde!

16 agosto 2014

Gattone Follien fa lo spiritoso. Scrive una lettera alla Stampa, in risposta a un lettore che criticava la scelta dell’abbattimento dei 55 alberi, con un tono che vorrebbe essere ironico in realtà è solo patetico. Anche lui, come il sindaco per la rinuncia alla Dédarpa, è addolorato dalla scelta che riduce il patrimonio verde del capoluogo a qualche arbusto: è la responsabilità che lo obbliga al verdicidio. Gli alberi malati vanno eliminati senza alcun dubbio. L’idea che si possano curare non lo sfiora neppure. Non lo sfiora neppure la domanda sul perché in una molto poco ridende cittadina di montagna ci siano così tanti alberi malati. Già, perché? Possibile che Torino invece conservi i suoi viali alberati senza che qualche malattia li decimi tutti? Dice che Aosta non rischia la desertificazione, che le chiome verdi sono in aumento… ma dove sono? Questo non lo dice. Date un’occhiata al Quartiere Cogne e fate un confronto con le fotografie di qualche lustro fa, non troverete alberi nuovi, quelli sono morti da subito e non sono mai più stati sostituiti. Prima di partire avevo letto un’altra lettera che denunciava il calore insopportabile negli appartamenti del Quartiere, probabilmente dovuto alla impermeabilizzazione del terreno, a quella lettera Gattone Follien non aveva risposto. Modena ha messo a punto un progetto di buone pratiche per rendere la città più fresca tra queste l’alberatura stradale. Ma sono molte le città italiane ed europee che si stanno dotando di strumenti per migliorare la vivibilità in fatto di clima. Aosta invece va al contrario. Ma con ironia!

La Capitale del nulla che non ama gli alberi

9 giugno 2014
Giardini pubblici ad Aosta!

Giardini pubblici ad Aosta!

Aosta non ama gli alberi. Quando può li taglia. Aosta ha paura di avere dei problemi a causa delle robuste fronde. “Se crolla una pianta e fa danni, la responsabilità è penale. Non si scherza!” Così si è espresso dalle pagine della Stampa il vicesindaco, Alberto Follien. Cinquantacinque sono gli alberi che saranno presto abbattuti. Il costo del massacro 23.000 euro. Poco per poter avere sonni tranquilli. Cedri, olmi, ippocastani, tigli, pioppi, platani… tutti alberi ad alto fusto e… apparentemente sani. Una prevenzione quella del Comune di Aosta eccessiva, forse Follien non sa che gli alberi sono esseri viventi che si curano quando sono malati e si curano quando sono sani per evitare che lo diventino. Ci vogliono decenni per avere una bella ombra, ma chissenefrega eh Alberto? Dice che ne ripianterà il doppio, ma non specifica dove. Il viale della Pace è rimasto orfano. Penso a Torino città dai lunghi viali alberati, se Follien fosse assessore li taglierebbe tutti per evitare responsabilità penali? Ma quanto sono coraggiosi i sindaci di tutte le città alberate che difendono gli alberi a loro rischio e pericolo! Proprio a noi è toccato un coniglio? Aosta Capitale dei massacri vegetali!

Aosta, Capitale di che cosa?

7 giugno 2014

Riceviamo dal signor, François Burgay, e volentieri pubblichiamo.

Aosta capitale dell’Ambiente? Aosta si fregia di questo titolo (assegnato da chi poi?), ma cos’ha effettivamente in più di una qualsiasi altra città italiana? Il confronto con Torino può sembrare esagerato (quasi un milione di abitanti contro poco più di trentamila), ma se uno si vanta di essere “Capitale di qualcosa” deve essere migliore degli altri indipendentemente dalle dimensioni. Soprattutto perché nei confronti seguenti le dimensioni non contano… A Torino hanno organizzato con straordinario successo il 17° Festival Internazionale Cinemambiente. Ad Aosta? A Torino hanno un sistema di Bike-Sharing con migliaia di abbonati e in fase di ampliamento. Ad Aosta il Bike-Sharing esiste, peccato sia completamente inutile visto che la bici non viene condivisa, ma viene letteralmente presa in affitto per un’intera giornata. A Torino esiste un sistema di Car e Van Sharing. Ad Aosta? A Torino hanno progettato una mappa di piste ciclabili con annesse infrastrutture dal costo complessivo di 16 milioni di €uro. Ad Aosta? Mi ricordo Alberto Follien nella campagna elettorale contro Carlo Curtaz che nel confronto su Aostaoggi.tv disse: “Mica siamo tutti sportivi come te” a una domanda sull’urgenza di avere delle piste ciclabili. In Piemonte i mezzi pubblici (autobus) vengono sfruttati dal 28% della popolazione. In Valle d’Aosta dal 20% (dati Istat 2012, nel 2013 fortunatamente la forbice si è ridotta). Se ci confrontiamo però con la provincia di Bolzano i dati sono impietosi (47,8%). A Torino esiste un dipartimento universitario di Chimica dell’Ambiente. Ad Aosta? In conclusione: Aosta capitale di cosa?

Si illumina di meno!

7 febbraio 2014
Micio miciooooo...

Micio miciooooo…

Difficile credere che faccia l’assessore. E che lo faccia da svariati anni. E che quindi la gente lo abbia rieletto. Già, perché per Follien, assessore comunale ai Lavori pubblici, nonché vicesindaco di Aosta, la carriera giusta sarebbe stata quella del comico. C’è da piegarsi in due dalle risate a leggere la sua dichiarazione sulle luminarie di Aosta delle ultimi festività natalizie: Pensavo che quest’anno avremmo ricevuto i complimenti anche dall’opposizione per l’organizzazione delle luminarie soprattutto per l’innegabile risparmio ottenuto… le suggestive luminarie augurali di Confcommercio-VdA non sono state pagate dal Comune. Di più, Confcommercio ha pagato le sue e l’Amministrazione comunale ha pagato le luminarie delle vie.”. (aostacronaca.it). Il nostro Leone avrebbe voluto ricevere pacche sulle spalle perché la Confcommercio ha usufruito della possibilità datale dal Comune di usare spazi importanti per farsi pubblicità a gratis! Il vantaggio della collettività sarebbe stato, secondo il brillante rossonero, quello di avere delle reclame di dubbio gusto che davano visibilità a una confederazione sindacale. Il Comune che ci ha guadagnato? Cosa avrebbe risparmiato? Niente, e non solo. La grossolana scritta, che ha volgarizzato ulteriormente quello che resta della Porta Pretoria, ha fatto credere al mondo che tutte le luminarie fossero sponsorizzate dalla Confcommercio!  

Vuoto a perdere

6 settembre 2013

Sulla candidatura a Città europea della Cultura, Paron finalmente risponde! Sulla Stampa esce dal silenzio e dice: “Non corriamo contro nessuno, corriamo per noi tutti“. Ecchevordì? Retorica da piola che non dice niente. Parole vuote che riempiono di vuoto il vuoto progettuale. Le linee guida sono state impostate da un consulente esterno (quanto ci è costato?) e poi sviluppate dal personale interno. Fantastico! Noi aostani e valdostani ne sappiamo qualcosa? Eppure il programma di una città candidata deve “incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, mirare a suscitare il loro interesse, deve avere un carattere duraturo e costituire parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città”. A parte il logo che compare ogni tanto su fb accompagnato dalle frasi surreali dell’ideatore Arnaldo Tranti, il coinvolgimento è stato nullo. Quest’anno la Capitale europea della Cultura è Marsiglia, selezionata grazie al progetto “Atelier de l’Euroméditerranée”, insieme all’altra candidata Kosice. Fra i numerosi eventi conclusisi a Giugno con la Transumanza (una versione alta e di portata internazionale come io avrei voluto 13 anni fa per la nostra Désarpa), si contano quelli riservati all’azione dei cittadini. Diversi ateliers sono stati pensati e allestiti allo scopo, coinvolgendo gli operatori culturali, le associazioni e le scuole. I possibili partner aostani sono quelli ufficiali: Regione, Università, Celva e forse la Chambre. Che rinascita! A Marsiglia sono stati costruiti nuovi importanti edifici come la Villa Méditerranée a firma di Stefano Boeri, il MuCEM di Rudy Riccioti, un altro grande architetto, Frank O. Gehry, ha progettato il Museo della Fotografia. E poi lo studio di Norman Foster che ha riqualificato il Vieux Port e Massimiliano Fuksas che ha ideato il nuovo polo culturale Euromed e ancora il grattacielo concepito da Jean Nouvel. Insomma per Marsiglia un pugno di archistars è stato invitato per far rinascere una città. Aosta avrà i suoi geometri, architetti e ingegneri presto impegnati per riqualificare due importanti piazze che per l’assessore Alberto Follien non sono tali, tanto che per lui saranno sufficienti due panchine con lampioni incorporati e inchiavardati su un pavimento di marmette economiche. Paron, ma che corri a fare? Il Testimonial arriva dallo Stato Vaticano: Joaquin Navarro Valls, ex direttore della sala stampa e Ami de la Vallée d’Aoste. Dopo la “cittadinanza” data dal Comune di Introd al cardinale Bertone possiamo dire che ormai con lo Stato Vaticano siamo culo e camicia.

Ti ricordi Follien 2?

4 settembre 2013
Scavi in piazza Roncas.

Scavi in piazza Roncas.

Negli interventi previsti per la riqualificazione cittadina c’è anche Piazza Roncas, anche per questa area c’è un vecchio progetto: altra pietra e altro orrore. Nell’intenzione di Follien il nuovo progetto deve essere minimale: uno scavo per vedere cosa c’è sotto e poi una pavimentazione e due lampioni, magari ci scappa anche una panchina, naturalmente di uno stile nuovo e differente dagli altri sedici che arredano il capoluogo. Se non ricordo male, anche questa piazza è stata scavata per un bel po’…