Archive for the ‘Scuola’ category

Copiare si può!

16 febbraio 2015

Pubblico il commento di Piera sulla scuola multilingue.

Vi invito a leggere la sperimentazione trilingue di Trento partito quet’anno ( a regime per 5 anni ). Nessuna strana alchimia tranne molta professionalità e chiarezza nella stesura del “Piano”. Progetto che parte dal “nido” ( non scherzo!) alle scuole superiori con programmi in itinere condivisi da tutte le scuole del territorio. Il progetto prevede ovviamente anche la formazione degli insegnanti ( per 5 anni!). Le lingue straniere (tedesco e inglese) entrano gradualmente nel curricolo degli allievi. Per la scuola dell’infanzia il piano prevede in tutte le scuole almeno 4 ore settimanali di esposizione linguistica di ciascun bambino in almeno una lingua tra tedesco e inglese. Per la scuola elementare nella maggior parte dei piani di studio l’insegnamento di lingue prevede in 1° e 2° elementare 2 ore di inglese o di tedesco. Dalla 3° elementare 2 ore di tedesco e 2 ore di inglese. (altro…)

Questione di stile

14 marzo 2014
Sua maestà.

Sa Majesté Roi – Gan

Da noi, nella Valle d’Aosta ricca e pigra, si tagliano i contributi per incentivare lo studio universitario. Le scuole non hanno mai goduto di molta attenzione; la carenza o meglio l’assenza, di palestre, di laboratori, di computer… ne sono una prova tangibile. In Burkina, uno dei paesi più poveri del mondo, il sogno del re dei Gan, una fra le diverse etnie che popolano il Paese, è quello di portare il liceo fra i suoi villaggi. Notate qualche differenza di stile?

Amianto e bambini

25 aprile 2013

Riceviamo dal signor Fabio Molino e volentieri pubblichiamo.

Sono il papà di un bambino che frequenta la scuola materna Corrado Gex.  Con altri genitori sono venuto a conoscenza dei lavori di rimozione del tetto in amianto del condominio che si trova in Viale della pace numero 32. Al numero 30 della stessa via c’è appunto la scuola materna dell’Istituzione Einaudi che ospita più di 80 bambini tra i 3 e i 6 anni. I lavori sono stati effettuati nelle giornate di lunedì 15 e martedì 16 aprile da una ditta specializzata e l’unica comunicazione che mi risulta essere stata effettuata, a parte quelle amministrative di rito, consiste in un foglietto attaccato con lo scotch alla parete che si trova a fianco del cancello di ingresso della scuola. Il foglio comunicava la realizzazione dei lavori e suggeriva la chiusura delle finestre negli orari in cui venivano effettuati i lavori di rimozione per ovvi e riconosciuti rischi alla salute. Proprio quel giorno in Valle scoppiava la primavera e mio figlio, insieme ad altri bambini, giocava nel prato della scuola materna a pochi metri di distanza dal luogo dei lavori per tutto il pomeriggio. Questo accadeva anche il giorno seguente. Gli inquilini del palazzo di fronte, anche essi ignari di ciò che stava accadendo, mi confermano che sul tetto lavoravano operai opportunamente protetti da tuta e maschere. Oggi, 17 aprile alle 15.30, ho visto partire da Viale della pace un camion adibito a trasporti speciali con sopra le lastre di eternit impacchettate e sigillate con un nastro con su scritto “attenzione contiene amianto”. Questi i fatti. Personalmente ritengo che sarebbe stato opportuno avvertire formalmente – senza allarmare – la scuola e gli abitanti dei palazzi adiacenti. Mi chiedo però chi avrebbe dovuto garantire questo elementare principio di salute pubblica?

La Rini!

30 novembre 2012

Emily Rini, presidente del Consiglio della Valle d’Aosta, bacchetta l’assessore Viérin reo di aver travisato un chiarimento in un processo alle streghe. Contesta la Rini che qualcuno dica che si vuole controllare o limitare la libertà di insegnamento. Sostiene la Rini che le istituzioni al contrario ne garantiscono la massima libertà. Non sa la Rini che il presidente dell’Università valdostana è Augusto Rollandin già presidente della Giunta e number one del suo partito? Allora che se ne stia zitta, che non dica cretinate a cui nessuno crede e che la smetta di recitare la parte dell’educanda. Imparata a memoria e senza nessuna partecipazione critica ed emotiva. Please!

Mangiato pesante!

29 novembre 2012

E’ tempo di dimissioni…

28 novembre 2012

Patrizia Bongiovanni, sovraintendente agli studi voluta dai Viérin ha dato anch’essa le dimissioni. Solidarietà verso chi l’ha voluta con sé? Riconoscenza verso chi le ha aumentato lo stipendio? Può darsi e sarebbe un gesto doveroso. Ma io credo che forse si è trovata costretta a farlo: ci sono le elezioni e le dimissioni da un incarico pubblico sono necessarie per chi volesse partecipare.

Domandina facile facile

16 novembre 2012

La schizofrenia in atto nella nostra amministrazione regionale ha manifestazioni così evidenti che non possono essere più taciute. Ad accorgersene ora ci sono gli insegnanti che chiedono lumi all’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura sulla scelta del pirogassificatore come unica soluzione al problema dei rifiuti. Chiedono: come possono aderire al progetto “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, con coerenza e onestà nei confronti dei loro alunni, se poi tutto verrà bruciato? Se il pirogassificatore per essere attivo e per produrre energia avrà bisogno di bruciare tonnellate di rifiuti?

Questo patois stona

18 luglio 2012

Ho sempre affermato che la valorizzazione e conservazione dei beni materiali e immateriali di un territorio è doverosa da parte di chi quel territorio vive, il patois dunque va difeso, ma qualcosa nel complesso stona. La soddisfazione manifestata da alcuni vip della Lega riguardo all’iniziativa della gemella Union di portare il patois a scuola è prova inconfutabile che l’operazione vada oltre le nobili intenzioni. E’ lecito pensare che la scelta facoltativa possa divenire in un futuro prossimo obbligatoria. Un obbligo non necessariamente formalizzato, ma indotto con mezzi subdoli. Operazione tipica di un regime che usa una neolingua (il patois ufficiale non è esattamente quello da difendere), per mantenere se stesso. La tradizione orale che va difesa è quella che si impara a casa e si parla in paese, bene dunque a quelle iniziative come il teatro popolare e a quelle strutture come le biblioteche che offrono la possibilità di esercitarla anche fuori dal quotidiano, ma insegnare nelle diverse scuole valdostane la stessa neolingua che uccide le differenze, mi sembra un’operazione costruita a tavolino, priva com’è di quella spontaneità che nell’apprendimento della lingua madre è un dato necessario. Una lingua che nasce da una precisa volontà politica vive per compiacere la stessa e morirà quando questa verrà sepolta.

Attacco alla scuola!

21 maggio 2012

Alle prossime elezioni “cacciamolo”!

Rollandin attacca la scuola: “Lascia perplessi che l’ignoranza arrivi proprio dalla scuola” (La Stampa). Ce la mette tutta il Presidente per portare a casa i voti dei cacciatori per le prossime elezioni. Degli insegnanti gli importa ancora poco: sono dipendenti regionali, ma il contratto è ancora ministeriale quindi sono poco ricattabili e controllabili (aspetta che il nuovo contratto passi sotto le grinfie della Regione). I cacciatori invece hanno bisogno di lui: soldi alla festa, calendario il più lungo possibile e fascia delle vittime su cui scaricare la loro passione la più larga possibile. I cacciatori sono voti e Rollandin se la prende con la scuola che li demonizza. . “I bambini devono capire che non è vero che chi caccia è contro la natura e gli animali, se questo è il ragionamento anche gli allevatori sono contro la natura, molti animali allevati poi finiscono nelle pentole”. Dunque i bossoli e i fucili sono natura. Uccidere per piacere e non per necessità è natura. Far fuori un capriolo o un gallo cedrone o una ghiandaia è natura, soprattutto necessario. Questo si dovrebbe insegnare a scuola. Bello! Chissà cosa ne pensa il caro amico di Rollandin, Enzo Bianchi, presenza costante dei Colloqui del Forte! Il rispetto della vita altrui, quella con quattro zampe, è un “cliché senza fondamento”, aggiunge l’Imperatore. Chissà cosa ne pensa l’altro amico, Luca Mercalli, altro convitato di pietra dei dialoghi sull’alterità.

Il sole a scuola non interessa!

19 aprile 2012

Riceviamo questo Comunicato stampa da Alpe e volentieri pubblichiamo.

Per il terzo anno consecutivo, il Ministero dell’ambiente ha emesso il bando “Il sole a scuola”, con il quale si finanzia il 100% del costo di impianti fotovoltaici posti sugli edifici scolastici comunali. L’importo massimo è di 40.000 euro, sufficienti per un impianto di circa 6 Kw di potenza di picco. Non molto, ma si tratta pur sempre dell’energia che consente di alimentare due abitazioni. «Il bando prevede l’invio delle domande dal 5 al 30 aprile e sono già oltre 600 le scuole che vi hanno aderito», ha spiegato il consigliere Loris Sartore nell’illustrare una.mozione con la quale si chiedeva di aderire al bando individuando almeno un edificio scolastico su cui installare un impianto fotovoltaico. «Purtroppo, la disponibilità complessiva è di soli 3 milioni di euro», ha osservato Sartore, «e probabilmente l’Amministrazione avrebbe dovuto preparare il progetto nei mesi precedenti, in previsione del nuovo bando. In ogni caso, l’impegno che abbiamo chiesto avrebbe potuto consentire la partecipazione al bando del prossimo anno. Inoltre, dobbiamo considerare anche la valenza culturale dell’iniziativa, che prevede l’avvio di un’attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico negli edifici scolastici, tramite il coinvolgimento degli studenti». La maggioranza ha invece deciso di astenersi nella votazione del documento. «È uno strano modo di ragionare», ha commentato il capogruppo Carlo Curtaz. «Dite di essere d’accordo, ma vi astenete. Ci spiace, è un’occasione persa».