Posted tagged ‘acqua’

Riserva di caccia

24 febbraio 2015

Tutti a parlare di autonomia, tutti in sua difesa: bene sovrano della nostra comunità. Eppure non siamo autonomi affatto. Per prima cosa non lo saremo mai, se non riusciremo a stare in piedi con le nostre gambe. Intendo economicamente in piedi. E su cosa potremmo contare? Principalmente sul turismo e sull’energia. Il primo aspetto non riusciamo a gestirlo nel migliore dei modi: non abbiamo imparato a sfruttare appieno il potenziale che abbiamo, seguendo le linee guida di un turismo moderno e sostenibile. Nel secondo rapiniamo il territorio, costruendo centraline ovunque, anche là dove il paesaggio dovrebbe essere tutelato in quanto risorsa primaria del turismo. Abbiamo l’energia, ma, mi chiedo, dove sono i proventi della vendita della stessa? A cosa servono? Dove e come vengono investiti? La CVA è una partecipata della Regione che gestisce gli affari per conto suo. In quanto partecipata lo può fare e noi rimaniamo legalmente all’oscuro di tutto. Eppure l’acqua ci appartiene e ancora per un bel pezzo, ma sembra che invece sia di proprietà di un gruppo ristretto di persone che, gira e rigira, è sempre lo stesso e usa la Valle d’Aosta come il proprio terreno di caccia. L’autonomia ha arricchito politici e faccendieri  e dato le briciole a tutti gli altri che si sono accontentati di un posto, di un favore, di una casa, di promesse più o meno mantenute… di certo non ha garantito servizi di eccellenza come avremmo potuto avere. E adesso eccoci qui, incapaci di fare turismo e con un bene come l’acqua che ci sfugge da ogni controllo… come possiamo dirci autonomi? La difesa dell’autonomia è la difesa della riserva. La loro.

Domandina facile facile

31 ottobre 2012

Secondo voi tutti i torrenti valdostani che si trasformano in centraline fanno parte della Green Economy?

Dove sono i vantaggi?

24 agosto 2011

Da noi tutto costa più caro comprese l'acqua e l'energia!

Acqua sporca!

24 febbraio 2011

Riceviamo dai signori Roberto Cognetta e Stefano Ferrero e volentieri pubblichiamo.

Il Movimento 5 stelle Valle d’Aosta e L’associazione Libero Pensiero hanno organizzato per Venerdì 25 febbraio, alle ore 21, presso la Maison du Boulodrome – Via Schigliatta, 1 – 11026 Pont-St.-Martin, una serata di presentazione del Movimento e l’illustrazione del dossier:

La banda delle centraline: chi e cosa c’è nello sporco affare dell’energia pulita.

Scopo della serata è presentare alla popolazione ciò che stà accadendo ai nostri torrenti, alla flora, alla fauna e come, per l’avidità di pochi, la politica regionale svende il nostro territorio spesso in contrasto con i comuni e i cittadini direttamente coinvolti. Il dossier farà capire come funziona l’affare dell’energia pulita, perché fa tanto gola alla criminalità organizzata, come si è scoperto in diverse zone d’Italia, quali sono le persone che operano in questo settore in Valle d’Aosta e che intrecci ci sono tra politica e gli affari.

Se vuoi conoscere la realtà della tua Regione non perdere questo appuntamento!

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L’acqua del vicino è più blu!

11 febbraio 2011

Dal comunicato stampa della Provincia di Torino.

Mercoledì 16 febbraio alle 11 nella Sala Marmi di Palazzo Cisterna  (sede della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12), il  Presidente della Provincia, Antonio Saitta, e l’Assessore  all’Agricoltura, Montagna, Tutela della fauna e della Flora, Marco Balagna, consegneranno ai Sindaci di 18 Comuni i “Certificati Blu” che la Provincia di Torino ha assegnato a seguito di un bando pubblicato nel 2010. Per ottenere i “Certificati Blu” e il relativo contributo economico “una tantum” di 10.000 Euro, i Comuni destinatari dei Certificati si sono impegnati a non richiedere (direttamente o in compartecipazione con altri soggetti) autorizzazioni per derivazioni idriche. Fanno eccezione le captazioni per alimentare gli acquedotti. I Certificati Blu sono premi alla qualità ambientale previsti dal programma di governo della Giunta Saitta per il mandato 2009-2014 spiegano il Presidente Saitta e l’Assessore Balagna – Con questa  iniziativa la Provincia intende essere vicina concretamente ai Comuni che maggiormente hanno saputo salvaguardare i corsi d’acqua del loro territorio. La legislazione che sostiene con incentivi le fonti di energia rinnovabili ha fatto sì che negli ultimi anni venissero presentate al nostro Ente numerose richieste di autorizzazione alla derivazione delle acque di fiumi e torrenti per la realizzazione di centraline idroelettriche, anche per potenze assai ridotte. Si tratta di centraline che non sono strategiche per la pianificazione energetica provinciale. L’impatto ambientale che hanno non è compensato dal vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di  CO2″. “Le piccole centraline realizzate o progettate negli ultimi anni sono collocate in prevalenza in montagna, su corsi d’acqua che hanno una portata modesta, in Comuni scarsamente popolati e sempre alle prese con problemi di bilancio. – precisa inoltre l’Assessore Balagna – Tra le priorità della Provincia vi è la tutela dell’ambiente naturale e delle forme di vita che caratterizzano i torrenti e i fiumi. Per questo abbiamo scelto di venire incontro ai piccoli Comuni, per i quali la possibilità di partecipare agli utili derivanti dalle  centraline idroelettriche è significativa in termini di bilancio. Noi offriamo una alternativa a un utilizzo intensivo del loro territorio”.

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Io “centro” eccome!

8 febbraio 2011

Aosta, città nel deserto.

Cara Aosta, quanto sei cara! Il nostro è il carovita più salato d’Italia, l’inflazione ha riportato un +4% rispetto al gennaio del 2010 e sapete quali sono le voci che hanno registrato gli aumenti più significativi? L’acqua, in effetti a noi manca. L’energia elettrica, in effetti a noi manca. La casa, in effetti a noi manca. Viviamo in un posto così arso dal sole e dove l’acqua si trova nelle falde più profonde della crosta terrestre. Viviamo in un posto dove non esistono centrali idroelettriche e siamo costretti a comprare l’energia . Viviamo in un posto dove non ci sono case e la popolazione cresce a un ritmo più elevato che in Egitto. Eppure io l’acqua la vedo ovunque, ma costa più cara che in Sicilia. Le centraline crescono come funghi e produciamo più energia di quella che consumiamo, eppure, per noi consumatori, nessun beneficio economico. Le case divorano incessantemente il territorio, ma non bastano mai, nonostante la crescita della popolazione sia ridicola. Non vi sembra che qualcosa non funzioni? O Aosta si è trasferita altrove?

Sette cantieri

6 gennaio 2011

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

In questo periodo viene sottoposto a VIA un complesso progetto di ampliamento della Centrale idroelettrica di Chavonne (Comune di Villeneuve) che dovrebbe aumentare la produzione di energia dagli attuali 140GWh annui ai 371GWh previsti a opere ultimate.

Questo specifico progetto ci preoccupa più di altri. Si articola in 7 cantieri: Crétaz (costruzione di una diga), Plan Pessey, Poignon e La Nouva in Val di Cogne; Pont du Loup e Fenille in Valsavarenche e infine il cantiere della nuova centrale di Chavonne. A questi vanno aggiunti il cantiere di costruzione della nuova condotta forzata e lo scavo delle gallerie per convogliare le acque dalle due vallate al nuovo pozzo piezometrico di Poignon. Il 52% di queste opere ricade nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Come ambientalisti riteniamo che si stia creando in Italia, come dimostra anche il recente smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio, un clima si svilimento del sistema delle aree protette. Se le opere in progetto per Chavonne saranno approvate, verrà fatto un ulteriore passo in questa direzione. I rigidi regolamenti in materia di costruzioni ai quali i residenti nei Parchi devono sottostare hanno suscitato nel tempo varie resistenze, ma non c’è dubbio – e oggi molti residenti se ne rendono conto – che hanno conservato un territorio che attira visitatori anche dall’estero e consente un turismo di qualità. Ora, invece qualcuno si è messo a considerare le risorse presenti nel Parco come fonti sfruttabili di arricchimento e a progettare un’opera che modificherà pesantemente (come lo stesso Studio di Impatto Ambientale in alcuni passaggi ammette) l’aspetto di due vallate. Chavonne ha bisogno di essere ristrutturata? Benissimo, ma senza alterare lo stato di parziale wilderness (il più possibile vicino a quello di natura) che dovrebbe caratterizzare un’area protetta e senza compromettere il turismo con enormi cantieri e stravolgimenti dovuti alla necessità di smaltire le grandi quantità di smarino che scavi del genere comportano.

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