Archive for the ‘Elezioni europee’ category

Larghe intese ad personam

28 maggio 2014

Seguiamo insieme il ragionamento di Raimondo Donzel che su aostanews24 dice: Io sono stato chiaro. Con questi risultati  non ci sono le larghe intese. C’è una prospettiva di cambiamento, che può essere aperta anche all’Uv e alla Stella Alpina. I risultati delle Europee dicono che in Valle d’Aosta ha vinto il cambiamento, aspettiamo, quindi, a breve il passo indietro di chi ieri si alleò con la destra di Berlusconi e oggi tiene in stallo la Valle d’Aosta.”. Cosa gli fa credere che i risultati delle europee significhino per la Valle il cambiamento che lui vuole? Niente altro che le sue ambizioni personali. Il PD che ha vinto in Italia e in Europa è il PD renziano e sappiamo tutti che lui è civatiano e prima era bersaniano e prima era franceschiniano e prima ancora veltroniano… renziano ancora no. I suoi rapporti con il segretario, Fulvio Centoz, che invece lo è, non sono buoni, direi agli antipodi. Se Donzel fosse l’espressione di questo PD vincente darebbe retta al suo segretario cosa che invece non fa. Dunque? Perché usa anche lui come Laurent Viérin una vittoria che personalmente non gli appartiene? Perché con Viérin ha un intuibile accordo in tasca e con Centoz no. (altro…)

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Il falso mito delle preferenze

27 maggio 2014

Riceviamo dal signor François Burgay e volentieri pubblichiamo.
Le Elezioni europee permettevano di esprimere fino a 3 preferenze: quale miglior occasione per gli strenui sostenitori di questo sistema elettorale per esercitarle tutte e tre? O quanto meno due? Come sono andate le cose?
Tra i movimenti che osteggiano una legge elettorale senza preferenze vi sono il M5s e NCD. Tra quelli che invece si fanno promotori di una legge elettorale con le mini liste bloccate vi sono FI ed il PD.
Di seguito riporto i rapporti (numero di preferenze/voti alla lista) per ciascun partito politico. Si indica di fatto quante preferenze sono state assegnate mediamente per ogni voto dato alla lista.
M5s: 0,32 (0,14 Nord-Ovest, 0,17 Nord-Est, 0,24 Centro, 0,40 Sud, 0,63 Isole)
NCD: 0,79 (0,57 Nord-Ovest, 0,47 Nord-Est, 0,80 Centro, 0,94 Sud, 1,19 Isole)
FI: 0,47 (0,32 Nord-Ovest, 0,18 Nord-Est, 0,49 Centro, 0,72 Sud, 0,63 Sud)
PD: 0,55 (0,28 Nord-Ovest, 0,37 Nord-Est, 0,45 Centro, 0,74 Sud, 0,89 Isole)
Come si è visto, nonostante la possibilità di esercitare delle preferenze, la grande maggioranza degli elettori non ne ha espressa nemmeno una. Il partito con la media più bassa in assoluto è il M5s. Curioso perché proprio il movimento di Grillo è quello che ha mosso le accuse più forti nei confronti dell’Italicum e sull’assenza delle preferenze. E’ anche curioso vedere la sperequazione che c’è tra circoscrizioni del Nord e quelle del Sud. Al Sud sono state attribuite fino a 3 volte più preferenze di quelle date al Nord.

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A chi?

26 maggio 2014

Che vuol dire Floris? Senza cantar vittoria (memore della recente figuraccia alla Gabella?) il presidente di Alpe esprime un giudizio positivo sul risultato conseguito dalla coalizione Alpe, UVP e Pd che ha ottenuto 17 mila preferenze per il candidato, Luca Barbieri. Aggiunge che con una maggiore concertazione fra le forze politiche e cioè con l’inclusione della maggioranza, la Valle d’Aosta avrebbe ottenuto un seggio nel Parlamento europeo. A onor del vero Alpe si era già espressa in tal senso da subito. Pure Rollandin al Congresso Union aveva preannunciato la necessità di un’ampia coalizione unica fra le forze politiche in accordo con i temi più importanti da proporre in Europa. Così come Maurizio Martin, segretario di Stella alpina. Anche Centoz sarebbe stato disposto ad allargare il fronte necessario per raggiungere l’obiettivo. Se non ricordo male, la maggioranza era disponibile ad accettare un candidato espresso dalla minoranza, candidato che, considerate le ripercussioni che il voto avrebbe avuto sul Governo nazionale di cui il PD esprime la figura del Presidente del Consiglio, non poteva che essere un candidato del medesimo partito. Si era vociferato di un’eventuale candidatura di Eveline Christillin, ma non se ne fece nulla e il tutto si ricompose faticosamente a liste nazionali già chiuse. Un candidato, Luca Barbieri, espressione della coalizione Alpe, PD e UVP, con nessuna chance di vincere. Insomma a qualcuno il progetto non andava a genio. A chi? All’UVP dei Viérin che inevitabilmente, dato il conflitto tribale in atto, non avrebbero potuto e voluto partecipare all’ampio progetto elettorale. Ai tre moschettieri del PD, in primis a Donzel, ancora livoroso nei confronti di Rollandin che non l’ha voluto in Giunta nella trascorsa legislatura. Ai due grillo-talpa che, a differenza di quanto dichiarato subito dopo le elezioni, non si sono limitati a votare questo o quell’atto politico-amministrativo a seconda del loro programma, ma hanno dato man forte all’avversario numero uno del pericolo numero uno. Morale nessun candidato valdostano in Europa e quindi nessun vincitore.

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Cara sinistra…

24 maggio 2014
Serata di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Comizio di chiusura della campagna elettorale del PD. In piazza della Signoria con Matteo Renzi.

Domani si vota. Voto importante anche se dai noi che siamo speciali, l’appuntamento europeo è stato ampiamente snobbato.  Da provinciali quali siamo non vediamo al di là del nostro naso. Eppure… come europei, dipendiamo dalle decisioni di Bruxelles. Ieri sera sono stata al comizio di chiusura di Renzi in piazza della Signoria. Bravo, concreto, diretto, italiano, europeo. Voterò PD come avevo previsto e per un semplice calcolo politico. (Non voto mai con il cuore, ma sempre con la testa. Soprattutto con la testa). Seguitemi nel ragionamento, almeno voi che fate parte della mia area politica. (altro…)

Chi sono? E ci sono?

4 maggio 2014

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Non voterò mai per chi…

28 aprile 2014

Cari Manuel, Luca e Andrea,

Il teatrino di piazza Deffeyes vi sta sottraendo visibilità , e l’indifferenza per la vostra fatica di candidati europei dimostra che, per Union e Sa, il mondo finisce a Pont St Martin. I soliti localisti ottusi. Per capire chi di voi votare, ho qualche pubblica richiesta da rivolgervi. Non voterò mai chi usa la locuzione “popolo valdostano”. E’ un sintomo di acquiescenza alla sub-cultura leghista e alla prosopopea micro-nazionalista. La dizione corretta è : “collegio elettorale valdostano, grande come un kilometro di corso Giulio Cesare a Torino”. In politica bisogna avere senso della misura e delle proporzioni, in economia e in ginnastica da camera le dimensioni contano, come dissero Einaudi e Rocco Siffredi… Sennò continuiamo a cianciare del Granducato di Chivasso e del Principato di Ivrea, ma il carnevale identitario leghista ed unionista dovrebbe essere finito. Non ha fatto abbastanza danni?

Non voterò mai per chi parla di “ diritti della montagna, interessi della montagna”: i diritti riguardano i cittadini e le persone, non i territori.
Son stati i nazi a parlare per primi di “diritti della Germania”. Guarda caso, chi declama e reclama i diritti del territorio, non rispetta mai i diritti dei cittadini che lo abitano. La Vda in questo campo è maestra insuperata: qui i cittadini sono sudditi tribali. Allora ci sono i diritti marini? Quelli collinari e quelli di pianura? E chi rappresenterà i problemi della battigia, quella che Mussolini (gnurànt..) chiamò erroneamente “ bagnasciuga”? (altro…)

Il guaio è tratto!

15 aprile 2014

Golpe, inciucio, larghe intese, alleanza, cambiamento, sistema, amici, mostro, dimissioni, apertura sì, apertura no, renaissance, bene, male … Fanno, disfano, vanno, ritornano, rifanno… e noi? Noi aspettiamo che la politica si occupi di noi. Ma non sembriamo così interessanti. Anzi siamo ai loro occhi banali, peggio: siamo distanti. La politica gira intorno a se stessa. Ormai è un vortice che a noi che l’osserviamo dall’esterno, fa venire il vomito. Ma chi li capisce più questi? Ieri sera sono rientrate le autosospensioni dei tre moschettieri piddini. La posizione ferma si è allentata con i consueti tarallucci e vino. Ma il guaio è tratto. Il PD di fatto è diviso in due. E Donzel pare un Sansone deciso a portarsi sotto le macerie tutti i filistei. A dare un contributo al casino complessivo arriva la Sinistra Vda, così si esprime il segretario Francesco Lucat: “Le decisioni sulla linea che il nostro gruppo consiliare deve tenere in consiglio regionale, non sono di competenza esclusiva degli organi dirigenti del Partito Democratico“. (aostasera.it). Fortuna che la formazione politica della sinistra in Consiglio si esaurisce qui, altrimenti la lista delle rimostranze, per altro legittime, continuerebbe a esaurimento dei partner. Vincere fa male. Qui e a Roma. Fa venire i sensi di colpa in chi si riconosce, pur non essendolo, nei meno abbienti, nei sofferenti della terra… e, meno onorevolmente, fa male a chi vede vincere un altro al posto suo. E allora vai con i capricci! Qui chi ci gode sono i Viérin e i grillo-talpa. La sinistra si è già giocata la carta dell’Europee, occasione mancata. Adesso ce la mette tutta per farsi fregare le comunali in attesa delle regionali che non verranno.