Archive for the ‘Autonomia’ category

Settantanove!

6 Mag 2015

Capisco quando il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, dice che “la Valle si trova nella assoluta impossibilità a garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e di dignità, oltre ai 62 posti già occupati”, in quanto organizzare condizioni di accoglienza dignitose non è così semplice come sembra, ma l’abbandono, senza uno sforzo serio, di una soluzione per settantanove disgraziati spalmati su settantaquattro comuni, è veramente difficile da accettare. Siamo la Regione più ricca d’Italia e non siamo in grado di alloggiare sul nostro territorio una manciata di disperati? Offrire loro un tetto e una dignità temporanei? Cavolo, ma allora non abbiamo imparato niente! E non si tratta di una questione di sensibilità come dice Rollandin, non solo. Si tratta di dignità. La nostra! Invece noi, nonostante l’autonomia, siamo come tutti gli altri: incapaci di dare una risposta concreta e immediata ai problemi! Noi, come tutti gli altri, rifiutiamo le nostre responsabilità! Allora è sacrosanto e giusto che rigettiamo anche la nostra “diversità” per omologarci in un tutto umanamente indecoroso! Tutti infilati nella stessa collana di squallore. Se non siamo in grado di affrontare gli eventi, nelle minuscole proporzioni che ci toccano, come pensiamo di saper difendere la nostra autonomia? Con quali argomenti? Con quelli obsoleti della Storia? L’autonomia è un concetto elevato destinato solo a chi sa affrontare i cambiamenti epocali con coraggio e a testa alta, non per chi si sbraca alla prima difficoltà.

(Senza contare la figura di merda che abbiamo fatto a livello nazionale, altro che buon esempio!)

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Sotto il segno del Leone

5 Mag 2015

Di Roberto Mancini.

Per anni mi sono arrovellato: perché la Sinistra non capiva che la difesa del francese era una sofisticata strategia politica? Un geniale strumento non per includere i cittadini, ma per escluderli?
Un marchio identitario, per creare divisione? Un muro di Carema, mascherato da “carrefour”?
Il recente libro dello storico Andrea Désandré. “Sotto il segno del Leone”, genesi dell’autonomia valdostana 1945-1949”, ricostruisce con minuzia le ragioni politiche, le tappe e gli strumenti della costruzione di un “movimento indigenista”, inteso a creare un “piccolo mondo antico basato sul culto degli antenati, l’incanto paesaggistico e la mistica agro-pastorale” (cit).

Pagine memorabili.

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W Marx, W Lenin, W Dino!

25 marzo 2015

Non sempre il passo avanti porta a buoni risultati. Davanti a un precipizio, ad esempio, è consigliabile fare il contrario. Francesco Lucat, segretario di Rifondazione comunista, esulta per il passo avanti fatto insieme al partito del clan Viérin e ad Alpe. Il compagno ha infranto la purezza ideologica per affrontare la realpolitik che, dal basso della sua impurità, impone un accordo. Lo fa con un pezzo di Union progressista, un pezzo di Union alpista più una manciata di Verdi. Questo raggruppamento, per lavarsi la coscienza, i compagni lo chiamano di centrosinistra, in realtà non è altro che una delle due metastasi unioniste che si nutre di quello che resta delle cellule della sinistra dura e pura valdostana. Se da una parte abbiamo il Pd che alimenta il clan Rollandin, dall’altra abbiamo Rifondazione e i residui del Sole che rideva, che si danno in pasto a quello della Gabella. (altro…)

Riserva di caccia

24 febbraio 2015

Tutti a parlare di autonomia, tutti in sua difesa: bene sovrano della nostra comunità. Eppure non siamo autonomi affatto. Per prima cosa non lo saremo mai, se non riusciremo a stare in piedi con le nostre gambe. Intendo economicamente in piedi. E su cosa potremmo contare? Principalmente sul turismo e sull’energia. Il primo aspetto non riusciamo a gestirlo nel migliore dei modi: non abbiamo imparato a sfruttare appieno il potenziale che abbiamo, seguendo le linee guida di un turismo moderno e sostenibile. Nel secondo rapiniamo il territorio, costruendo centraline ovunque, anche là dove il paesaggio dovrebbe essere tutelato in quanto risorsa primaria del turismo. Abbiamo l’energia, ma, mi chiedo, dove sono i proventi della vendita della stessa? A cosa servono? Dove e come vengono investiti? La CVA è una partecipata della Regione che gestisce gli affari per conto suo. In quanto partecipata lo può fare e noi rimaniamo legalmente all’oscuro di tutto. Eppure l’acqua ci appartiene e ancora per un bel pezzo, ma sembra che invece sia di proprietà di un gruppo ristretto di persone che, gira e rigira, è sempre lo stesso e usa la Valle d’Aosta come il proprio terreno di caccia. L’autonomia ha arricchito politici e faccendieri  e dato le briciole a tutti gli altri che si sono accontentati di un posto, di un favore, di una casa, di promesse più o meno mantenute… di certo non ha garantito servizi di eccellenza come avremmo potuto avere. E adesso eccoci qui, incapaci di fare turismo e con un bene come l’acqua che ci sfugge da ogni controllo… come possiamo dirci autonomi? La difesa dell’autonomia è la difesa della riserva. La loro.

Sempre la stessa Storia!

9 febbraio 2015

Stop all’Italia delle Repubblichette“, dichiara Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e del Comitato delle Regioni. E il pelo si rizza su tutte le schiene dei politici valdostani. Tutti pronti  a dar battaglia per difendere l’Autonomia dagli attacchi di chi la vuole mettere in pericolo anche solo con una frase. C’è molta suscettibilità in Valle d’Aosta. La Costituente di Cogne è il primo passo per elaborare una strategia in difesa dell’aria fritta. “C’è una storia e una cultura da rispettare“, sostiene la Favre, presidente di UVP. La Storia, secondo la tradizione alpina, è solo quella fetta che ci interessa. Quella parte estrapolata dal mare infinito dei fatti umani che ci fa gioco. Il resto è leggenda. (Ricordo che il nostro capoluogo l’ha fondato un imperatore romano). Alla casta locale interessa solo un pezzo di Storia: QUEL pezzo di Storia. Ben sigillato in bacheca come un fossile da museo. Feticcio da rispolverare con puntualità per esorcizzare la Storia: quella che va avanti. Quella che riattiva il fuoco dell’eterna ricerca e non idolatra le ceneri di un passato ormai privo di senso. La casta si aggrappa allo Statuto che osanna come un dogma religioso e che, in quanto tale, non va mai discusso. Un Dio che ci sovrasta e che ci protegge dai demoni. Ma i demoni noi ce li abbiamo in casa! Allevati e protetti e mantenuti. Sono loro ad avere paura delle dichiarazioni di Chiamparino! Perché è chiaro che ampliando i confini delle competenze, viene meno il loro spazio vitale. Più ricca si fa la scelta per la rappresentanza e più alte sono le possibilità che non vengano eletti o rieletti. In fondo quella dei politici altro non è che una corporazione professionale che difende i propri privilegi da una maggiore competitività. Come lo è quella dei notai, dei taxisti, degli avvocati, dei farmacisti, delle guide turistiche… il fine è sempre quello della salvaguardia di se stessi: la Storia che si ripete.

Chiuso per fallimento!

5 febbraio 2015

Dell’identità della Valle d’Aosta e della sua salvaguardia non ha mai fregato a nessuno in primis all’Union valdotaine. La prova, se ce ne fosse ancora bisogno, è il fallimento della scuola plurilingue. Un progetto nato dall’interesse di alcune mamme con figliolette in raggiunta età scolastica. Partorito di fretta e finito con altrettanta fretta. Un progetto simile, se serio, non può nascere da un’esigenza personale, ma da una visione culturale ampia, dotata di obiettivi e di orizzonti per tutti. Non è stato così né potrà mai essere così. Diamo un’occhiata in giro. (altro…)

Lo sciacquone!

10 gennaio 2015
Rollandin e Viérin tirano insieme lo sciacquone sull'identità valdostana. (Immagine tratta da La Stampa .it)

Rollandin e Viérin tirano insieme lo sciacquone sull’identità valdostana. (Immagine tratta da La Stampa.it)

Cos’è la “Costituente valdostana”? (A quelli dell’UVP ci piacciono i nomi: Restitution, Renaissance, Costituente… chissà perché per quest’ultimo non è stato usato il francese…). E’ una pagliacciata creata per colorare un po’ la scena del ritorno a casa del Figliol Prodigo (a Laurent ci piace tanto il teatro!). Il tema della sceneggiata è quello di serrare le fila per combattere uniti il nemico esterno: lo Stato. Balle! Il nemico dell’Autonomia è interno e porta i colori rossoneri dell’Union valdotaine! Ho letto ieri sulla Stampa che la Maison de Mosse di Avise, verrà chiusa a causa della penuria delle risorse: la Regione non pagherà più le spese di gestione. L’edificio ospita gli archivi sonori della memoria valdostana insieme a numerosi film, immagini e libri, materiale che contribuisce attivamente a mantenere viva la nostra identità. Non salvaguardare questo patrimonio significa non dare nessuna importanza a quella identità che viene spesso tirata in ballo durante le elezioni e in queste occasioni. In realtà il partito che si nutre abbondantemente di voti calabresi e ultimamente di voti marocchini, dell’identità valdostana non frega un tubo! Si teme di perdere l’autonomia, ma questa autonomia è un FALLIMENTO! La chiusura di Maison de Mosse è una prova tra le tante. Questa autonomia non ha saputo generare ricchezza materiale e meno che mai ricchezza culturale. Siamo forse una minoranza linguistica? NO! Abbiamo conservato tradizioni forti e sentite? NO! Noi non siamo la Catalogna, ma la sesta provincia calabrese! (altro…)