Archive for the ‘Diritti civili’ category

Settantanove!

6 maggio 2015

Capisco quando il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, dice che “la Valle si trova nella assoluta impossibilità a garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e di dignità, oltre ai 62 posti già occupati”, in quanto organizzare condizioni di accoglienza dignitose non è così semplice come sembra, ma l’abbandono, senza uno sforzo serio, di una soluzione per settantanove disgraziati spalmati su settantaquattro comuni, è veramente difficile da accettare. Siamo la Regione più ricca d’Italia e non siamo in grado di alloggiare sul nostro territorio una manciata di disperati? Offrire loro un tetto e una dignità temporanei? Cavolo, ma allora non abbiamo imparato niente! E non si tratta di una questione di sensibilità come dice Rollandin, non solo. Si tratta di dignità. La nostra! Invece noi, nonostante l’autonomia, siamo come tutti gli altri: incapaci di dare una risposta concreta e immediata ai problemi! Noi, come tutti gli altri, rifiutiamo le nostre responsabilità! Allora è sacrosanto e giusto che rigettiamo anche la nostra “diversità” per omologarci in un tutto umanamente indecoroso! Tutti infilati nella stessa collana di squallore. Se non siamo in grado di affrontare gli eventi, nelle minuscole proporzioni che ci toccano, come pensiamo di saper difendere la nostra autonomia? Con quali argomenti? Con quelli obsoleti della Storia? L’autonomia è un concetto elevato destinato solo a chi sa affrontare i cambiamenti epocali con coraggio e a testa alta, non per chi si sbraca alla prima difficoltà.

(Senza contare la figura di merda che abbiamo fatto a livello nazionale, altro che buon esempio!)

Separati in casa?

29 aprile 2015

Ci sono cose che non riesco a capire. Una è questa. Fulvio Centoz firma il Forum delle Famiglie dove sta scritta chiara l’idea di famiglia che è una sola. Quella tradizionale: mamma, babbo e prole. Ma nella lista del Pd di cui Centoz è candidato sindaco, c’è Samuele Tedesco, studente e attivista diritti LGBT. L’idea che ha della famiglia Samuele non è quella che ha Fulvio, anzi direi che è proprio all’opposto, eppure le due convivono sotto lo stesso tetto elettorale. Come è possibile? Leggendo il documento del Forum emerge un’idea di famiglia molto restia ad aprire le porte su universi altri.  Di famiglia ne esiste una sola ed è quella fondata sul matrimonio; le coppie di fatto, soprattutto se omosessuali, non vengono considerate tra i pilastri su cui poggia lo Stato. Dunque come possono andare d’amore e d’accordo nella famiglia elettorale del PD due persone che la pensano così diversamente? Quando ci sarà da decidere in merito ai diritti civili che io ritengo innegabili, degli omosessuali che farà il forse-Sindaco?

Cari amici…

17 aprile 2015

Articolo di Roberto Mancini.

Cari amici immigrati,

proverò a spiegarvi il mio Paese, questa Italia in cui vi trovate di passaggio, oppure in cerca di salvezza, di stabilità e di lavoro. L’Italia e gli italiani sono come il cinema: raccontano belle storie, ma la realtà è un’altra cosa, guai a chi crede a questi film. Gli italiani di se stessi amano dire “italiani brava gente”: amano rappresentarsi come persone di buon cuore, generosi, amichevoli, solidali. Una volta forse, quando noi italiani eravamo i pezzenti d’Europa, ed insieme agli irlandesi abbiamo inondato di emigranti le due Americhe e l’Australia. Si calcola che dal 1880 al 1930 circa 20 milioni di italiani abbiamo abbandonato la Penisola. In cerca di cosa? Di lavoro, di pane e di dignità, quello che mancava a casa loro. Però adesso la situazione è cambiata, noi italiani siamo famosi per la smemoratezza, che da noi non è naturale o innata, no, da secoli viene coltivata dai governi, che così possono comandare su gente distratta ed ignorante.  (altro…)

Uno spot becero

2 febbraio 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L’argomento è delicato. La tragedia di mamme e bimbi investiti dal reo confesso della rapina alla tabaccheria di Sarre ha colpito l’intera comunità. Al di là dell’ inevitabile solidarietà umana, vorrei però evidenziare qualche aspetto grottesco della vicenda. Il sindaco di Aosta e il Presidente della Regione, nonché Prefetto, si sono dichiarati stupiti di “come uno, riconosciuto colpevole, sia stato lasciato andare a prendersi la macchina e a fare quello che ha fatto“. Scatta automatica la battuta: come può un pregiudicato ricoprire la carica di Presidente della Regione? Battute a parte la questione però è un’altra: ci sono o ci fanno? La vicinanza con le vittime dell’incidente e qualche “legittimo” istinto non esattamente urbano nei confronti del colpevole non hanno nulla a che fare con la legge e con chi la applica. Il giudice, probabilmente a malincuore, sarà stato “costretto” ad applicare quanto stabilito dal codice penale, per fortuna non viviamo nel Far West (non dovremmo).
Diversa, invece, l’ipotesi nella quale lo stesso avesse dovuto “interpretare” la legge per punire con maggiore severità il colpevole (forse perché di etnia diversa e quindi più colpevole degli altri a prescindere?). Non sono un esperto e gradirei che qualche addetto ai lavori si esprimesse in proposito. Il rapinatore straniero si è dichiarato colpevole. Ha collaborato con le forze dell’ordine per fornire indicazioni sui complici. L’arma utilizzata a Sarre era una pistola giocattolo (resta la gravità del gesto, per carità). Suppongo gli abbiano anche ritirato i documenti necessari all’espatrio. Alla luce degli endemici quanto drammatici problemi di sovraffollamento delle carceri italiane, il magistrato ha ritenuto opportuno denunciarlo a piede libero. Ok, il popolo al bar può lasciarsi andare ai commenti più feroci. E’ umano e comprensibile. Due rappresentanti delle istituzioni, ignorando i più elementari pricipi di legge, no. Loro non dovrebbero fomentare l’odio nei confronti del malvivente (forestiero) e della
Giustizia che si è “permessa” di lasciarlo a piede libero. In campagna elettorale gli spot beceri sono all’ordine del giorno, ma dichiarare
per uno, che non voglio definire, si va a guastare una manifestazione unica” è francamente troppo.

Difendiamo il referendum!

19 gennaio 2013

La decisione del Governo di impugnare la nuova legge sullo smaltimento dei rifiuti nata dalla volontà popolare è l’ennesima picconta allo strumento più democratico che abbiamo: il referendum propositivo. Questa arma pacifica ai politici, a questi politici, non piace. Dà fastidio. Cercano di ostacolarla con ogni mezzo: da una elevatissima soglia per il raggiungimento del quorum allo svilimento stesso dello strumento con campagne che invitano a disdegnare le urne. La democrazia diretta e quindi una democrazia più evoluta in quanto ricca di una maggiore partecipazione nelle scelte, a questo clan politico-mafioso non va giù. Risulta indigesta. Ostacola le decisioni di una ristretta casta di politici di professione. Lo abbiamo visto nell’ultimo referendum contro il pirogassificatore. L’impugnativa del Governo è dovuta anche e soprattutto alle picconate locali volute dagli ultimi due governi regionali, quello di Caveri e quello di Rollandin insieme ai loro alleati. Per la democrazia e contro le lobby dei politici, difendiamo con forza il nostro referendum propositivo!

Noi siamo il 99%

17 ottobre 2011

Nella manifestazione di sabato, al contrario di quel che scrive il signor Bruscia in un commento, non ho notato nessuna strumentalizzazione  e neppure l’esaltazione anarcoide da parte della sinistra radicale (persino Maroni ha tenuto le distanze fra i Black bloc e l’ideologia di sinistra), anzi l’assenza di un servizio d’ordine ha testimoniato la vera natura della manifestazione che è stata libera espressione sganciata dai partiti (ognuno ha scelto di rappresentare il colore e l’appartenenza che voleva). La polizia è stata a guardare, probabilmente con il beneplacido di qualcuno a cui la riuscita della manifestazione avrebbe dato molto fastidio (Cossiga docet). Non si capisce infatti la sorpresa da parte delle Forze dell’Ordine circa la capacità organizzativa dei teppisti. Ma da chi siamo protetti, se gli addetti non sanno prevenire? Se bastano un centinaio di facinorosi per mettere a scacco una città come Roma? Non sono questi ultimi il vero problema, un problema che si risolve con una maggiore attenzione ed efficacia (sempre se si vuole essere attenti ed efficaci), ma la situazione politica completamente in mano a incapaci. La violenza di ieri è solo un diversivo mediatico, un volgere l’attenzione verso altro, verso la paura che ottenebra il cervello e chiede i manganelli (quelli sì, in questo caso, saputi usare ad arte). Non mi fa paura un pugno di disperati che vede nella violenza fine a se stessa un modo per trovare un senso alla propria squallida vita; mi fa paura un governo che compra la fiducia in cambio di poltrone (assai care: 350.000 euro l’anno per un sottosegretario); mi fa paura un’opposizione incapace di dare risposte concrete a un’eventuale alternativa; mi fa paura la violenza della grande finanza che tiene in scacco non una piazza, ma il mondo intero. Quando taglieranno le pensioni, licenzieranno i lavoratori, introdurranno nuove tasse, ridimensioneranno ancora le spese sociali, allora la violenza scoppierà e non saranno i pochi giovani arrabbiati e caratterialmente portati alla violenza a saccheggiare i supermercati, ma le madri con i loro figli, gli anziani, gli impiegati, gli studenti, quella che ancora si definisce società civile e che rischia l’inciviltà non a causa propria, ma di una classe politica ottusa, avida, miope, egoista che non potrà reggere a lungo. Noi siamo il 99%!

Domandina ingenua ingenua

12 ottobre 2011

Ammissibile il referendum sul pirogassificatore (gran bella notizia), non ammissibili quello sui buoni di riscaldamento e, peggio, quello sull’eliminazione del quorum. Considerata l’importanza di quest’ultimo per la salvaguardia della democrazia mi chiedo: è possibile ricorrere al Tar?

Santa Matrigna!

5 settembre 2011

La Chiesa ha tutto il diritto di dire la sua, ma non ha nessun diritto di interferire nelle scelte di un’amministrazione che deve essere laica. Se il Comune di Aosta ha scelto di sostenere tutte le giovani coppie in difficoltà, senza distinzioni di sesso, vuol dire che ha scelto la persona in sé: un valore che va al di sopra di qualsiasi appartenenza culturale, religiosa e sessuale. Considerare la famiglia entro un perimetro rigido: uomo e donna che vogliono procreare, come sentenziato dal vescovo Mons. Anfossi, è condannare ai margini della società tutti coloro che in quel perimetro non vogliono stare. L’ipocrisia della Chiesa toglie i diritti per poi risanare i buchi con la beneficenza e il perdono. In uno Stato laico non funziona così che la santa Madre Chiesa si rassegni (e paghi l’ICI).

Una buona cosa!

1 settembre 2011

Con l’elargizione di un contributo per l’affitto a tutte le giovani coppie, senza nessuna discriminazione sessuale, di fatto il Comune di Aosta riconosce le coppie gay: una volta tanto mi fa piacere sentirmi aostana!

La sede c’è!

5 luglio 2011

Riceviamo da Cittadinanzattiva e volentieri pubblichiamo.

Cittadinanzattiva Valle d’Aosta è orgogliosa di segnalare che la sede del Tribunale per i Diritti del Malato è aperta dal 28 giugno presso l’ex Maternità in via St. Martin de Corléans al 2° piano. Lo sportello sarà a disposizione del pubblico tutti i martedì dalle ore 15 alle ore 17. Il servizio è gestito da cittadini volontari e ha lo scopo di rimediare agli intoppi istituzionali, segnalare situazioni di sofferenza inutile e tutte le ingiustizie che possono riscontrarsi nel mondo sanitario, per preservare i diritti dei cittadini.