Archive for the ‘Intervista’ category

Intervista a Super Pippo!

20 settembre 2014
Certo che voglio rifare il Sindaco!

Certo che voglio rifare il Sindaco!

Intervista patuasiana al Sindaco di Aosta, Bruno Giordano. (liberamente ispirata all’intervista pubblicata su Stampa.it).

Sindaco, la gente ha paura per i vari reati commessi, lei che fa per proteggere i cittadini?

Che dormano sonni tranquilli, ci sono io: Super Pippo! Grazie alle telecamere che adesso funzionano, abbiamo acciuffato dopo anni e anni di dure ricerche i responsabili dei graffiti sui muri! Due ragazzini manco capaci a scrivere. Abbiamo sistemato il fuoco degli obiettivi e zac! li abbiamo individuati! Questi sono fatti! Tra poco la città sarà un set da Grande fratello con ben 101 nuove telecamere che poi installeremo anche nelle case e grazie al canone che faremo pagare per vedere le trasmissioni in diretta, gli aostani potranno farsi l’analisi delle urine e, se ci inseriamo la pubblicità, pure quelle del sangue! E’ tutto collegato!

Cosa non le piace la mattina presto?

La prima cosa che non mi piace è la mia faccia! Poi c’è l’Arco d’ Augusto. Lo stimo molto come stimo la Cogne, ma non è abbastanza turistico. Quel grigio, ad esempio, è triste. Io darei una bella mano di colore, ne parlerebbero i giornali e i turisti accorrerebbero a frotte per vedere il primo monumento romano al mondo colorato di… rosa, un omaggio a tutte le donne che non guasta mai. E’ tutto collegato! (altro…)

Cinque domande a Fulvio Centoz

10 aprile 2014

Non si dice, perché così vuole la prassi, ma il PD risulta essere diviso su due fronti: Donzel da un lato e lei dall’altro. Un talebano contro un possibilista. E’ così?
Credo che sia una visione un po’ schematica e riduttiva di una normale dialettica all’interno di un partito. Per quel che mi concerne ho una formazione riformista ma credo anche di avere sufficiente percezione di ciò che avviene attorno a me per sapermi far valere in alcune situazioni che richiedono prese di posizione forti e decise. Ciò non toglie che la politica sia la forma più alta di partecipazione civile e il dialogo ne sia il presupposto fondamentale. Certo che il dialogo e la mediazione presuppongono volontà di confrontarsi e necessità di riconoscersi reciprocamente, non come nemici ma come avversari.
In ogni caso nei partiti è normale che possano convivere posizioni differenti che debbono in alcuni casi trovare delle mediazioni e in altri confrontarsi anche duramente per arrivare ad una posizione chiara e netta. L’importante è mantenere la discussione su di un piano politico e non personale: solo così si cresce e ci si arricchisce reciprocamente.
Lei, per le europee aveva proposto un candidato Pd aperto al consenso di chi lo avesse ritenuto idoneo; si può dire che fosse un’anticipazione di quelle larghe intese che oggi l’UV e la SA offrono al PD e all’Alpe per uscire dalla crisi di Giunta?
Le elezioni europee sono state per me il primo banco di prova come segretario del PD della Valle d’Aosta. Inizialmente la coalizione autonomista e progressista ha perseguito l’intenzione di fare una lista apparentata al PD nazionale, espressione della minoranza linguistica della Valle. Quando ho preso in mano direttamente le trattative, ho potuto appurare che sia all’interno del PD sia all’interno della coalizione c’erano persone che avrebbero visto di buon occhio la possibilità di individuare un candidato rappresentativo della nostra regione che, forte dell’appoggio di un’ampia coalizione, avrebbe potuto aspirare a raggiungere quelle 50 mila preferenze necessarie per ottenere un eurodeputato. Io ero sicuramente tra coloro che ritenevano indispensabile partire dall’Alleanza autonomista, democratica e progressista e allargare il fronte necessario a raggiungere questo importante risultato.
Ben presto, però, è stato chiaro che questo percorso, vista anche la contrapposizione creatasi nel frattempo in Consiglio Regionale, non sarebbe stato facilmente perseguibile. E’ quindi sorta all’interno del mio Partito l’esigenza di valorizzare maggiormente la posizione del PD con il rovesciamento della prospettiva: il 20 marzo nella direzione del Partito ho proposto di votare un documento, che in quella sede è stato molto contestato ma il cui valore oggi mi sembra sotto gli occhi di tutti. Ecco il testo completo:
Ribadita la validità dell’alleanza autonomista democratica e progressista attualmente composta da UVP, ALPE e PD che rappresenta la vera alternativa all’attuale maggioranza regionale; Considerata l’importanza dell’appuntamento elettorale per i nuovi equilibri che potrebbero venire a formarsi nel parlamento europeo con la possibilità concreta di chiudere questo ciclo di politiche economiche rigoriste per aprire un nuovo ciclo di sviluppo e crescita anche dei diritti civili; Considerate le ripercussioni che il voto potrebbe avere sul governo nazionale di cui il PD è il partito perno poiché esprime la figura del Presidente del Consiglio, la Direzione regionale del Partito Democratico della Valle d’Aosta ritiene naturale esprimere un candidato rappresentativo della Valle d’Aosta e dell’Alleanza nella lista nazionale del PD all’interno della circoscrizione del Nord-Ovest e dà mandato al Segretario regionale e alla Commissione Politica di individuare il candidato, in accordo con l’Alleanza, da sottoporre al voto della prossima Direzione regionale.
Di fatto, tale posizione è quella che alla fine è risultata vincente, e che oggi ci permette di avere un candidato valdostano nella lista nazionale, anche se è vero che ci siamo arrivati in ritardo e con polemiche spesso inutili. Per me e per il PD è però un risultato importante: per la prima volta nella storia della Valle d’Aosta dei partiti autonomisti hanno deciso di inserire un candidato in una lista di un partito nazionale e faranno campagna elettorale per portare la gente a votare direttamente il Partito Democratico, senza dimenticare che altri movimenti autonomisti neppure si sono presentati per le elezioni.

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Striscia striscia…

16 marzo 2014
Con Jimmy Ghione di Striscia la notizia.

Con Jimmy Ghione di Striscia la notizia.

Striscia striscia che forse in Valle ci arrivi! Per chi lo avesse perso ih ih ih!

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?19456

4 domande a Stefano Ferrero

15 gennaio 2014

Stefano Ferrero del M5s, lei è stato querelato dall’avvocato Andrea Giunti per un suo intervento in aula dove lo aveva etichettato come un pregiudicato. Questa querela cosa le comporta in quanto consigliere regionale?

L’avviso di garanzia che mi è arrivato il 19 dicembre prevede l’apertura di un procedimento pensale per il reato di diffamazione. Sarà il Magistrato inquirente che valuterà e deciderà se dar corso ad un procedimento penale oppure proporre l’archiviazione. Ovviamente attendo sereno anche se inizialmente ero amareggiato dall’esito delle valutazioni della Procura della Repubblica.

Essendo stata una dichiarazione fatta in aula lei non dovrebbe essere garantito in quanto consigliere?

Così recita l’art. 24 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta : “i consiglieri non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.Già questo avrebbe dovuto sconsigliare un’azione di querela il cui esito leggendo questo articolo sarebbe scontato in quanto prevederebbe la non perseguibilità del consigliere. Ma prima ancora di questa forma di tutela del consigliere io mi chiedo: commetto realmente un reato dicendo che a mio avviso un avvocato che ha ottenuto molti incarichi dalla Regione e anche dalle Società regionali partecipate è stato condannato quando questo era già stato scritto dai giornali? Non è una valutazione politica dire, come ho detto, che la prima querela che mi aveva fatto il Giunti in relazione al rapporto fiduciario degli incarichi con la Regione (ha ottenuto decine di migliaia di euro di incarichi a partire dal 2000) è un atto inopportuno, sconveniente e pone degli interrogativi?

 Lei ha definito l’avvocato Andrea Giunti un pregiudicato, ci vuole ricordare il perché?

L’avvocato Andrea Giunti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “mazzette” corrisposte da imprenditori per i lavori post alluvione del 2000 (il mio pensiero non può non andare alle recenti vicende giudiziarie sulle mazzette dei lavori post terremoto a L’Aquila) tra l’altro a un dirigente regionale per il reato di favoreggiamento in riciclaggio di denaro. Anche questa condanna avrebbe dovuto far riflettere l’Amministrazione regionale sul fatto di dargli nuovi incarichi fiduciari…

Come interpreta questa querela?

L’avviso di garanzia era un atto dovuto da parte del Magistrato, ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ogni provvedimento che va a limitare la possibilità di critica, non di calunniare intendiamoci, è una sconfitta per la democrazia, per la Valle d’Aosta e per un valore che viene sempre enunciato nelle occasioni ufficiali ma poi è strumentalizzato troppo spesso. Non so perchè l’avv. Giunti abbia inviato questa seconda querela anche se ho un’idea ben precisa, ma è solo una mia suggestione. E dato che non c’è il due senza il tre vorrei evitare di perdere tempo con queste questioni e cercare di lottare per abbattere questo sistema che si regge anche su sistemi di intimidazione di massa e su di un’atmosfera in cui blogger, libere associazioni, cittadini impegnati in politica vengono indagati velocemente mentre i procedimenti penali importanti giacciono troppo tempo in un Palazzo di giustizia sempre in maggiore difficoltà ad affrontare il degrado politico mafioso della nostra Regione.

 

Intervista a Fulvio Centoz

10 dicembre 2013

Ha vinto Renzi sia in Italia sia in Valle d’Aosta… cosa distingue la tua visione politica da quella dell’attuale segretario Donzel?

Siamo entrambi membri dello stesso partito e quindi credo che siano più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono. Ciò detto, se hanno ancora senso alcune categorie politiche del secolo scorso, credo che il segretario abbia una visione politica più socialdemocratica, mentre io ho una sensibilità più liberaldemocratica, anche se questi concetti sono superati e non sempre così chiari. Come Renzi, sono cresciuto politicamente dopo la caduta del muro di Berlino e gli ispiratori politici sono stati Blair e, soprattutto Clinton. Non credo che si debbano replicate tout court le loro politiche progressiste, ma le loro intuizioni che cercavano di tenere insieme mercato e welfare credo debbano in una certa misura essere riprese. Clinton in particolare ha sempre messo al centro dei suoi discorsi la classe media e il suo progressivo impoverimento: esattamente ciò che succede oggi in Italia dove assistiamo ad un aumento delle difficoltà economiche della c.d. middle class con la necessita di intervenire per ridistribuire la ricchezza prodotta. Io credo che, soprattutto in Valle d’Aosta, si debba uscire da un sistema di “socialismo reale” per costruire una vera economia di mercato, unica via per costruire un nuovo modello di sviluppo valdostano.

Di Cuperlo si è parlato pochissimo in queste Primarie, i voti che ha raccolto in Valle sono quelli della vecchia Gauche oppure la corrente filo-unionista ha supportato Renzi per potersi ricollocare all’interno del partito?

Direi che basta vedere chi è stato eletto delegato all’assemblea nazionale per Cuperlo per capire da chi è stato sostenuto. Io non vengo dalla tradizione PCI, PDS, DS e mi piacerebbe fare politica in un grande partito di centrosinistra che si misura alla pari con i partiti autonomisti, perché il PD ha una dimensione europea e continentale che loro faticano ad avere. Ed infatti, i partiti autonomisti hanno bisogno di noi per incidere sulle politiche nazionali e internazionali. Non ho particolari timori reverenziali.

Con la vittoria di Renzi pensi che il rapporto che si è instaurato con la Sinistra VdA possa incrinarsi?

Ribalterei la prospettiva: credo che sia la sinistra valdostana a dover essere orgogliosa di collaborare con l’unico grande partito che oggi è in grado di portare in piazza 3 milioni di persone per scegliere il proprio leader e la propria linea politica. Non possiamo continuare a dividerci e continuare a perdere.

Che ne pensi della nuova segreteria che ha un’età media di 35 anni?

Credo che sia una novità importante che andrebbe presa ad esempio anche da noi. Aggiungo che andrebbero coinvolti anche gli amministratori locali per dare concretezza ed esperienza alla gestione di un moderno partito: perché la politica si fa con passione giovanile e concretezza dettata da esperienza vera, non nelle manifestazioni ma nelle amministrazioni, anche dei comuni.

Che prospettive per il PD valdostano?

Dobbiamo ricostruire un partito che si è sfilacciato ed ha perso molti pezzi per strada. Dobbiamo crescere andando a prenderci i voti nel grande bacino autonomista perché 30 consiglieri autonomisti di 4 partiti diversi su 35 sono troppi. E io credo che un grande partito federalista ed europeista come il PD possa competere per il governo di una piccola regione a statuto speciale come la nostra. Le europee saranno un importante banco di prova, così come le elezioni comunali del 2015 dove l’obiettivo non può che essere quello di riconquistare il Comune di Aosta. Quelle 3571 persone che hanno votato alle primarie sono un’ottima base di partenza.