Archive for the ‘Mafia di montagna’ category

Domande a raffica

30 novembre 2014

Al Congresso dell’Union il presidente Ennio Pastoret ha messo sul piatto l’indipendentismo. Cosa voglia dire in concreto nessuno lo sa. Indipendenti da chi? Da chi ci ha mantenuto fino a ieri? E che ci mantiene ancor oggi? Indipendenti per consegnarci totalmente nelle mani di questi incapaci? Di chi non ha saputo amministrare per il bene collettivo le tonnellate di soldi che Roma ladrona ci ha riversato in quasi quarant’anni? Indipendenti noi che non abbiamo saputo produrre esempi di eccellenza adeguati ai nostri copiosi mezzi economici? Noi che siamo rimasti degli accattoni e dei parassiti? Posso capire la Catalogna fiera della sua storia e prospera nell’economia, ma noi? Noi preferiamo rivestire il nostro passato con vestiti dozzinali di basso costo, fieri di esibire rituali finti quanto vuoti, perché noi non siamo, non dico un popolo, ma neppure una collettività con una identità chiara e spendibile. Noi siamo quattro gatti e per giunta stupidi. E inutili, in quanto non abbiamo imparato ad amare ciò che possediamo. Abbiamo prodotto bruttezza e sprecato risorse. Guardatevi intorno e ditemi cosa è bello. Neppure più il centro storico emana un briciolo di fascino. Disordinato, sporco, puzzolente. (Di notte forse, quando il cielo diventa di un blu oltremare intenso e la piazza Chanoux nel buio si trasforma in un quadro metafisico di De Chirico. E la puzza di olio di palma fritto si stempera nell’aria). Noi abbiamo imparato a chiedere i contributi. A fare la coda il martedì dagli assessori. Siamo diventati bravi questuanti qui e a Roma. Di altro non abbiamo imparato niente. Abbiamo gestito l’autonomia come un feudo mafioso che ha arricchito una casta di politici e affini e accontentato il popolino con i buoni benzina e lo Charaban, ma c’era Roma che sborsava: oggi come ce la paghiamo l’indipendenza? Con la creatività imprenditoriale che da sempre ci caratterizza?

E lo scandalo continua…

14 novembre 2014

Attività di macellazione clandestina, uccisione e maltrattamento di animali: questi i reati scoperti a Nus, il 10 novembre scorso, dal Corpo forestale della Valle d’Aosta e dai veterinari  dell’Azienda USL regionale, a seguito di indagini condotte nell’ambito di specifici controlli finalizzati alla repressione di illeciti in materia di produzioni agroalimentari, Polizia Veterinaria e maltrattamento di animali.

All’interno di un’azienda zootecnica in comune di Nus veniva eseguita un’attività di macellazione clandestina senza alcun rispetto delle norme poste a tutela del benessere animale, in totale assenza dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti dalla legge e in mancanza delle necessarie autorizzazioni.

Gli esemplari macellati rinvenuti sono stati posti sotto sequestro e i presunti responsabili degli illeciti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Aosta.

Valle d’Aosta ladrona e sprecona!

9 novembre 2014

Sempre a proposito su chi ha gestito male i nostri soldi: gli amministratori locali o Roma? Grazie al M5s per questo servizio che difficilmente sarebbe apparso sul Tg3.

Palloni gonfiati!

6 novembre 2014
Tale e quale e costato 14.000 euro.

Tale e quale e costato 14.000 euro. Copiare costa caro e fortuna che c’è la crisi!

Dopo il leone dell’UVP copiato da quello di Archeos che era copiato da quello di Singapore (ve lo ricordate? Cercate l’articolo di Patuasia: Singapore. Il copione è un noto grafico aostano), abbiamo un’altra chicca che riguarda il mondo della grafica locale. Questa volta la scoperta l’ha fatta lui, Zentabaga, e me ne compiaccio molto: quattro, sei, otto occhi sono meglio di due. Non male come procedimento creativo: si compra un’immagine ad alta risoluzione su uno dei tanti siti che si trovano su internet, il costo si aggira intorno ai dieci/quindici euro, la si rivende con una variante, in questo caso la 3bite ci ha aggiunto le sue palle (colorate e piene di aria) e il gioco è fatto. La giuria composta da emeriti esperti del mondo della comunicazione non si è accorta di nulla e poi, se qualcuno l’avesse fatto avrebbe avuto l’ardire di puntare l’indice contro gli amici dei potenti? Non avrebbe potuto. Niente di illegale, tutto nella norma e la norma è l’assenza di idee.

Il futuro che non c’è

5 novembre 2014

E’ ufficiale: le vacche grasse sono dimagrite al punto tale che non potremo più mungerle come prima. Lo dice l’Union tramite il suo sito internet: “A questo punto, diventa anche inutile appellarsi alla crisi e bisognerà prendere rapidamente e lucidamente atto che ci si trova di fronte a una definitiva, radicale e irreversibile modificazione del sistema economico e sociale al quale eravamo abituati”. Grazie ce ne eravamo accorti. La cosa che fa girare le palle è che, come sempre, la causa di questo declino di ricchezza debba essere imputato allo Stato. Un capro espiatorio che somma in sé tutta la responsabilità della politica regionale, vera causa del disastro economico valdostano. “Queste progressive riduzioni non sono però frutto di una cattiva gestione della Regione, bensì delle continue trasfusioni finanziarie che la Valle d’Aosta, così come le altre realtà regionali, è stata costretta a fare a favore dello Stato”. Roma cattiva e ladrona sempre, Valle d’Aosta esempio di virtù e saggezza amministrativa. La stragrande maggioranza del bilancio è sempre stata usata, anche in tempi di vacche grasse, per coprire le spese correnti, solo una minima parte veniva destinata agli investimenti e questo a causa di una visione miope e clientelare della politica. Acquisti inutili, assunzioni non necessarie, sprechi spaventosi… ci hanno accompagnati lungo questi trent’anni di lusso. Si è sempre pensato a consolidare il potere più che allo sviluppo economico; al controllo capillare più che alla libertà imprenditiva e adesso, parassiti quali siamo sempre stati, ce la prendiamo con chi ci ha abbondantemente foraggiati, reo di non poterlo più fare. Beh, se è questa l’analisi facilona, irresponsabile, idiota che i nostri politici unionisti sanno fare: è colpa dello Stato, c’è da disperare per il futuro.

Politica?

31 ottobre 2014

Si sta risolvendo la crisi che ha attraversato la politica valdostana: a Dino Viérin la poltrona di Finaosta!

Mafia di casa mia!

22 ottobre 2014

Inquietanti sono le minacce che l’avvocato, Gianpaolo Zancan, ha fatto emergere durante l’arringa difensiva in favore del suo cliente, Riccardo Orusa. Intimidazioni pesanti, ricevute dal direttore dell’Istituto zooprofilattico da parte di alcuni allevatori valdostani (il mitico mondo pastorale des nos-atre!). Si direbbe il classico metodo mafioso: se fai qualcosa che ci può danneggiare, in questo caso la richiesta d’impiego del gamma test interferone per rilevare la presenza della TBC, noi te la faremo pagare. Ipotesi credibile basta associarla agli incendi di fienili, alla tradizionale legnata dentro al sacco (ha un nome preciso, ma al momento mi sfugge potreste ricordamelo?) e ad altri fatterelli che provano, anzi consolidano, la teoria di una mafia autoctona e autonoma.