Archive for the ‘Resistenza’ category

La giusta distanza

26 aprile 2014

Nel suo discorso per l’anniversario del 25 Aprile, la presidente del Consiglio regionale, Emily Rini, ha preso del distanze dalle affermazioni del suo compagno di partito ed ex assessore alla Cultura e Istruzione, Joel Farcoz. Disse la Rini: “Gli eventi legati alla Resistenza influenzarono quindi la storia dell’immediato dopo-guerra. A partire dal 1945, una nuova fase cominciava. La rinascita non fu soltanto ricostruzione fisica di case, villaggi e strade, ma da qui nacquero le nuove istituzioni democratiche, quali il Consiglio Valle che mi onoro di rappresentare, così come vi fu un’opera di recupero della nostra cultura, delle nostre lingue, del nostro particolarismo che vent’anni di dittatura avevano tentato invano di annientare. È bene quindi prendere le distanze in maniera inequivocabile, e lo faccio oggi qui in maniera puntuale, da certe affermazioni fatte nei giorni scorsi che tentano di attualizzare politicamente la Resistenza paragonandola ad eventi dei giorni nostri, banalizzando così la storia terribile vissuta da un popolo, dal nostro popolo! “. Non ho ancora letto nulla al riguardo da qualche vip di Alpe e di UVP, eppure la dichiarazione fatta da Farcoz è stata di un certo peso politico e implica i nostri rapporti con lo Stato, devo quindi dedurre che questi partiti la condividono?

25 Aprile 2014

25 aprile 2014

Oggi è il 25 Aprile, data che ricorda la Liberazione dalla tirannide fascista. Pochi giorni fa un ex assessore unionista alla Cultura la ricordò associando quella tirannia a quella odierna messa in atto dallo Stato. Paragone assurdo. Lo Stato di oggi, seppur migliorabile, è nato democratico. La segreteria del PD VdA ha redatto un comunicato in cui disapprova la dichiarazione di Joel Farcoz. I loro alleati nella Renaissance ancora no e, credo, non lo faranno mai. Non lo farà di certo l’UVP che la pensa esattamente allo stesso modo. Così scrive Caveri ex unionista, dal sito del suo partito: “Se lo Stato diventasse sempre più un elefante nella cristalleria, penso che ci sarà da aspettarsi di tutto anche in Italia e noi dovremo far capire che ci siamo… Scozia e Catalogna non sono sulla Luna e una battaglia politica e giuridica, basata su una forte spinta ideale, non è un’assurdità.“. (Dimentica il Caveri che l’elefante ci ha nutrito fino a oggi e ancora lo farà, in parte, fino al 2017, se non sbaglio.). Non lo farà Alpe per evitare incazzature al suo interno che su questo tema vede più sensibili gli ex Renouveau, cioè ex unionisti, rispetto ai Verdi. Non lo faranno i grillo-talpa che considerano lo Stato amico solo nel caso ci fosse un Grillo a comandarlo. Dunque, culturalmente, una buona fetta di minoranza si trova sulla stessa lunghezza d’onda della maggioranza. Il punto è nodale. Sconfessa tutta la retorica che l’opposizione ha messo in atto. Come si può, infatti, cambiare un vecchio sistema, se culturalmente gli si è profondamente affini?

Giù le mani dalla 194!

7 gennaio 2014

Patuasia solidarizza con l’Associazione “Dora Donne Valle d’Aosta” che ha espresso, insieme a numerose altre associazioni femminili in Italia, il proprio disappunto nei riguardi della veglia di preghiera per le vittime degli aborti voluta e organizzata dall’associazione “No 194“. La 194 è la legge approvata nel 1978 che sancisce la possibilità di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza nei primi mesi di gestazione. Una legge sempre osteggiata dalla comunità cattolica come se tutti al mondo vi facessero parte. Non è così. E non siamo più nel medioevo, pertanto, come dice giustamente Viviana Rosi nell’intervista pubblicata dalla Gazzetta matin ” … è ora che queste persone se ne facciano una ragione!”. Abolire la legge non significa difendere la vita come sostiene con l’arroganza tipica dell’integralismo cattolico, la referente per la Valle d’Aosta della “No 194“, Ombretta Rainero, significa solo ritornare all’esercizio clandestino dell’aborto e alla speculazione dei privati, magari gli stessi che oggi si dicono obiettori di coscienza e non svolgono il loro dovere nelle strutture pubbliche dove la 194 è legge.

Primo Premio del Blog…

29 luglio 2013

Riceviamo dal signor Mario Badino e volentieri pubblichiamo.

Ho deciso, senza prendermi troppo sul serio, di esprimere – come blog (mariobadino.noblogs.org) – un ringraziamento alla “collega” Patuasia e ai suoi autori per le ragioni elencate di seguito. Questo ringraziamento si traduce nell’assegnazione del «Primo Premio del Blog – il mio – per la Cittadinanza attiva in Valle d’Aosta». http://mariobadino.noblogs.org/post/2013/07/29/primo-premio-cittadinanza-attiva-valle-d-aosta/

Per i molti sforzi effettuati al fine di portare a conoscenza dell’opinione pubblica valdostana indagini e sentenze della magistratura circa l’infiltrazione della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta.

Per l’invito espresso alla cittadinanza a non mischiarsi con i fatti – al di là delle parole – a chi è stato condannato per favoreggiamento della ‘ndrangheta, evitando di partecipare alla festa dei santi Giorgio e Giacomo, organizzata, tra gli altri, proprio dall’imprenditore Giuseppe Tropiano.

Per il tentativo di convincere la Sovrintendenza ai beni culturali a ripristinare l’area delle Porte Praetorie così com’era prima dell’intervento di “valorizzazione”, anche attraverso l’apposita petizione online, che invito a firmare.

Per l’iniziativa della «Settimana della sub-cultura», che ha mostrato alcuni degli scempi architettonici presenti ad Aosta, città candidata al titolo di «Capitale europea della cultura».

Per il raffronto istituito negli ultimi giorni con altre città italiane ed europee, al fine di mostrare che Aosta potrebbe essere migliore, se solo si volesse privilegiare la comunità invece degli interessi di alcuni.

Per tutte queste ragioni ho deciso di assegnare a Patuasia e ai suoi autori il 1° Premio del Blog per la Cittadinanza attiva in Valle d’Aosta, da me appena istituito.

Il premio consiste in un semplice riconoscimento dell’attività condotta. Può essere accettato o rifiutato pubblicamente, o anche passato sotto silenzio, senz’alcun timore di offendermi. Vuole essere una specie di ringraziamento personale per un’attività che giudico utile e positiva per tutti.

Che titolo ho io per assegnare premi? Ovviamente nessuno, ma trovo che questa non sia una ragione per astenermi.

Un passo avanti

11 dicembre 2012

Perché spingo affinché Valle virtuosa possa evolvere in lista? Perché per la prima volta dopo tantissimi anni  si è costituita una forza culturale e politica forte e libera dai soliti legacci di partito. Nata come comitato e poi come associazione VV ora deve fare un passo avanti, se non vuole disperdere il patrimonio umano che è maturato intorno al discorso dello smaltimento dei rifiuti.  I cittadini che sono cresciuti politicamente, nel senso della partecipazione attiva, meritano, e secondo me hanno anche l’obbligo morale, di continuare nel percorso avviato, perché solo loro possono dare una svolta significativa alla politica.  Anche i grillini hanno un ruolo importante in questo, ma una lista civica potrebbe recuperare quei voti più moderati che altrimenti andrebbero persi. Molti sono infatti coloro che pur nauseati dalla politica tradizionale, non trovano nel M5s  una risposta adeguata al loro malessere. Una buona rappresentanza di queste due liste in Consiglio farebbe la differenza che in tanti ci aspettiamo. Una scossa salutare al teatrino ormai mummificato. Palcoscenico per uno spettacolo che non ci piace più. Lo slogan referendario: “Non bruciamo il nostro futuro” è più che mai attuale. Non bruciamo le energie createsi, perché il futuro è ancora lontano. E’ chiaro che i politici che hanno la tessera di VV non potranno fare parte della lista che sarà aperta solo ai cittadini non militanti. La natura di VV, come dice il segretario di Alpe Chantal Certan, subirà per forza un cambiamento, ma in meglio. Al suo interno nessun professionista del consenso, ma semplici cittadini fortemente motivati a imprimere nuove linee di condotta alla politica. Nuove regole, nuove capacità, nuovi volti. Il cambiamento concreto non potrà che essere questo.

Comitato del SI’

8 agosto 2012

Giovedì 9 agosto alle ore 17, il Comitato del Sì si presenterà in maniera ufficiale, sotto i portici di Palazzo regionale, ai media e ai simpatizzanti.

Voglio lo Stato!

16 marzo 2012

Che ci va a fare Rollandin a Roma per l’Unità d’Italia? Da un po’ di tempo in qua e cioè da quando il Governo ci ha tolto una seppur minima parte del bottino, l’Union valdotaine ha ripreso la vecchia solfa dell’autonomia in pericolo. (In fondo non ha tutti i torti visto che la nostra conquistata autonomia si regge sui soldi dello Stato!). Sul Peuple si ripete, di settimana in settimana, lo stesso articolo che ha come soggetto il dialogo difficile con il Governo centrale che impedisce la “lunga marcia verso un’autonomia più solida”. Già, perché il desiderio, neppure tanto intimo, degli unionisti è quello di creare uno staterello all’interno della Penisola in cui poter fare e disfare a piacimento senza nessun tipo di controllo. Perché, cari signori, è proprio questo il concetto di autonomia che i politici rossoneri hanno in testa! Scordate Chanoux e tutto il resto: tutta demagogia per i polli. Nella squadra di affari mafiosi, ben consolidatasi in Valle, non c’è altro interesse, oltre agli affari è ovvio, che non sia il controllo sull’elettorato. Purtroppo vige ancora la democrazia e non la discendenza divina, così la casta bicolor è costretta a fare i conti con i cittadini una volta ogni cinque anni: un vero e proprio stress! Perché mai vorrebbe che il contratto degli insegnanti da statale passi a regionale? Secondo voi è più libero nel pensiero un docente che dipende dal ministro romano o dall’assessore regionale? Fortuna che le risorse infiaccano e infiaccheranno nei prossimi anni. Masochismo? Neanche per sogno, direi piuttosto sano realismo: se i soldi servono per comperare le libertà, per finanziare progetti inutili, ingrassando la Sacra Grolla Unita composta dalla casta politica e dagli impresari calabresi, meglio non averli quei soldi, tanto non verrebbero destinati per le scuole, per i trasporti e per i servizi in genere, in caso contrario sarebbero già stati spesi e non ci troveremmo oggi con istituti scolastici privi di palestre, di laboratori, di aule di informatica attrezzate; con treni fatiscenti, sanità polverosa e lentissima, aria inquinata… . Profondamente contraria al loro concetto di autonomia auspico un controllo centralizzato per le questioni legate al servizio pubblico e spero che gli insegnanti valdostani non si lascino incantare dalle sirene di un possibile aumento e conservino il loro contratto nazionale. E la loro libertà.