Archive for the ‘Archeologia industriale’ category

L’identità del brigante

3 luglio 2014

Che città è Aosta? Negli anni cinquanta si prospettava di abbattere al suolo il centro storico perché insano e cadente, una scelta drastica che testimonia lo scarso interesse verso la storia del nostro capoluogo. Il medioevo non era contemplato, solo la grandeur romana era considerata degna di rimanere al suo posto. Tutto il resto doveva essere sostituito da palazzoni pseudo razionalisti più vicini al gusto sovietico che a quello fascista (quest’ultima grande architettura). Non ci furono i soldi e i tentavi si fermarono a qualche accenno comunque abbastanza eloquente su quello che sarebbe potuta diventare la nostra città, altro che vocazione turistica! Quel tipo di disprezzo si è conservato fino a oggi. Date un’occhiata al Quartiere Cogne, un tempo mirabile esempio di urbanizzazione. Cosa è rimasto? (altro…)

Il cuore di ferro

8 ottobre 2013

Sono stata di recente a Cracovia e ne ho approfittato per visitare la nota miniera di sale di Wieliczka, situata nella città omonima. Si tratta di una miniera non produttiva oggi trasformata in una forte attrattiva turistica. Al suo interno a quanche centinaio di metri di profondità, si trova oltre che una cattedrale interamente scolpita nel sale con statue annesse, anche un sanatorio dove si cura l’asma e altre malattie respiratorie attraverso l’inalazione di vapori salini. Questa miniera porta in questa cittadina perlopiù sconosciuta, un indotto di oltre un milione di turisti l’anno. Inevitabile pensare alla nostra meravigliosa e altrettanto unica miniera di Cogne. Il 31 ottobre ci sarà la definitiva cessazione della concessione mineraria, senza un piano per la sua salvaguardia e il suo recupero, il degrado distruggerà un patrimonio inestimabile e un pezzo indiscutibile della nostra identità storica. Strano che i nostri amministratori unionisti, così attenti all’identità e alla particolarità del nostro territorio non abbiano mai mostrato interesse verso questa miniera, la più importante fra quelle in Valle. Eppure con un buon progetto europeo, così come è stato recuperato il Forte di Bard che sta in piedi per miracolo e grazie ai notevoli investimenti regionali, si sarebbe potuta recuperare (e si può ancora, se si vuole) l’intera area per destinarla a un grande museo. Ho avuto la fortuna di visitare la miniera di Colonna: un potenziale di attrazione fortissimo. Molte sono ancora le testimonianze della vita dei minatori di allora e il percorso è davvero entusiasmante. Provate a immaginare una ricostruzione fedele e suggestiva in piena sicurezza delle gallerie, illuminate come lo erano allora, immaginate i rumori… le stanze… le rotaie… la terra e la roccia… un’esperienza di indubbia emozione. Adesso immaginate l’indotto economico che una simile attrazione potrebbe avere sul territorio e non solo su quello di Cogne. E pensate anche ai soldi che lo Stato non ci verserà più e poi fate le vostre debite conclusioni. Le mie sono che è da pazzi non approfittare dei fondi europei 2014-2020 per recuperare un così importante patrimonio storico-culturale che potrebbe creare numerosi posti di lavoro. Allora politici… ci sputate sopra!