Archive for the ‘Rifiuti’ category

Interessi di chi?

29 novembre 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

C’è un rappresentante della Regione nella VALECO, la società partecipata che gestisce la discarica e che concorse a suo tempo all’associazione di impresa nella gara d’appalto per il pirogassificatore con l’esito che sappiamo.

Nelle scorse settimane l’associazione di impresa fa ricorso contro la Regione e chiede oltre 20 milioni di danni.
Valeco fa parte dell’associazione di impresa.
La Regione fa parte di Valeco.
La Regione, attraverso la sua partecipata, fa quindi ricorso contro se stessa?

L’Assessore regionale all’ambiente Luca Bianchi dichiara in Consiglio di non essere stato preventivamente avvisato della decisione di Valeco. Gli crediamo.
Ma allora? PUO’ UN’AZIENDA PRENDERE UNA DECISIONE SENZA CHE UNO DEI SOCI PIU’ IMPORTANTI NE SAPPIA NULLA?

Noi che siamo fuori da questi giochi di ruolo non siamo in grado di capire.
E allora, non capendo, lo chiediamo: QUAL E’ IL RUOLO DEL RAPPRESENTANTE DELLA REGIONE presso la partecipata Valeco? DI CHI CURA GLI INTERESSI?

Bravi!

18 novembre 2014
Il Comitato Rifiuti Zero in Consiglio regionale.

Il Comitato Rifiuti Zero in Consiglio regionale.

L’immaginazione non è mai andata al potere, anzi sembra che ultimamente anche dalla parte opposta scarseggi assai, per questo ringrazio il Comitato Rifiuti Zero, per questa efficace sortita a sostegno di una corretta gestione dei rifiuti.

La Capitale del nulla che non ama gli alberi

9 giugno 2014
Giardini pubblici ad Aosta!

Giardini pubblici ad Aosta!

Aosta non ama gli alberi. Quando può li taglia. Aosta ha paura di avere dei problemi a causa delle robuste fronde. “Se crolla una pianta e fa danni, la responsabilità è penale. Non si scherza!” Così si è espresso dalle pagine della Stampa il vicesindaco, Alberto Follien. Cinquantacinque sono gli alberi che saranno presto abbattuti. Il costo del massacro 23.000 euro. Poco per poter avere sonni tranquilli. Cedri, olmi, ippocastani, tigli, pioppi, platani… tutti alberi ad alto fusto e… apparentemente sani. Una prevenzione quella del Comune di Aosta eccessiva, forse Follien non sa che gli alberi sono esseri viventi che si curano quando sono malati e si curano quando sono sani per evitare che lo diventino. Ci vogliono decenni per avere una bella ombra, ma chissenefrega eh Alberto? Dice che ne ripianterà il doppio, ma non specifica dove. Il viale della Pace è rimasto orfano. Penso a Torino città dai lunghi viali alberati, se Follien fosse assessore li taglierebbe tutti per evitare responsabilità penali? Ma quanto sono coraggiosi i sindaci di tutte le città alberate che difendono gli alberi a loro rischio e pericolo! Proprio a noi è toccato un coniglio? Aosta Capitale dei massacri vegetali!

Aosta Capitale del Degrado!

24 maggio 2014
La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempres tato difettoso. lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida aostana. Evviva Aosta capitale dell'Ambiente!

La siepe di bosso è morta a causa di un impianto di irrigazione sempre stato difettoso come tutta la piazza Narbonne. Lascia in eredità decine di lattine e bottiglie testimoni della movida giovane aostana. Evviva Aosta Capitale dell’Ambiente!

Capitale della Cultura prima e poi Capitale dell’Ambiente. Riempirsi la bocca di parole altisonanti è sport tradizionale dei nostri amministratori. Che siano solo parole lo si evince dando uno sguardo alla realtà che vuole una città prevalentemente stupida e brutta. Voi direte che esagero, vi rispondo di no. Viaggio e ho l’abitudine di fare i confronti fra quello che vedo e quello che vivo e, mi dispiace, ma da questi viene fuori che io vivo là dove si perde, cioè qui. E non è una questione di soldi, ce li abbiamo avuti e più di altre realtà, ce li abbiamo ancora, è questione di cultura e noi la esprimiamo a un livello molto molto basso. La consapevolezza di vivere rasoterra aiuta a migliorarsi, vi chiedo di incominciare ad allenarvi a guardarvi intorno.

Riflessioni sulla Fiera

30 gennaio 2014

Riceviamo dalla signora Federica Rinaldi e volentieri pubblichiamo.

La Fiera di Sant’ Orso è qui e tonnellate e tonnellate di rifiuti indifferenziati, composti in prevalenza di rifiuti differenziabili (plastica, vetro, organico) stanno per essere prodotti nei prossimi 30 e 31 gennaio. Come cittadina vorrei fare appello a tutte le Proloco, a tutti gli operatori commerciali e a tutti i cittadini valdostani affinché questi 2 giorni possano essere, oltre che una bellissima festa della tradizione valdostana, anche un cambio di marcia delle abitudini e consuetudini in tema di riciclo e buoni comportamenti. Così come durante l’estate per sagre e veillà, mi piacerebbe che anche la Fiera di Sant’Orso potesse fare un salto di qualità ed essere rivista in funzione del produrre meno rifiuti indifferenziati per limitare i danni ambientali. In quest’ottica, confidando nel senso civico di tutti noi, mi auspico che tutti gli operatori coinvolti nella grande organizzazione della centenaria Foire de Saint Ours, possano contribuire con maggiore sforzo organizzativo rispetto al passato, ad attuare il primo passo verso il cambiamento. I rifiuti differenziabili costituiscono risorsa economica e gettarli via è un grande  spreco di denaro, senza contare che la nostra discarica si sta riempiendo velocemente a causa dell’immobilismo del Governo regionale che non ha ancora attuato soluzioni alternative all’incenerimento. Voglio dunque fare appello al senso civico di ogni valdostano, con la consapevolezza che il cambiamento parte da ciascuno di noi.

A pensar male…

23 dicembre 2013

Riceviamo dalla signora Federica Rinaldi e volentieri pubblichiamo.

Essere bravi nella raccolta differenziata in Valle d’Aosta non premia. Non solo il cittadino che differenzia paga salassate di Tares al pari di chi non lo fa, ma le stesse amministrazioni comunali che si impegnano, applicando magari il porta a porta e portando a casa risultati eccellenti in termini di qualità di raccolta differenziata, alla fine sono quelle più penalizzate! Il ritorno economico del riciclo viene ripartito tra i Sub-ato e quindi ai Comuni in maniera indistinta, senza valutare la qualità prodotta. Mi spiego meglio. I Consorzi del Conai (Consorzio Produttori Imballaggi) comprano la nostra raccolta differenziata e la pagano anche bene, a patto, però, che sia di buona qualità. Non deve essere mista a frazioni estranee e deve contenere solo imballaggi. La plastica, per esempio, viene pagata fino a 276 euro a tonnellata a patto che le impurità presenti non superino il 4% altrimenti il prezzo scende fino a ZERO se le impurità presenti sono maggiori del 15%. Orbene, nel sistema tutto chez Nous della gestione dei rifiuti, lo sforzo di chi, con la raccolta ‘porta a porta’, ottiene dei buoni risultati in termini di qualità, viene vanificato dalla ridistribuzione degli introiti provenienti dai Consorzi, ripartiti tra i Comuni in base alle sole tonnellate raccolte e non alla qualità. Per non parlare poi dei passaggi che questi introiti fanno: Valeco (gestore della discarica) che fa da intermediario, Regione in qualità di ATO (ambito territoriale ottimale), le Comunità Montane in qualità di Sub-Ato, ed infine i Comuni. Succede poi che Comunità Montane che effettuano un sistema di raccolta misto (porta a porta più raccolta stradale), vedano annullati gli sforzi, anche economici, della raccolta porta a porta perchè la qualità è “sporcata” dalla differenziata stradale. La conseguenza di questa gestione folle? I costi dei rifiuti salgono, la Tares deve coprire il 100% dei costi, anche quelli amministrativi, quindi più passaggi più costi. Il cittadino si lamenta, non si vede premiato per gli sforzi fatti, è disincentivato e, se non fosse per il senso civico e ambientale butterebbe tutto insieme!

Cari amministratori. Un anno è passato. Nulla è stato fatto, il malcontento è aumentato, le persone sono disincentivate e la discarica si riempie velocemente. La nostra gestione dei rifiuti non è solo contro ogni logica di buon senso, ma anche al di fuori delle direttive comunitarie e delle leggi in materia. Viene allora da pensare male… e, a pensar male, dice una famosa frase, si fa peccato ma spesso ci si indovina….

Jolis coins 3

26 novembre 2013

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… e ne abbiamo ancora!