Archive for the ‘Energia’ category

Sospiro di sollievo!

27 giugno 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta accoglie con un sospiro di sollievo la notizia della rinuncia, da parte della CVA, alla realizzazione del progetto di ristrutturazione dell’impianto idroelettrico di Chavonne. L’opera prevedeva: la realizzazione di una diga a Cogne, in Fraz. Crétaz; una seconda opera di presa in Valsavarenche; lo scavo di 20 km di gallerie sotto le montagne, per convogliare le acque captate dalle due valli alla nuova centrale; e infine, la realizzazione di due enormi depositi per stoccare il materiale di risulta degli scavi, a Plan Pessey, villaggio situato a pochi chilometri da Cogne, e nei pressi della vetta del Mont Poignon, in comune di Aymavilles. Qui un avvallamento naturale sottostante la cima della montagna sarebbe stato totalmente riempito, e sopra di esso sarebbe sorta una collima di 17 metri. Il comune di Villenueve avrebbe poi dovuto sopportare gran parte della viabilità dei cantieri, con l’allargamento della strada che conduce al Mont Poignon, la costruzione in quota delle piazzale per il montaggio della fresa e la circolazione continua dei mezzi. CVA aveva stimato in 7 anni il tempo necessario alla realizzazione dell’opera. Tutto questo avrebbe portato ad uno scempio ambientale senza precedenti. Il Parco avrebbe perso il significato stesso di area protetta e l’economia turistica, che dal Parco trae benessere, avrebbe subito un danno forse irreversibile, creando inoltre un precedente preoccupante: la realizzazione dell’opera avrebbe infatti significato che di fronte alla produzione di energia ogni altro settore economico è sacrificabile.

Decidere di non decidere

14 giugno 2013

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

La Conferenza dei Servizi, convocata per martedì 11 giugno, per decidere in merito alla concessione di Autorizzazione Unica alla The Power Company per la costruzione e l’esercizio di centrale idroelettrica in località Cortlys di Gressoney-La-Trinité, ha deciso di non prendere alcuna decisione in merito. Sentito il parere della Giunta comunale del Comune interessato, il Responsabile del procedimento Mario Sorsoloni, in accordo con gli altri Servizi regionali presenti, ha ritenuto di non assumere un parere definitivo, ma di rinviare alla Giunta regionale la decisione a proposito della concessione dell’Autorizzazione Unica. Decisione che verrà, verosimilmente, presa il 28 giugno prossimo da una Giunta ormai scaduta. Al di là dell’esito pilatesco della Conferenza, Legambiente della Valle d’Aosta non condivide la valutazione espressa dai Servizi secondo cui la centrale non può non essere autorizzata e realizzata in quanto la legge la definisce di pubblica utilità. In realtà le norme tanto nazionali quanto regionali prevedono delle fattispecie precise che rendono possibile non autorizzare le centrali, se incompatibili con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale. Il Codice del Paesaggio, il Piano Territoriale Paesistico e la legge regionale sugli ambiti inedificabili costituirebbero, se correttamente applicate, un reticolo di tutela assai efficace. Purtroppo l’orientamento dell’Amministrazione Regionale, in questi ultimi anni, è stato ed è quello di concedere continue deroghe ai vincoli dettati da queste norme, rendendole di fatto inefficaci. La Giunta Regionale uscente ha, inoltre, la grave responsabilità di non aver individuato, con propria determinazione, i siti non idonei alla realizzazione di centrali, così come richiesto dalla normativa nazionale.

Un passo avanti

7 luglio 2012

Grazie alle migliaia di adesioni alla campagna avviata dal 2009 su tutto il territorio nazionale, il 5 luglio a Nola e il 6 a Torino, si terranno le prime udienze relative alla vertenza che vede convenuti l’ENEL Servizio Elettrico, il GSE, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e la Cassa Conguaglio Settore Elettrico per la restituzione delle somme indebitamente corrisposte dagli utenti del servizio elettrico attraverso la componente A3 della bolletta.
Presenti Enza Autolitano, Vicepresidente dell’Associazione“Diritto al Futuro”, Gianfranco Drogo, Segretario dell’associazione, e l’avv. Matteo del Giudice tra i componenti del collegio di avvocati che patrocinano la causa.
Come già affermato dal Presidente Rossano Ercolini “abbiamo mantenuto l’impegno assunto con i tanti cittadini che ci hanno creduto e sostenuto, e non a caso siamo anche a Torino a testimoniarlo. Torino e Acerra rappresentano in maniera molto significativa due realtà nelle quali, contrariamente a quante voluto dal Legislatore Europeo, l’incenerimento dei rifiuti viene illegittimamente incentivato alla stregua di una fonte di produzione di energia rinnovabile, pur non rappresentando la combustione dei rifiuti una fonte di energia rinnovabile. Dopo innumerevoli momenti di iniziativa e di raccolta di adesioni in tante piazze d’Italia, siamo arrivati davanti al Giudice, a Nola e di Torino, con due distinte vertenze, perché sia smascherato l’imbroglio, tutto italiano, di favorire le lobbies “inceneritoriste”. Essere qui ad annunciarlo è già un successo, non era affatto scontato” – afferma Gianfranco Drogo “testimonia il coraggio dei cittadini che non si arrendono, la possibilità che persone comuni si rivolgano alla giustizia civile per riavere quanto ingiustamente pagato, che negli anni ha raggiunto la cifra di oltre 50 miliardi di Euro e destinato a crescere di circa 5 miliardi l’anno e che chiama in giudizio, a rendere conto di quello che si è fatto per anni in violazione delle normative europee, giganti economici e autorità statali  A prendere la parola è stato poi l’avv. Matteo del Giudice che ha illustrato i contenuti della vertenza. “A promuovere il giudizio sono oltre trenta ad Acerra e ventotto a Torino (gruppo selezionato come campione di una comunità di consumatori molto più ampia), titolari di un contratto con Enel, Servizio Elettrico S.p.A., che rivendicano il diritto alla restituzione delle somme già indebitamente corrisposte per il passato e quello a non corrispondere più alcunché per il futuro relativamente a una quota della componente tariffaria A3 perché in contrasto con il diritto comunitario.”
“Sosteniamo che il Giudice debba disapplicare la normativa nazionale che prevede forme di incentivazione che violano Il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e la direttiva 2001/77/CE e dichiarare nulle, invalide e comunque inefficaci le clausole del contratto stipulato con Enel Servizio Elettrico S.p.A. nelle parti in cui sono state e vengono addebitate agli attori dette somme mediante la componente A3 della bolletta. L’esito lo conosceremo fra qualche anno. Intanto essere riusciti nell’impresa di proporre una domanda in sede civile credo che sia già un risultato importante che ci incoraggia a proseguire nell’impegno” conclude l’Avv. Matteo del Giudice.

La beffa (4° puntata)

24 giugno 2012

La centralina a tutti costi (a cura del Movimento 5 stelle VdA)

Da quanto riporteremo in seguito appare del tutto evidente come la volontà politica, comunale e regionale, sia di autorizzare la realizzazione della centralina a tutti i costi andando, come avviene puntualmente, a ledere  anche gli interessi dei cittadini che si trovano loro malgrado coinvolti in vicende a loro estranee. Un decreto di asservimento (leggi esproprio) il 99 del 2008 riguarda un’area di proprietà di un privato cittadino che si vede sospesa la concessione edilizia, già ottenuta, per l’edificazione di alcuni garage, in seguito alla presentazione della pratica di posa delle condotte forzate della centralina. La realizzazione della condotta nei pressi dei box comporta una serie di spese supplementari a carico del proprietario che era già autorizzato quantificati nel 50 % dell’intero manufatto ma poco importa. Il malcapitato è costretto a sostenere le maggiori spese e a rallentare di molto l’esecuzione dei lavori in relazione alla presenza della condotta forzata senza ottenere alcun indennizzo. La S.E.V.A. si muove con una disinvoltura sconcertante per quanto riguarda le opere di ripristino dei terreni circostanti. I vari proprietari hanno più volte sollecitato la risistemazione dei terreni come era stato stabilito dagli accordi sottoscritti ma, come è possibile vedere dalle fotografie fatte sul posto nel mese di maggio 2012, in alcuni punti sono presenti buche, massi e fossati e il ripristino non è stato portato a termine e l’area intorno alla centrale è stata ridotta ad un piazzale in terra battuta. Inquietante è poi la presenza di un grande masso, tagliato dalla S.E.V.A. nella parte inferiore per far passare le tubazioni della condotta che risulta privo di appoggio in quel punto e, come peraltro segnalato ripetutamente alle autorità competenti, rischia di scivolare a valle proprio in corrispondenza dei garages di nuova edificazione. Il pendio attraversato dalle condotte della centralina è poi il medesimo interessato recentemente dalla caduta dei massi che hanno distrutto due automezzi di una impresa edile che stava effettuando opere di consolidamento e movimentazione. E’ molto significativo osservare poi le fotografie e le riprese video effettuate l’8 maggio 2012 a monte e a valle dell’uscita della condotta forzata della centralina in questione. Tenuto conto infatti che il mese di maggio dovrebbe essere il periodo in cui  la portata del torrente è maggiore, si nota come prima della condotta la quantità di acqua che scorre nell’alveo sia paragonabile a quella di un ruscello e che il volume rilasciato dalla condotta forzata sia elevatissimo  e faccia riprendere la fisionomia normale del torrente solo dopo l’uscita. E’ lecito domandarsi se venga rispettato il deflusso minimo vitale delle acque, con un alveo quasi   prosciugato oppure non sia arbitrariamente turbinata una quantità di acqua superiore a quella prevista. Ciò tenuto conto anche delle testimonianze degli abitanti della zona che hanno rilevato come questa situazione sia la norma e non l’eccezione. Tanto più che con deliberazione regionale 658/2011 è stata effettivamente aumentata la portata delle acque utilizzabili dalla S.E.V.A. s.r.l. (si passa dalla potenza nominale media di 1982 kW a quella di 2990 KW)con una procedura semplificata che non ha previsto la normale valutazione di impatto ambientale rimanendo però invariata la percentuale di energia elettrica erogata in base alla convenzione a favore del Comune di Courmayeur. Era il caso di autorizzare e di valutare positivamente l’impatto ambientale di un’opera che ai piedi della montagna più alta d’Europa ha deturpato il paesaggio e ha ridotto la Dora ad un ruscelletto?

La beffa (3° puntata)

23 giugno 2012

La società S.E.V.A. s.r.l. chi c’è dietro e chi c’è dentro ( a cura del Movimento 5 stelle VdA)

Tuttavia nello stesso provvedimento la Ditta S.E.V.A. s.r.l. di Gressan, che aveva richiesto il parere per la realizzazione, viene invitata a ripresentare il progetto. Proprietari della S.E.V.A. s.r.l. sono una società fiduciaria la EOS Servizi fiduciari s.r.l., Invernizzi Giovanni e  De Benedetti Pietro. Amministratore unico il genovese De Benedetti Stefano. Come già verificatosi nel primo dossier per il caso della  EAUX Valdotaines s.r.l., attiva sempre nell’area della Valdigne, anche qui è presente una società fiduciaria  la EOS s.r.l. appunto. Ma è quando si risale al proprietario unico della EOS che si rileva come questo sia niente di meno che la Banca Italo Svizzera S.A. con sede a Lugano  il cui Amministratore è Merati Foscarini Marco. E’ da rilevare non senza stupore anche la coincidenza della presenza nella S.E.V.A.  di Luca Mochet, assunto, prima dell’inizio dei lavori nel cantiere della centrale, come figura tecnico/ direttiva, figlio dell’allora vice sindaco di Courmayeur Ennio Mochet che aveva sottoscritto la convenzione  con la stessa S.E.V.A. s.r.l..

La beffa (2° puntata)

23 giugno 2012

L’inizio contrastato del progetto (a cura del Movimento 5 stelle VdA)

Con la deliberazione della Giunta regionale n. 3456 del 23/09/2002 viene rilasciato parere negativo relativamente alla valutazione dell’impatto ambientale dell’opera. E’ bene ricordare come la centralina sia situata nella zona ai piedi del Monte Bianco, all’ingresso della Val Veny, in un ambito di indiscusso pregio ambientale. Le motivazioni indicate nel provvedimento a sostegno del parere negativo alla realizzazione dell’opera sono molto interessanti:”si ritengono troppo importanti i muri d’ala inseriti a sbarramento in alveo, il prospetto dell’opera di presa (tav. 4) e il muro lungo strada…il vallo paramassi indicato sulle tavole di progetto ha ottenuto un’autorizzazione temporanea; lo stesso dovrà essere eliminato alla chiusura dei cantieri dell’autostrada e del traforo”, questo quanto affermato del Servizio Beni Paesaggistici.

La Direzione del Corpo Forestale rincara la dose: “Gran parte del tracciato della condotta forzata attraversa zone classificate ad elevato e medio rischio di frana e di inondazione ed a medio e debole rischio di valanga. Inoltre, il pendìo a monte del primo tratto dell’opera è stato interessato da un fenomeno di collasso di una porzione di versante…vengono attraversati dal tracciato della condotta alcuni impluvi e solchi di erosione…il tracciato proposto attraversa un settore del Mont Chétif recentemente interessato dalla caduta di grossi blocchi rocciosi…”ecc. Il parere del  Comitato Tecnico per l’Ambiente  evidenzia come “ la quasi totalità del tracciato dell’opera in progetto, ricade in zona ad alto rischio (F1) ai sensi dell’art. 35 della LR 11/98”.

E’ solo il caso di aggiungere come fosse stato espresso parere negativo, per quanto attiene agli aspetti geomorfologici e geodinamici, dal Servizio Cartografia e Assetto Idrogeologico dell’Assessorato del Territorio, Ambiente ed Opere Pubbliche. A ben valutare le obiezioni contenute nel provvedimento si può comprendere come buona parte   di esse sia legata alle caratteristiche particolari dei luoghi e che, conseguentemente, non potrebbero essere state modificate. Un’opera che si  presenta del tutto carente e contraddittoria sotto l’aspetto progettuale. A questo proposito non pare superfluo sottolineare come il Comitato di VIA  è stato consapevolmente nel corso degli anni svuotato di tutta una serie di componenti scientifiche e tecniche riducendolo, oggi, solo più, salvo rarissime eccezioni, ad una ristretta cerchia di dirigenti fedelissimi alla causa che scrivono pareri fumosi e per nulla circostanziati. Tutto ciò è avvenuto a colpi di leggi “semplificatrici” che hanno ridotto lo strumento di tutela ad un contenitore praticamente vuoto che autorizza disinvoltamente di tutto, basta avere gli agganci giusti e la deroga si trova sempre.

Con la deliberazione di Giunta 487/2004 il parere infatti diventa positivo. Rimandiamo alla lettura delle premesse del provvedimento la valutazione delle motivazioni che hanno fatto cambiare idea all’amministrazione.

La beffa (1° puntata)

23 giugno 2012

Ecco il documento presentato dal Movimento 5 stelle VdA sulla società S.E.V.A. Considerato il grande interesse del testo ho pensato di pubblicarlo per intero dividendolo in puntate.

La convenzione beffa

La vicenda della centralina idroelettrica sulla Dora Baltea in loc. Dolonne di Courmayeur, con le opere di presa in loc. Entrèves, ha il suo esordio ufficiale nel 2001 quando il Comune di Courmayeur nella persona dell’allora vice-sindaco, Ennio Mochet (Union valdotaine corrente Vierin) sottoscrive una convenzione con la S.E.V.A. s.r.l. di Gressan, per una derivazione di acqua dalla Dora di Courmayeur ai fini della produzione di energia elettrica. Ma il Comune di Courmayeur aveva inoltrato una prima domanda il 9 agosto del 1988 (integrata da nuova domanda il 14 dicembre 1995) per la concessione dell’utilizzo delle acque in quel tratto della Dora a cui solo successivamente era seguita l’istanza presentata dalla S.E.V.A. s.r.l. l’8 febbraio del 1994. In ogni caso il Comune avrebbe avuto diritto di prelazione nei confronti del privato. Il Comune, pertanto, ha in mano una piccola miniera d’oro, ma decide di far realizzare l’affare alla società privata in quanto, si dice nella convenzione, l’Amministrazione comunale “non ha per scopo quello di provvedere alla gestione industriale di impianti di produzione di energia elettrica e comunque avrebbe ora difficoltà di reperire le necessarie risorse finanziarie…”. Le motivazioni sono da ritenersi insufficienti e pretestuose in quanto si prospettava un notevole introito per le casse comunali con un investimento che, trattandosi di impianti idroelettrici, qualsiasi banca avrebbe finanziato a tassi agevolati ad esempio con la creazione di una società a capitale misto. E l’operazione risulta ancor più discutibile quando si scopre che dei circa 14 Gwh prodotti annualmente  solo 1,6  verranno erogati al Comune per il fabbisogno  del Centro sportivo Plan de Lizzes, vale a dire l’11% della resa complessiva stimata dell’impianto. Quindi nel caso in cui la produzione superasse la stima prevista (in questo caso è pressochè certo che sia andata  ben oltre le stime) tutto il guadagno finisce  al 100% nelle tasche del privato.

L’operazione portata a termine dal Comune di Courmayeur appare al limite dell’autolesionismo: un vantaggio economico percentualmente risibile e un’opera che in ogni caso va ad impattare in una zona di pregio ambientale come quella ai piedi del Monte Bianco.

La Banda non suona il rock!

20 giugno 2012

Riceviamo dal Movimento 5 stelle VdA e volentieri pubblichiamo.

Il Movimento 5 stelle Valle d’Aosta organizza per Venerdì 22 Giugno alle ore 21 presso la saletta della Canonica di Santa Margherita (sottostante la Chiesa di Santa Margherita) Via Brenva, 8 Entrèves – Courmayeur, la serata di presentazione del Dossier: La Banda delle Centraline 3 – La convenzione Beffarda.

Continua la ricerca sulle centraline e sulle connessioni tra politica e affari a scapito del cittadino. In questo caso si vedrà come viene svenduto il ns territorio per un tornaconto personale; come le centraline sono il mezzo preferito da qualcuno per arricchirsi a danno di tutti derubandoci di un bene comune. Le implicazioni in questo dossier arrivano dritte nei paradisi fiscali e coinvolgono faccendieri internazionali che non pagano tasse! – Partecipate perchè continuano a rubare impunemente!

Chi c’è dietro?

25 Maggio 2012

Qualcuno conosce la S.E.V.A  la società valdostana che si occupa di eolico? Si sa che ha sede ad Aosta, ma non ci sono tracce su internet. Si sa che sta cercando di colpire le coste italiane con progetti enormi, ma chi c’è dietro non si capisce.

Il buon senso?

13 ottobre 2011

Fotovoltaico è buona cosa, ma come in tutte le cose la bontà dipende anche dall’uso, se installassimo pannelli fotovoiltaici in piazza Chanoux sarebbe una imprecazione. Quella che mi è sfuggita guardando la collina di Aosta. Un’area abbastanza vistosa di un ex prato è stata foderata di moduli fotovoltaici: un obbrobrio. Che sia un’energia pulita (ma fra 15 anni quando saranno smessi dove verranno stoccati?) che porti un risparmio energetico va bene, ma concederla per occupare qualsiasi tipo di superficie mi sembra demenziale.