Posted tagged ‘Aerostazione’

Che sarà, sarà…

12 dicembre 2011

Leggo sul Sole 24Ore: “Il sistema aeroportuale italiano va razionalizzato diminuendo il numero degli scali, ha detto il ministro Passera. Secondo Passera, «non si può più andare avanti con la filosofia di un aeroporto in ogni provincia senza avere collegata in maniera adeguata tutta la logistica con porti e aeroporti e ferrovie collegate insieme e non in parallelo come accade ora con i risultati negativi che oggi vediamo. Dobbiamo fare in modo di avere aeroporti, anche pochi, ma grandi centri che possano tenere collegata l’Italia al resto del mondo». A cosa ci servirà la nuova mega aerostazione? Non potremo neppure usarla come esempio di architettura contemporanea data l’amputazione di un piano che ne ha modificato il senso strutturale complessivo. Dunque?

 

Mi scappa da ridere!

14 ottobre 2011

Rollandin ci rassicura dalle pagine del Peuple dicendoci che la “nostra” economia è solida. Dalle pagine della Stampa, invece, afferma ai sindaci valdostani che il tempo delle battute è finito e che non ci sarà più molto da ridere. (Noi abbiamo smesso di farlo già tempo fa). Il Presidente, nonostante le vacche magre, non ha rinunciato alle Grandi Opere: la nostra economia è solida! Ma ora smette di ridere: quella dello Stato italiano, da cui dipendiamo, no! Dunque? L’aerostazione va avanti, catafalco ingombrante che non servirà a nessuno (spreco enorme in tempi di crisi!). Il people mover? Il teleriscaldamento? Il nuovo palazzo regionale? Il campus universitario? Tutta la campagna elettorale del sindaco Giordano si era improntata sulla rivoluzione delle Grandi Opere…, vuoi vedere che qualche risata a noi ci scappa ancora?

Volare oh oh… pagare oh oh oh oh!

4 ottobre 2009
Nel mio cuor, nell'anima c'è un prato verde che mai nessuno ha calpestato. Almeno lì.

Nel mio cuor, nell'anima c'è un prato verde che mai nessuno ha calpestato. Almeno lì.

Il nuovo progetto dell’aerostazione, decapitata di un piano, è stato approvato dalla Giunta regionale. Dodicimilioni e quattrocentottantamila euro! Ancora non sappiamo che tipo di aeroporto avremo e quanti saranno gli aerei che voleranno sopra le nostre teste. Tre, cinque, dieci? Non ha importanza, intanto si fanno gli appalti e si comincia a costruire poi si vedrà. Si sperimenta. Una prassi consolidata che, nonostante gli errori enormi che inevitabilmente ne derivano, uno per tutti la fallimentare pedonalizzazione dell’area intorno all’Arco di Augusto, persevera. Si avverte chiaramente una bramosia del costruire, di fare contenti gli impresari-elettori-fedeli, sappiamo bene di chi. Non si va in vacanza perché gli impegni in agenda sono troppi. Troppo cemento da distribuire in questa e in quella vallata: inceneritore, aerostazione, metropolitana, ospedale, condomini…  e poi le seconde case che hanno ripreso a crescere come funghi per rimanere vuote come gusci oltraggiosi. Dov’è andata a finire l’anima di questa terra? Rinchiusa a doppia mandata in uno sgabuzzino sotterraneo in piazza Deffeyes 1.

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