Archive for the ‘Libertà’ category

La sua e la nostra battaglia

13 novembre 2012

Un “originale” tipo di benvenuto nella casetta del dottor Sudano.

Sono state fatte delle battute sul dottor Sudano circa la sua passione per Hitler, passione che peraltro lui non nasconde, infatti sulla facciata della sua casetta nel bosco campeggia questa scritta: Main Campf. Veramente si scrive Mein Kampf, ma lasciamo perdere gli errori (magari voluti per alleggerire, una specie di patois che depista in mio campo?), badiamo al contenuto. Alle battute conviene sostituire il pensiero. Chiunque sa che la scritta è il titolo del programma politico di Hitler scritto in carcere dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Bene, il nostro laureato in oncologia che è uno dei principali testimonial della campagna a favore del pirogassificatore, espone senza imbarazzo questo simbolo teorico del nazismo sulla sua abitazione. Bisogna constatare che, a differenza di altri, è un uomo coerente: ama le ciminiere sulle quali vorrebbe accomodarsi per respirarne i fumi e, da bravo simpatizzante di un regime totalitario, invita (probabilmente amerebbe altri metodi) alla sua battaglia: l’astensione. Lui non è pericoloso, più che altro è una caricatura, pericolosi sono coloro che lo usano e si vantano di essere dei democratici. Mi appello quindi a tutti i valdostani incerti se recarsi al voto: chi vi invita a disertare le urne usa simpatizzanti del nazismo, è questo che voleva Chanoux? Non andare a votare dà ragione a chi mette Mein Kampf sulla porta di casa e offre la possibilità agli altri di esercitare il potere in modo antidemocratico. Non mi stupirei, se la scritta che decora il palazzo regionale venisse presto sostituita da qualche altra più coerente con il regime a cui siamo sottomessi. Per favore non permettetelo, la nostra battaglia è diversa e rispetta tutte le opinioni. Grazie.

Autonomia e democrazia in pericolo!

6 settembre 2012

Quando scrivo che è l’Union, con i suoi illustri interpreti, la vera nemica dell’autonomia, non voglio fare della provocazione, ma informare su un dato di fatto. Da pochi giorni l’ennesima prova che la mia tesi è esatta. La Valle d’Aosta ha voluto il referendum propositivo e lo ha ottenuto grazie alla sua autonomia legislativa, bene ora il nostro presidente di Giunta, Augusto Rollandin, scrive al Governo centrale affinché intervenga politicamente per evitare che questo referendum abbia corso. “… se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.”. Questa in corsivo è l’ultima parte della lettera che Rollandin, insieme alla Zublena, ha inviato al ministro Clini. La riporto e la riporterò ancora, perché è di una gravità enorme. Cos’è un referendum? E’ il momento più alto di democrazia in quanto è il popolo sovrano a esercitare una scelta. Rollandin non vuole impedire solo che si costruisca un pirogassificatore, peggio! Vuole impedire che la volontà popolare si esprima! Infatti l’esito del referendum non è detto che sia favorevole al Comitato del SI’. Per impedire questa libertà che, mi ripeto, è l’espressione della nostra autonomia, l’imperatore non si fa scrupolo di chiedere aiuto a quell’odiato Stato che a suo dire la minaccia! Eppure quello stesso Stato non ha ostacolato il referendum sul nucleare che si è regolarmente svolto e che ha rispettato il verdetto risultato contrario a quello della maggioranza politica di allora. Allora, c’è ancora qualcuno che nutre dei dubbi su chi mette a repentaglio la nostra autonomia e conseguente libertà?

Figura di palta!

15 Maggio 2012

Il sindaco di Charvensod, Ennio Subet, aveva querelato il consigliere comunale Alpe, Gianpaolo Fedi, per diffamazione riguardo alla vicenda della strada del Comboé. L’iter giudiziario si è finalmente concluso: il giudice ha archiviato la querela nonostante il sindaco abbia fatto resistenza alla richiesta del Pubblico Ministero che andava in tal senso. Sono significative le parole del Giudice: “l’articolo non travalica i limiti dell’esercizio del diritto di cronaca e di critica”. Inoltre “il richiamo a “smascherare”, ossia di rendere noti gli interessi anche privatistici sottesi alla realizzazione di un’opera pubblica, ritenuta dall’articolista inutile e dannosa, rientra nel diritto-dovere di fare informazione”. Nella querela, il Sindaco lamentava anche il fatto che Fedi avesse fatto riferimento a lui quale “vero promotore” della strada di Comboè, sostenendo che la responsabilità era da addossare a tutta la Giunta comunale: Il Pubblico Ministero gli scrive in risposta: “Il Sindaco di un Comune, oltre a essere il principale responsabile dell’indirizzo politico dell’Ente, è anche il soggetto a cui deve far riferimento la responsabilità politica in ordine alla realizzazione di opere pubbliche. Qualificare il Sindaco come promotore della costruzione di una strada non appare in alcun modo notizia falsa e, a ben vedere, neppure astrattamente diffamatoria. In caso contrario si sottrarrebbe l’operato degli organi pubblici a qualsiasi giudizio da parte degli organi di stampa [….] Pretendere di ridurre l’esercizio del diritto della libertà di stampa ad una asettica elencazione di fatti o, addirittura, ad una acritica approvazione delle scelte operate dagli organi pubblici, contrasta con il principio di democrazia sostanziale consacrato da molteplici disposizioni dalla Carta Costituzionale”. EVVIVA!

La libertà in casa Union!

17 febbraio 2012

Favola buffa

13 dicembre 2011

Gentile signor Livio Viano,

rispondo alla sua lettera su questo spazio, seppur sia indirizzata a Patrizia Nuvolari, in quanto è di Patuasia che si parla. Lei, dopo tre anni si dice diffamato da un post, firmato Superzenta (01/03/2009), pubblicato su questo blog. Ho riletto l’articolo incriminato e francamente non ho rilevato nulla di illegale. Anche lei mi ricorda che “…sei giustamente libera di far conoscere il tuo pensiero a tutti e con tutti i mezzi possibili, ci mancherebbe.” Però a questa promessa di libertà aggiunge “Non voglio entrare nel merito del tuo blog e del tuo pensiero, ma credo fortemente che tu non sia stata obiettiva nel buttare giù a ruota libera quanto hai scritto e in particolare ritengo offensive per me e per chi mi sta vicino molte delle tue parole. Penso che tu non abbia mai visto nulla di quanto ho fatto in questi trent’anni e che il tuo istintivo giudizio sia dettato solo esclusivamente da un’antipatia epidermica nei miei confronti. Detto questo, ho deciso di sporgere querela per quanto hai messo in rete, ritenendolo diffamatorio e offensivo.” . Dunque signor Viano sono libera o no di pubblicare un parere sul suo lavoro? Dalla minaccia di querela parrebbe di no. Eppure, in quel vecchio post scritto in rima e quindi tutt’altro che a ruota libera, non si fa cenno alla sua vita privata, ma alla sua professione di attore.  Al contrario di quello che lei pensa ho visto alcuni dei suoi lavori e ho conosciuto il suo modo di recitare e, se ben ricorda, ho anche tentato di collaborare con lei in un progetto scolastico quando insegnavo a Morgex. (Uso il verbo “tentare” perché, dopo i primi due incontri del progetto né io né i miei studenti, che su quello si erano applicati,  abbiamo mai saputo nulla.). Epidermica antipatia nei suoi confronti? Ma lei non è niente per me, dunque perché mai? Quel post fu scritto millenovantacinque giorni fa, in occasione della presentazione di un suo libro autobiografico: Patuasia ha solo accennato, con l’ironia che la contraddistingue, alla sua carriera peraltro facilmente rintracciabile negli archivi dei giornali. Non negherà il suo desiderio passato di dirigere un teatro valdostano e che lasciò la Valle ingrata, sbattendo, come si dice, la porta? In cosa consisterebbe dunque la mia presunta diffamazione? Patuasia la considera un attore mediocre e lo ha scritto in risposta al suo celebrato autoincensamento e lei, trentasei mesi dopo mi scrive che si sente offeso, non si sente, invece, un po’ ridicolo? Lei, dopo centocinquantasei settimane dal mio personalissimo punto di vista ( sono responsabile di tutti i post di Patuasia), mi minaccia di querela per averla offesa, ma se è così allergico alle critiche cambi mestiere: per sua sfortuna si può ancora esprimere un giudizio, anche in Valle d’Aosta. “Ho dato mandato ad un avvocato di sporgere denuncia, ma non avendo mai fatto nulla di ciò, voglio ancora chiederti prima di far partire le carte da bollo di togliere gentilmente questo tuo blog“. Forse voleva dire post, perché togliere il blog è richiesta eccessiva non le pare? La cosa non mi costa nulla, il post è vecchio e come lei ben sa le notizie invecchiano con i minuti, figuriamoci negli anni. Tolgo il post, signor Viano.  In cambio mi permetta una domanda: a cosa le serve un dossier di 650 pagine di recensioni, se è sufficiente una critica per rovinarle l’umore per così tanto tempo?

Liberi di sapere!

30 novembre 2011

L’informazione in Valle d’Aosta è sostenuta dalla Regione. Per i primi sei mesi dell’anno in corso, abbiamo versato  trecentottantacinquemila euro! Qualche esempio: il settimanale “La Vallée notizie” riceve come contributo alle spese quasi settantamila  euro, segue la “Gazzetta Matin” con trentottomila euro. Al “Il Corsivo” che ha meno tirature, un aiutino di soli diciottomila euro, poco più poco meno. Queste cifre garantiscono ai cittadini un’informazione libera dai condizionamenti politici.

Proviamo a contarci

16 novembre 2011

Riceviamo dal signor Bob Sinisi e volentieri pubblichiamo.

Tiro il fiato, e parto con il fiume di parole che mi scorre ormai da giorni nella testolina. Ho un sogno, neanche troppo difficile da realizzare, per la verità.

Immagino una manifestazione di tutti gli individui liberi e indignati che popolano questa isola infelice. Contro la gestione scellerata della crisi, e i politici condannati in via definitiva che decidono dei nostri destini, dopo aver messo al sicuro i loro. Contro l’arroganza del potere, la deriva culturale, ben amministrata dall’intellighenzia locale (con il cash di Mamma Regione). Per fermare la lenta agonia di una città sporca, cementificata e inquinata.

E, soprattutto, a favore della libertà di espressione. L’ho già scritto, ma qui da noi, chi si mette di traverso ha finito di vivere in pace. “Qui si fa come dico io” vi ricorda qualcosa?

Per questo penso a una manifestazione dal carattere fortemente simbolico: pacifica, innanzitutto, e poi  silenziosa, i cui partecipanti indossino un bavaglio. Un bel bavaglio davanti alla bocca. Ovvio, non ci si può presentare davanti al Palazzo in dieci, i cortigiani si sbellicherebbero dalle risate, e la casa reale si fregherebbe le mani. Questa nota è un grido d’allarme, ma anche un termometro. Insomma, dalle eventuali adesioni verificherò il grado di indignazione e di insoddisfazione delle persone a cui sono legato, grazie anche a Facebook. Poi si deciderà che fare.

Questo scritto sarà visibile a tutti, i servi premurosi tra qualche minuto saranno al telefono con i loro padroni e io, comunque vada, ho chiuso. Sapete benissimo dove lavoro. Ma, credetemi, non mi sono mai sentito così vivo e orgoglioso da anni a questa parte. Proviamo a contarci.

Botta…

20 giugno 2011

Così scrissi un mese fa…

Egregio signor, Massimo Boccarella, presidente dell’Ordine dei Giornalisti in VdA,

dopo l’ennesima verifica di oggi, 9 maggio 2011 (situazione invariata al 176) ho potuto constatare ancora una volta l’oscuramento del mio blog, Patuasia, dagli uffici della Regione. La scelta potrebbe essere plausibile, se l’accesso fosse inibito all’intera navigazione non prettamente necessaria alle finalità lavorative degli impiegati, ma dalla mia ricerca risulta che altri blog e siti come quelli di Luciano Caveri, Alberto Zucchi, Eddy Ottoz, Gaetano Lo Presti, Legambiente, Beppe Grillo ecc…, che parimenti al mio potrebbero cagionare distrazione dai doveri lavorativi, sono invece accessibili al personale. Le motivazioni addotte dal Presidente della Giunta, Augusto Rollandin, che sostengono la tesi della produttività messa a rischio dalla rete, vengono così a cadere. Si tratta, secondo me, di un caso di discriminazione vera e propria nei confronti di un blog considerato “fastidioso”. Questa distinzione che probabilmente nasce da considerazioni altre, è da ritenersi un atto grave nei confronti della libertà di espressione e di informazione. Pur non essendo Patuasia una testata giornalistica, la sottoscritta è regolarmente iscritta all’albo nazionale dei giornalisti-pubblicisti, pertanto Le chiederei, in considerazione del ruolo che svolge, di prendere a cuore la vicenda in virtù di quel principio di libertà che connota la nostra società democratica. Principio che va difeso sempre e di cui la Sezione dei giornalisti valdostani si è sempre fatta garante.

Dacci un taglio!

5 giugno 2011

La lama della Libertà la trovi su: http://it.paperblog.com/users/patuasia/

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Se fossi…

5 giugno 2011

A un’interpellanza presentata dal gruppo consiliare di Alpe, circa l’oscuramento di Patuasia, l’assessore comunale alla cultura Andrea Paron così ha risposto: “Molti siti sono oscurati non in base al loro nome, ma alla “categoria”. Lo scopo è di eliminare siti che nulla hanno a che vedere con il lavoro dei dipendenti.”. Proprio non ce la fanno a fare anche i coperchi! Secondo questa affermazione, il sito di Caveri sarebbe necessario per lo svolgimento delle mansioni impiegatizie, così come quelli di tutti i politici-blogger. La verità è sotto agli occhi di tutti ed è quella semplice di un regime che mal sopporta tutto ciò che invita alla riflessione e a far funzionare il cervello. Il blog di Caveri, secondo Paron, non è evidentemente all’altezza, pertanto non preoccupa. Se fossi Caveri mi offenderei!

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