Non c’è limite al fondo…


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ciao, un’altra suggestione, se vuoi, per il tuo blog: qui a Fénis non si parla d’altro…(per così dire). Lo spostamento dei locali della Banca cooperativa nei locali dell’ex bar bistrot. La banca è lì dalla sua nascita. C’è pure un bel piazzale davanti, la localizzazione è perfetta. L’ex bar bistrot è noto per il rapido turn over di gestori, dovuto alle esose richieste del proprietario. Ecco, il proprietario. Ego Perron, proprio lui. Dopo l’ultimo addio, deve aver pensato di non essere fatto per il libero mercato (immobiliare in questo caso). Dunque, affidiamoci al pubblico. Che in questo caso è LUI stesso, assessore alle finanze. La caratura dell’uomo è tale che appena realizzato il sogno della sua vita (diventare assessore, un sogno invero modesto), questo sogno l’ha voluto monetizzare. Quindi: affitto pluriennale assicurato alla Banca, così il suo reddito sarà assicurato anche quando non sarà più assessore. Il livello è tale che ormai non badano più neppure alle apparenze, in questo decadente, basso e sconfortante impero! Per fortuna pare ci sia un fronte di cittadini che questo affronto non ce la fa proprio a subirlo e si sta organizzando. Saluti

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35 commenti su “Non c’è limite al fondo…”

  1. bruno Says:

    Probabilmente lo fa per il bene della Valle d’Aosta! Non lo conosco, ma me l’hanno sempre descritto come meschino, miserevole e totalmente incapace! quand’era presidente del consiglio aveva in ufficio un luogo apposito dove teneva i profilattici, l’inserviente fu chiamata almeno una volta per pulire e far sparire un profilattico usato! Nessun reato per carità! Solo decenza in luoghi pubblici. Cosa abbiamo fatto di male?

  2. Il Pretoriano Says:

    Dov’è che vi state organizzando che vengo anch’io. Io porto la mazza se c’è bisogno d’altro fatemelo sapere. Sti politici meschini devono finire di prenderci in giro.
    la corda si è rotta.

  3. Il Pretoriano Says:

    A proposito di BCC Valdostana, apprendiamo che nel Consiglio di Amministrazione si candida un certo Dominidiota Graziano, uno che tanti anni orsono fu ” pizzicato” con una tangente di 5 milioni nel piazzale della Piscina di Aosta quando era Assessore allo sport in Comune ad Aosta. Che coraggio dare un voto a questi personaggi mettendoli a capo di una BANCA…! Ma svegliamoci e diciamo basta a questo scempio..

  4. anna Says:

    Di cosa si preoccupa sig. Pretoriano, dopo l’assoluzione dei nostri politici, tutto sarà permesso e nessun reato è stato riconosciuto. Cosa vuole che siano cinque milioni delle vecchie lire. Si legga l’articolo del Corriere della Sera del primo d’aprile in proposito e, si legga soprattutto i commenti dei lettori. Qualcuno ipotizza sia uno scherzo, vista lincrecibilitadella vicenda. C’è persino un valdostano (in malafede) che dice che lui conosce bene i nostri politici, che non sono i migliori del mondo, ma questo articolo è solo un pesce d’aprile.

  5. Ya basta Says:

    Scusate, se queste persone continuano a restare dove sono è perché qualcuno nella segreta cabina ha tracciato una crocetta al posto giusto dandogli la possibilità di stare lì. Il perché non lo so, sicuramente alcuni, per dirla alla Pirandello uno nessuno centomila, l’hanno fatto perché sai poi un domani lui si ricorderà e allora magari un posticino ecc… Si chiama clientelismo, esiste dall’epoca romana.
    Se pensiamo che la magistratura si muova dopo questa notizia, è necessario che esista una violazione penale altrimenti la magistratura non può fare nulla. (è anche vero che dopo le ultime sentenze magari alla Procura non venga tanta voglia o almeno ci penserà 5 volte prima di perdere un sacco di tempo) C’è la questione morale ma questa si insabbia tranquillamente e poi la memoria è corta, quello segnalato dal “Pretoriano” io sinceramente non lo sapevo. Quindi? Morale? Non votiamo queste persone, diamo un segnale, annulliamo la scheda. E’ vero che questi hanno la faccia da tola e sarebbero capaci di governare anche con il solo 3% degli elettori ma almeno avremmo ragione a lamentarci e poter dire quell’uomo è al governo non certo per mia volontà. Ci sarebbe un’altra soluzione ma allora sì che la Procura, a ragione, avrebbe da lavorare.

  6. Fierobecco Says:

    Da un punto di vista contabile l’operazione è corretta: se vendono la vecchia sede si tolgono una immobilizzazione e si crea sicuramente una plusvalenza.
    Del resto senza plusvalenze come farebbero a fare utile?…

  7. artemisio Says:

    La soluzione sarebbe facile, basterebbe trasferire in massa i conti dalla BCC ad altre banche e non votare più i vari politici interessati, compresi gli ultimi assolti perchè “il fatto non costituisce reato” ecc. ecc. Ma si sa tutti teniamo famiglia e io stesso se qualcuno mi offrisse un lavoro “sicuro” sarei pronto a saltare …

  8. Roberto Mancini Says:

    Temo che sia una maialata, ma legale.
    Avendo abolito sia vergogna che decoro, ormai pure l’italianissima Vallèe sprofonda nella voragine di queste voraci termiti rossonere.
    In Calabria si troverebbero benissimo….

  9. sbuffovda Says:

    che schifo … sono socio della bcc, volevo lasciarmi alle spalle le grandi banche nazionali sperando in meglio …

  10. BuonaPasqua Says:

    Dopo quanto spiegatoci dal signor Fierobecco (il tutto è stato fatto per ragioni puramente e strettamente contabili, per generare plusvalenze…) penso che abbia pienamente ragione il signor Bruno: l’ha fatto per il bene della Valle d’Aosta e, per osmosi, per il bene di Fénis. Le diverse decine di indigeni che si stanno mobilitando poco capiscono delle superiori ragioni del bene pubblico! Occorre che qualcuno vada a spiegar loro il tutto per placare i loro insensati bollori: qualche volontario?

  11. poudzo! Says:

    Non so da che parte cominciare perchè avrei un camion di cose da vomitare….anzi sapete cosa vi dico? mi è salita la nausea in questa ultima settimana leggendo i giornali e il servizio dedicato alla vda dal tg5 e da radio 24…ora questa chicca quindi ora posso finalmente VOMITARE.

  12. diantras Says:

    Per il signore delle PLUSVALENZE:
    -la vendita della sede vale 350.000 euro (perizia bcc),
    -la ristrutturazione del bar bistrot costa 290.000 euro (perizia bcc)
    -l’affitto costa 27.600 euro /anno
    risultato
    dopo neanche DUE ANNI la bcc non ha più la sede di Fènis in proprietà,
    non ha più i soldi ricavati dalla vendita perchè spesi a ristrutturare il bar bistrot e in compenso dovrà continuare a pagare 27.600 euro /anno di affitto….
    Dico che l’operazione anche dal punto di vista delle plusvalenze fa acqua da tutte le parti!!!
    Dal punto di vista del buon senso e del del buongusto è meglio non commentare.

  13. diantras Says:

    Pardon, Fénis

  14. patuasia Says:

    Grazie signor diantras per le utili informazioni. Mi par di capire che quella della banca sia una scelta che segue la via del favore…

  15. bruno Says:

    Che Perron versi in notevoli difficoltà finanziarie?

  16. Anna Says:

    Da un punto di vista privatistico, ma non politico, posso capire Perron che fa i suoi interessi personali, ma la BCC chi la governa? Dov’è il Consiglio d’Amministrazione? Nessuno interviene? E tutti i soci correntisti non alzano neppure un sopracciglio? Dopo aver letto quanto scritto da Diantras, Io chiuderei tutti i conti, questo episodio non mi dà alcuna garanzia di buona amministrazione.

  17. Fierobecco Says:

    Dopo il punto interrogativo del mio primo post ho messo tre puntini … che lasciavano la frase in sospeso.
    Pensavo si capisse ma forse sono stato troppo sintetico.
    Il senso era “quest’anno fanno plusvalenza, utile e bella figura e poi? I prossimi anni? Quando non ci sarà più nulla da vendere?”
    Col secondo post prevedo che fare nuovo utile sarà problema di altri: una holding come scritto nell’articolo oppure una fusione con altre bcc più grandi.
    Comunque più o meno tutte le banche hanno seguito questa politica di vendita ed affitto per cui sono sempre meno le caratteristiche che rendono le bcc “delle banche differenti” come diceva una vecchia pubblicità.

  18. sbuffovda Says:

    ringrazio fierobecco per le sue precisazioni; ci tenga tutti informati … in questa banca mi sono trovato e mi trovo bene … non mi hanno mai rotto … per vendermi qualunque cosa tipo carta di credito aggiuntiva, o propormi improbabili titoli … tipo bond argentini … e pensavo che qualcosa di buono la facesse veramente ….

  19. Anna Says:

    Qualcuno lancia il sasso e poi ritira la mano. A questo punto BCC spieghi con dati e numeri.

  20. Fierobecco Says:

    Quale occasione migliore del 19 aprile, Assemblea dei soci, per farsi spiegare da amministratori e direzione i dati in possesso di Diantras?

  21. GiuseppeVdA Says:

    Il tutto è gia sulla Vallée di questo sabato edizione ancora in edicola.
    Dall’articolo si evidenzia bene che :
    – 70 soci hanno scritto una bella letterina al Presidente e agli Amministratori della BCCV
    – che quelli più arrabbiati sono quelli di Saint Marcel
    – che gli hanno fatto una bella serie di domande a cui TUTTO il Cda deve rispondere
    – che il Presidente della BCC dice che è già da due anni che stanno cercando e che tutto il Cda era d’accordo

    Concordo con Fierobecco e diantas ma non con Anna:

    – qui sembra che l’iniziativa sia solo di pochi del Cda per compiacere il potente assessore di riferimento ( la direzione e gli uffici sono certo sono stati molto freddi sull’argomento..)
    – chiudere i conti cara Anna vorrebbe dire far male alla nostra banca e a noi soci… piuttosto pensiamo bene cosa e chi votare il 19 in assemblea… e se per allora non ci sarà risposta alla lettera allora si che dovremo avere spiegazioni formali proprio li!!

  22. Alessio Says:

    La vergogna questa sconosciuta…
    Appunti per la prossima vita; procurarsi una condanna, cospargersi di sterco il volto e la coscienza e poi, finalmente, partecipare ai provini per diventare POLITICO !!!

  23. anna Says:

    Anche lì mi pare di capire che sia sempre la solita storia e più precisamente la lotta tra le due Union. In sostanza lotta di potere, lo vedremo dai risultati.

  24. exit-paul Says:

    Sono anni che la “politica” cerca di mettere le mani sulla BCC, finora con poca fortuna: in occasione delle ultime elezioni del Consiglio di Amministrazione, per esempio, la “cordata” sostenuta da Rollandin fu respinta dai soci. Gli stessi soci che, tuttavia, votarono nel Consiglio Dino Viérin (il quale peraltro non ottenne tantissimi voti), allora un po’ ai margini della vita politica…
    D’altronde una Banca con 9.000 soci residenti in Valle e oltre venti filiali ben distribuite sul territorio fa gola a chi detiene il potere.
    Il rischio, oggi, è quello di consegnare la banca alla “politica” peggiore, come ha dimostrato qualche anno fa la vicenda della B.V.A. spa, la banca voluta e costituita dalla Regione, con Consigli di Amministrazione pieni di portaborse e di politici trombati, la quale evitò il fallimento grazie all’intervento della Banca d’Italia che la fece acquisire per incorporazione proprio dalla BCC, banca cooperativa allora in piena salute.
    Un consiglio ai soci che, come me, andranno a votare all’assemblea del 19 aprile: non affidiamo la nostra banca ai politicanti di turno, votiamo per candidati liberi, competenti, capaci di resistere alle pressioni politiche. Ne va della nostra dignità e dei nostri…soldi.

  25. sbuffovda Says:

    il punto è capire quali sono veramente liberi…

  26. GiuseppeVdA Says:

    BRAVO EXIT-PAUL!! parole sante!!!. In più come soci abbiamo avuto la fortuna, nonostante le perplessità iniziali visto che era uno di fuori Valle ed arrivava da una “grande” banca, di avere ora un Direttore Generale che ha saputo riorganizzare il tutto, motivare i dipendenti , ridare smalto e far crescere la BCC fuori dalle pastoie locali, creare cose nuove per noi e sorpattutto non ha chiuso i cordoni del credito per le famiglie e per gli artigiani !!! L’importante è che rimanga a lungo in banca e che non lo costringano ad adeguarsi al sistema…ha resistito due anni e sono certo che continuerà.. l’ho consociuto ad evento ed ho avuto modo anche tra altri soci di condividere che è una brava persona ed anche professioanlmente preparata. Il giusto Consiglio di Amminsitrazione farà il resto!

  27. patuasia Says:

    Conto su di lei, signor exit-paul.

  28. anna Says:

    Bisognerebbe evitare di votare persone che detengono incarichi in società partecipate della Regione. Avere un incarico, potrebbe essere un indice di maggior sudditanza bei confronti della classe politica e quindi di minore autonomia di giudizio e maggior condizionamento.

  29. Neceme Says:

    Mi sa che siamo usciti un po’ dal seminato. I soci fenisan e marcolein vogliono semplicemente capire se l’operazione sta in piedi dal punto di vista economico finanziario. Se verranno fornite giustificazioni pertinenti e convincenti, non potranno fare altro che prenderne atto.

  30. BuonaPasqua Says:

    Rientrando nel seminato: gran parte dei fenisan e dei marcolein hanno già capito che si tratta di un’operazione poco limpida fatta passare per necessaria, e generatrice di plusvalenze…Tutto può essere giustificato, spiegato, rasentando il ridicolo: il signor Frigerio da’ la colpa dei disastri gestional/finanziari del casinò ai clienti troppo avidi: hanno vinto troppo, questi cattivoni, vanificando il suo squisito lavoro. Per dire che la qualità e la sincerità delle spiegazioni sono indice della qualità e della serietà dei motivi che a certi esiti hanno condotto. A lungo i valdostani si sono accontentati di spiegazioni ridicole prendendole per vere (l’aeroporto…do you remember?). Se ora qualcuno finalmente non accetta più, non fa più finta di credere a giustificazioni tecniche e preconfezionate (ma tossiche nelle conseguenze) io credo sia un bene. Spero davvero che vadano avanti, coloro che finalmente partecipano attivamente alla vita pubblica per correggerne i soprusi anziché per dividersene le briciole.

  31. bruno Says:

    A proposito dell’esperienza maturata da G. D., qualche vecchio funzionario regionale si ricorderà senz’altro della sua breve permanenza presso l’Ass.to al turismo come segretario particolare di Sergio Ramera, assessore fantasma democristiano per breve tempo. Era sempre in giro per i corridoi, cosa facesse non si sa. Nessun funzionario lo degnava di uno sguardo. Fu in quel periodo che si meritò il nobile appellativo più sopra menzionato, potrei anche dirvi chi lo coniò. Poi sposò una figliola piena di soldi, pensavo gli bastasse, non avendo più sentito risuonare il suo augusteo nome ed essendo venuto a mancare, dopo un po’ di galera, il suo mecenate e poi anche il suo partito politico.

  32. JulienS Says:

    In concomitanza col polverone alzato dall’affaire-Bistrot a Fénis è accaduta una cosa piuttosto singolare, se non unica: la maggioranza unionista uscente se ne è uscita del tutto non presentandosi nemmeno alle elezioni. Strada libera all’opposizione. Cosa è successo? Probabilmente i soprusi in corso non avrebbero granché giovato al risultato di per se già incerto (la volta scorsa lo scarto fu di pochissimi voti), però un abbandono preventivo è sorprendente e fa sorgere molte domande. Qualcuno ne sa qualcosa?

  33. Taty Says:

    E comunque ritornando all’affaire, sembra che un piccolo cavillino legale , fermerebbe tutta ma proprio tutta l’operazione “spostiamo tutti i soldi e non solo (vedi anche la controllata batiment) a casa del pargoletto imperiale”, ci sia. Pare che il bar-ristorante-lo Bistrot di Fénis abbia un contratto di destinazione d’uso come ristorazione vincolato per vent’anni La scadenza nel 2019. E se è così…………….


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