Les jeux ne sont pas faits!


Come possono l’Union valdotaine e la Stella alpina lasciare marcire quello che resta della Fédération? Insieme usano la stessa cabina armadio e conoscono tutti gli scheletri che hanno in comune: impossibile uno sfratto. Che farà dunque il PD? Farà parte di una ammucchiata più grande e imprevista? E come difenderà Donzel e la sua claque di ferventi donzelle, il concetto tanto urlato di CAMBIAMENTO? Se già ora la dirigenza PD si arrampica sui vetri saponati di una giustificazione politica, dopo sarà impossibile. CreareVdA è un soggetto troppo viscido per riuscire a mantenere un minimo di equilibrio. E di decenza. Consiglio a Centoz di far leva sul ruolo nazionale del suo partito e di non ammettere il partito di Lavoyer in una eventuale coalizione futura per le elezioni comunali. Già ha riunito  le due parti dell’Union ci manca che raccatti anche i resti! Il suo deve essere un NO categorico! Nel caso non fosse ascoltato sarebbe opportuno riaprire immediatamente il dialogo con Alpe e Sinistra VdA (dialogo che sarebbe stato sensato aprire da subito). In questo caso si avrebbero due liste interessanti che rischierebbero entrambe di risultare prime. Si aprirebbe un nuovo scenario. Una bella sfida politica al posto di un dèjà vu. E poi come si troverebbe Viérin senza la stampella PD che lo giustifica a sinistra? E come potrebbe giustificare l’opposizione in Regione?

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7 commenti su “Les jeux ne sont pas faits!”

  1. bruno Says:

    La creatività dei politici non ha limiti, altro che quella degli artisti!

  2. patuasia Says:

    E’ giusto che sia così, anche la politica è creatività. Il dramma è che i nostri non sono creativi per niente.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Entrare in una toeletta e trovare parte di quanto ivi depositato dal precedente utilizzatore, poco attento al lasciare una cosa come vorrebbe trovarla, è urtante.

    Ma va chiarito che l’impuntarsi del PD e il suo legittimo pretendere una toeletta decente cozzano contro un’altra angolazione del problema: si può dire no a un accordo a 2 (PD & UVP) + 3 (UV & SA & marchingegno cavalcato da chi vuol vivere di politica) e stilare un accordo organico PD/UVP/UV/SA, ma in sede di presentazione delle liste e appoggi a sindaci di coalizioni già consolidate non si possono escludere postulanti/appoggianti quali il marchingegno preindicato, come pure quello ipotetico di un movimento delle caldarroste o pro polenta concia che volesse appoggiare il sindaco individuato dal quartetto.

    Voglio dire che l’UV ha dato l’ok al predetto marchingegno contestualmente al ri-incollaggio dei cocci federazionistici, per cui il PD deve scegliere: se accetta il matrimonio con l’UV, i federazionistici e, peggio ancora, i paronici se li troverà comunque vicini più tardi; se non accetta, l’ipotesi formulata da Patuasia sarebbe una scelta ottimale nel solco della logica da parte di un PD che a Roma vuole impersonare il rinnovamento.
    In questa seconda e augurabile ipotesi, se anche l’UVP facesse parte della comitiva, il successo sarebbe scontato.

    Giudizio complessivo: le idee nelle teste piddine paiono poche, confuse e contraddittorie.

  4. Puccettone Says:

    quello che sinceramente non riesco a capire è questo:

    -PD e UVP vogliono la discontinutà.
    -PD e UVP sono d’accordo all’alleanza con UV e SA che hanno espresso sindaco, vicesindaco e 2/3 della giunta, ma non con eventuali altre componenti che ne hanno rappresentato una quota decisamente inferiore nel governo e consiglio comunale della città.

    Ora anche un imbecille capisce che la discontinuità ce l’hai NON se cambi la parte piu piccola di una coalizione, ma se ne cambi la parte piu consistente.

    L’unica discontinuità oggettiva pertanto sarebbe un’alleanza alternativa all’attuale che avesse come base un’alleanza tra UVP – PD – Alpe.

    La mia conclusione: si usa la parola discontinuità (che nei fatti non ci sarà) per far digerire al proprio elettorato la scelta incoerente che PD e UVP stanno compiendo.
    E ogni interlocutore in piu seduto al tavolo diminuisce il numero di poltrone assegnabili ad ognuno, ed è questo, secondo il mio modesto parere, il vero motivo che crea fastidio ai dirigenti di PD e UVP.

  5. roberto mancini Says:

    Puccettone,
    temo che lei abbia perfettamente ragione.
    Un conto è avere il 41% dei voti (peraltro alle europee…), essere egemoni ed imbarcare ritagli e frattaglie del passato.
    Un altro conto, come in Vda e ad Aosta, è quello di viaggiare verso il 9-12% , rinunciare ad ogni egemonia culturale ed imbarcare il 40% di frattaglie dl passato.

  6. Geronimo Says:

    già, la disconinuità. Che belle porola! Parola appunto e come tutte le parole, vloatile e facilamente smentibile.
    Rimane il fatto che l’opposizione si fa sempre quando conviene e quando “non c’è trippa per i gatti”.
    Appena si presenta una occasione elettorale, quando c’è trippa, allora si fanno i convegni sull’autooimia e si invocano i “niveaux differents”. che strano.
    Quello poi di stare con la maggioranza quando conviene e contro quando non serve (non nel senso degli interessi dei cittadini ma in quello “stretto” delle convenienze di parte) è un esercizio ignobile del peggior opportunismo.
    Non so quanto questo sia comprensibile o condivisibile dai cittadini. Quello che è certo è che da mesi la politica valdostana è ingessata da questi maneggi, alla faccia dei problemi degli stessi cittadini.
    Quello che stupisce è che quando qualcuno non è d’accordo e ne trae le dovute conseguenze, magari facendo qualcosa di incredibile come dimettersi, passa per uno che non capisce le regole della “buona” politica” che sarebbe quella del compromesso ad oltranza.
    Se non ci stai, allora sei nell’angolo. Come dire: non conti più niente!
    Se invece ci stai, sembra a me, allora sei come tutti gli altri.
    Non sei opposizione e quello che hai detto per anni, contro Le President e i metodi della maggioranza, rimangono, appunto, parole.
    Che poi tu voglia essere opposizione e maggioranza insieme, a seconda delle convenienze, è almeno indecente. Come indecente è usare franchi tiratori e Quinte colonne per alzare la posta.
    Ma quello di seminare zizzannia ed esercitare l’arte del ricatto è il metodo da sempre usato da qualcuno. E dal patto di Pontey in poi, vale la regola che se non puoi sconfiggere il nemico, meglio allearsi e scendere a patti, tanto qualcosa si porta a casa (tipo sette anni di Assessorato per Junior).
    Guai a rimanere coerenti altrimenti ci rimetti. E dato che questi a dimettersi non ci pensano proprio, nell’interesse dei valdostani sicuramente, staranno con l’Union e SA al Comune e pretenderanno di rimanre opposizione in Regione, almeno fino alle prossime elezioni, perchè allora … i “niveaux” ridiventeranno uguali.
    Il colpo da maestro di reimbarcare “Creare Vda” serve appunto per smascherare i veri/finti oppositori. Ed è anche vero che quando stai al tavolo, quanti più commensali ci sono, più piccole sono le fette della torta.
    Comunque, una opposzione vera e che rimanga tale fino a quando non si rimettono in gioco, programmi, metodi,priorità ed obiettivi, di sicuro servirebbe. Per questo spiacciono le dimissioni e soprattutto le ragioni che la hanno determinate.

  7. patuasia Says:

    Signor Geronimo, molte sono le cose che condivido con lei poche quelle che non condivido. Parto dalle prime. I niveaux différents sono un’indecenza. Un opportunismo insopportabile degno della peggior Democrazia Cristiana. L’UVP tiene lo stallo per alzare la posta, lo sfrutta per farsi propaganda con la demagogia di una presunta opposizione al sistema. Condivido anche l’ipotesi che al momento attuale per Alpe, ma anche per il PD se vuole salvare la faccia, fare opposizione vera sia l’unica strada percorribile. Ma ieri non era così, ieri un accordo con la maggioranza era un passo importante e avrebbe spiazzato la logica solita, certo non sarebbe stata una rivoluzione, ma la politica parlamentare è appunto un’alternativa alla rivoluzione. Coerenza cosa vuol dire? Un partito non è una religione. Si può, anzi si deve, essere coerenti con il proprio obiettivo che non è mai solo personale e giostrarsi la coerenza quotidiana nel modo migliore per raggiungere un risultato. Altrimenti si perde sempre e perdere porta con sé la grande responsabilità di far vincere sempre i peggiori.


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