Questo esame non s’ha da fare!


Riceviamo dal Gruppo di aspiranti guide della Valle d’Aosta e volentieri pubblichiamo.

Dopo due mesi di paziente e infruttuosa attesa, vogliamo portare all’attenzione dei mezzi di informazione la situazione paradossale in cui ci troviamo noi aspiranti guide turistiche della Valle d’Aosta, al centro di uno stallo che ci impedisce di certificare le competenze che abbiamo acquisito e di contribuire alla promozione turistica della nostra regione. Da metà dicembre siamo in attesa di poter sostenere l’esame che ci permetta di ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica, nonostante abbiamo concluso regolarmente il percorso di formazione organizzato dall’Assessorato regionale turismo, sport, commercio e trasporti. L’esame, inizialmente programmato per il 18 e il 19 dicembre, è stato rimandato per due volte e, a oggi, non sappiamo quando potremo sostenerlo. A ottobre 2014 abbiamo superato, tra circa 130 candidati, la selezione per l’accesso al corso di formazione (a pagamento) organizzato dall’Amministrazione regionale. Dopo 109 ore di corso, con una frequenza che per tutti ha superato l’80% delle presenze richieste, ci è stato comunicato che l’esame sarebbe stato rimandato al 12 gennaio. Il 9 gennaio, dopo numerose sollecitazioni da parte nostra, ci è stato comunicato che l’esame era stato rimandato ancora, questa volta a data da destinarsi. Ad oggi, siamo ancora in attesa di una comunicazione sulla data e sulle modalità di svolgimento dell’esame.

A quanto ci è dato sapere, l’esame è stato rinviato per un problema legale nella definizione della commissione d’esame: la commissione dovrebbe essere nominata dalla Giunta regionale, che a tutt’oggi non ci risulta abbia deliberato niente in questa direzione. Durante lo svolgimento del corso e in questi ultimi mesi, molti di noi si sono organizzati autonomamente e in gruppo per poter approfondire la propria formazione, affiancando alle lezioni frequentate molte visite luoghi d’interesse turistico e culturale della Valle d’Aosta: tutto questo per arricchire la nostra preparazione e poter immaginare nuovi percorsi di scoperta per i turisti che vorranno raggiungere la nostra regione. Riteniamo paradossale che, in un momento come questo, venga rallentato l’iter che ci permetterebbe di esercitare una professione di interesse collettivo. Non è ammissibile che ci venga negato il diritto di avere una qualifica: la nostra attività gioverebbe al settore turistico valdostano, arricchendolo con nuove competenze (professionali e linguistiche) e nuove energie. Il corso di abilitazione è stato promosso dall’Amministrazione regionale per rispondere alle esigenze di crescita qualitativa del settore. Per noi, questa è stata l’occasione di arricchire le nostre competenze e le nostre professionalità. Vogliamo dunque poterle mettere a disposizione del territorio e della comunità, per contribuire alla valorizzazione turistica dell’eccezionale patrimonio della nostra regione.

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19 commenti su “Questo esame non s’ha da fare!”

  1. mary Says:

    Piu si è numerosi più le fette di torta si riducono

  2. sbuffovda Says:

    Mi preoccupa la situazione. Ormai, tranne i pensionati, tutti devono frequentare dei corsi di formazione … se poi dopo tanto impegno, … devi sperare che si formi la commissione per l’esame finale …

  3. giancarlo borluzzi Says:

    130 candidati hanno partecipato alla selezione per l’accesso al corso.
    Quanti l’hanno frequentato?
    Quanti supereranno l’esame quando ci sarà?
    Tutto questo è contorno, l’arrosto è che il nuovo numero di guide turistiche potrà ragionevolmente pensare di arrotondare, se va bene, altri necessari introiti per sopravvivere.
    Conosco due guide turistiche della Valle, ottime quanto professionalmente preparatissime persone.
    Se, dopo l’esame, ne arrivano altre 100, solo chi crede ai 7 nani può illudersi di lavorare guadagnando quanto necessario per vivere.
    Quali competenze linguistiche hanno le aspiranti novelle guide? Loro ci possono ufficialmente essere, ma senza turisti che vogliano spendere in guide, la qualifica muore lì.
    Mica poi chiederanno di essere assunte in regione …

  4. Curvàss Says:

    Da quanto ne so (v. bando), sono 30 i candidati che hanno superato la selezione dei quali 5 per il tedesco e 5 per il russo. Quindi non vedo che gravi rischi ci siano per le vecchie guide che hanno beneficiato di una situazione di mercato bloccato per 15 anni. Ma il liberista Borluzzi è per il mercato bloccato? Ah no lui è per le corporazioni, dimenticavo.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Amatissimo Curvàss, 130 candidati teorici ma solo 30 hanno frequentato i corsi: i numeri contano e vai ringraziato per un’ info che doveva giungere dagli estensori del post.

    Mi risulta, da internet, che ci siano al momento 33 guide turistiche in regione.
    33 + 30 = 63.
    Io non sono per il mercato bloccato, ciascuno studi cosa vuole; purtroppo la concorrenza è relativa perché chi usufruirà delle guide le contatta generalmente una tantum nella vita e va a caso.
    Delle 33 attuali solo 14 dichiarano di conoscere l’inglese, direi che sono un passo avanti nella possibilità di essere scelte.
    Resta il fatto che 63 guide saranno formalmente tali ma non vivranno di tale attività, tranne eventuali eccezioni.

    Mi ritrovo nel liberismo del Tea Party, quindi non voglio il mercato bloccato, ma altrettanto sono contrario all’eventuale protesta di chi poi dicesse di aver frequentato corsi a pagamento proposti dalla regione e come conseguenza volesse essere in qualche modo inquadrata nell’organico regionale pagato da tutti

    Su io me e le corporazioni: Curvàss, guarda il mio dito….

  6. patuasia Says:

    Uno può fare tutte le ipotesi che vuole, ma non credo proprio che le guide che hanno superato una prima selezione per accedere al corso e un successivo esame, chiederanno di far parte dell’organico regionale, si tratta di possedere una qualifica per svolgere un lavoro come privato.

  7. Andrea Says:

    Et voila la regione non riesce neppure ad organizzare un esame. Non è la prima volta. Ho visto tanti esami organizzati dallo stato sempre regolarmente svolti ed ho visto tanti esami mal organizzati o peggio non organizzati dalla regione. Incapaci di essere autonomi.

  8. giancarlo borluzzi Says:

    Osservazione.

    E’ corretto che per fare la guida turistica uno debba superare un esame, altrimenti anche mia zia Everalda farebbe la guida.

    Ma non trovo corretto che per sostenere l’esame uno debba imperativamente frequentare un corso organizzato intuitivamente da UV-dipendenti.

    Chi si ritiene istruito su questa regione (e sa come colmare sue eventuali lacune) deve poter sostenere l’esame senza corsi in cui, nella Valle dell’UV, si “insegna” anche perché la piazza centrale di Aosta è dedicata a una noto personaggio; sicuramente il giudizio su costui è soggettivo e la dedica della piazza viene altrimenti motivata da chi non è nutrito dal palazzo.

    Voglio dire che tali corsi toccano la Valle con occhio partigiano laddove la partigianeria può intrufolarsi, oltre a lasciarmi più che dubbioso sull’eventualità che le informazioni prevalentemente geografico/montano/alpinistiche non contengano strafalcioni di grandezza XXXL.

    Sulla parentesi “(a pagamento)” del Gruppo senza referente: ovvio che chi riceve lezioni le debba pagare lui e non tutti i cittadini con partita di giro regionale.

  9. Curvàss Says:

    Caro Borluzzi, capisco che disegnare tutti gli scenari possibili pro domo sua sia divertente, ma lo trovo poco utile. Dopo aver detto che le guide potrebbero richiedere di essere assunte in regione (?), adesso dice che i docenti del corso sono tutti pasdaran dell’UV. Ma cosa ne sa? Sulla base di quale informazione fa queste allusioni? L’esame deve essere preceduto da un corso perché così stabilisce una norm regionale e così avviene in molte regioni italiane.
    Quanto al suo dito, se lo tenga d’acconto, io guardo la luna.

  10. sbuffovda Says:

    non sono dotto come il dottor Borluzzi, ma se la legge prevede un corso e poi l’esame, … si faccia l’esame … e poi è quello che chiedono i diretti interessati … si rispetti chi vuole tentare di lavorare a norma di legge

  11. GG Says:

    A giancarlo borluzzi
    Ho guardato anch’io un po’ di statistiche su internet, confrontando VDA e provincia di Cuneo.
    VDA: abitanti 120.000, turisti 2.000.000 (presenze 2013), guide turistiche 33/63;
    CN: abitanti 550.000, turisti 984.000 (presenze 2013), guide 295;
    Magari tutte le guide turistiche del cuneese sono alla fame, non lo so, però 33 guide a fronte di 2.000.000 di presenze turistiche annuali a me sembrano pochine. E la decisione di non fare l’esame mi pare una mera tutela di corporazione.

  12. Curvàss Says:

    Giusto per ricordare quanto la Sig.a Novallet, Pres. di una Associazione di guide, affermava il 24/9/14 sventolando il famoso stendardo:
    “Aggiungere 30 persone in elenco significa raddoppiare i professionisti. E noi ‘vecchie’ guide cosa facciamo? Come mangiamo? Non abbiamo incarichi, non abbiamo entrate certe, tranne i clienti che a fatica conquistiamo e fidelizziamo. Dopo 20-25 anni sul territorio e di professionalità, questo bando ci mette in ginocchio, esponendoci alla concorrenza di persone che vengono da fuori, lavorano qui e poi pagano le tasse nei loro Paesi; succede già con francesi e tedeschi che vengono qui con le guide che arrivano dai loro Paesi. Ma succede con le guide piemontesi che cercano di conquistare nuovi mercati” (da AostaSera)
    Alla faccia della concorrenza e, soprattutto, delle direttive europee che hanno liberalizzato l’esercizio della professione. Ma per le guide patentate la VdA forse non è in Europa…

  13. sbuffovda Says:

    la novallet ha pensato o pensa agli altri; …. la concorrenza credo che non sappia che esista

  14. giancarlo borluzzi Says:

    @sbuffo.

    La legge prevede un corso, dici (come il luninoso Curvàss): ma, se una legge esiste, non è detto che sia ispirata dal buon senso.
    Non contesto l’esistenza del corso, ma l’obbligo del frequentarlo come imperativa premessa per poi sostenere l’esame.

    Come scommessa anni fa superai l’esame di francese per insegnanti di arte. Ma non ho mai seguito una sola ora di lezione di lingua francese in vita mia (come non ho mai insegnato niente a nessuno).
    Pure mia moglie superò l’esame di francese (premessa per insegnare tedesco: demenza solo valdostana, intuibilmente voluta da quelli che il prode Curvàss chiama pasdaran dell’UV).
    Uno può conoscere la Valle senza frequentare corsi in cui, se si loda Chanoux, significa che i pasdaran dell’UV hanno accesso come “docenti”.

    @GG.

    Ammetterai che le guide turistiche valdostane non vivono esclusivamente grazie a questa loro attività, come men che mai quelle ai piedi del Monviso.
    Ciascuno sostenga gli esami che vuole, il mercato specifico farà trovare i clienti secondo logica.
    Ammetterai che per tanti mesi di ogni anno di turisti in cerca di guide … nisba o quasi.

    @ Curvàss.

    Io non escludo che una cooptazione di guide turistiche in uno speciale contenitore ricevente sesterzi da mamma (altrui) regione possa essere richiesta e magari prima di una tornata elettorale più o meno soddisfatta.

  15. sbuffovda Says:

    Di buon senso ne manca, senz’altro; scommesse ognuno ne fa nella vita. Se lei non ha mai seguito una sola ora di lezione di lingua in francese in vita sua e ha superato l’esame di francese … complimenti. Evidentemente le regole per l’accesso all’esame lo consentivano. Ma non è sempre così. Le guide turistiche ne sanno qualcosa. Chiedono di fare l’esame finale.
    Mi pare che Lei abbia dei trascorsi in politica. All'”esame” dei cittadini si è presentato per scommessa? Forse ha dovuto seguire l’iter previsto dalla legge, … buon senso a parte ….

  16. sbuffovda Says:

    pardon … per la sua candidatura ….

  17. giancarlo borluzzi Says:

    @ sbuffovda.

    Nota a margine su quell’insensatezza somma dell’esame di francese.
    Ritengo di essere stato promosso anche perché chi presiedeva la commissione esaminatrice non condivideva l’esistenza strumentale dell’esame.
    Ritengo che mia moglie abbia superato il medesimo esame (pur non conoscendo, a differenza mia, per nulla il francese, tant’è che copiò tutto il dettato dal vicino napoletano che il francese l’aveva studiato vari anni a Napoli) perché alla commissione lei bionda dagli occhi azzurri sfagiolava più di colui, bruno dalla pelle scura, da cui aveva copiato e che comicamente fu bocciato pur sapendo tutto e mia moglie niente!!!!
    Nota nella nota per sottolineare il cretinismo implicito in tale esame di francese: mia moglie doveva insegnare tedesco e il napoletano matematica!

    L’iter burocratico per presentarsi alle elezioni ha una logica che manca nel caso delle guide turistiche, che nell’esame trovano il momento in cui la loro effettiva conoscenza è valutata: perché obbligatoriamente passare attraverso le forche caudine, alias corso, in cui intuibilmente viene data un’interpretazione partigiana di tutto ciò che concerne questa regione?

  18. sbuffovda Says:

    ripeto quanto scritto ….
    non sono dotto come il dottor Borluzzi, ma se la legge prevede un corso e poi l’esame, … si faccia l’esame … e poi è quello che chiedono i diretti interessati … si rispetti chi vuole tentare di lavorare a norma di legge

    … qualcosa mi dice che le aspiranti guide non avranno bisogno di copiare, anche perché si sono preparate, e soprattutto perché sono motivate

  19. giancarlo borluzzi Says:

    @sbuffo.

    Sembriamo un cinese che parla a un turco ed entrambi conoscono solo la loro lingua.
    Non ho mai negato la necessità dell’esame, ho detto invece di essere contrario all’imperatività del corso.

    A mia moglie è stato permesso copiare da un aspirante docente in matematica perché il dotto in francese non vedeva in mia moglie chi poteva ostacolarlo nella corsa al posto cui ambiva.
    Sulle aspiranti guide: homo homini lupus ….


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