Chiuso per fallimento!


Dell’identità della Valle d’Aosta e della sua salvaguardia non ha mai fregato a nessuno in primis all’Union valdotaine. La prova, se ce ne fosse ancora bisogno, è il fallimento della scuola plurilingue. Un progetto nato dall’interesse di alcune mamme con figliolette in raggiunta età scolastica. Partorito di fretta e finito con altrettanta fretta. Un progetto simile, se serio, non può nascere da un’esigenza personale, ma da una visione culturale ampia, dotata di obiettivi e di orizzonti per tutti. Non è stato così né potrà mai essere così. Diamo un’occhiata in giro.

Quanti soldi sono stati spesi per organizzare corsi di formazione, gite, trasferimenti vari, incontri sulla francofonia, traduzioni, mostre, film senza parlare dei costi fissi per l’indennità di francese per i dipendenti pubblici? Una enormità! Il risultato? Un fallimento su tutta la linea! Il francese non si parla. Direi che è addirittura una lingua odiata. Ma andiamo avanti. L’identità di un luogo si costruisce oltre che con la lingua, con la sua storia. Come è stata trattata la storia? Con umiliazione. Il nostro capoluogo viene definito, a ragione, la Piccola Roma, frega a qualcuno? No! Non solo, sembra che dia fastidio. L’ex assessore alla Cultura, Laurent Viérin, paladino dell’identità, ha mortificato il Teatro romano costruendo lì accanto un catafalco di ferro. Un enorme insulto. La Restitution dell’ignoranza e del cattivo gusto. Non pago ha trasformato la piazzetta d’Armi: il cuore della città e della Fiera di sant’Orso, in un anonimo passaggio, svilendo sia la Porta Pretoria sia la vivibilità degli aostani. Un colpo inferto alla storia e alle consuetudini. Restitution di altra porzione di ignoranza… come se mancasse. L’attuale scoperta della struttura megalitica, un cromlech simile a quello che si trova al Colle del Piccolo San Bernardo, ma molto più esteso, non è vista con la passione che dovrebbe, credo che sia, più che altro, una enorme seccatura. Ritarda la costruzione del nuovo ospedale!

La crisi economica non sfiora i portafogli dei politici iper identitari, ma taglia i contributi ai musei. Proprio ai luoghi dove l’identità si tutela. Il MAV non ha soldi per acquistare opere di pregio del nostro artigianato, l’Archivio sonoro di Arvier chiuderà i battenti; la Biblioteca regionale non ha un euro per acquistare i libri; cinquemila pezzi di cultura rurale, donati da François Cerise alla Regione per la realizzazione di un museo, giacciono chissà in quale cantina o in quali case; le sagre paesane spaziano dai prodotti del territorio a ridicoli prestiti mediterranei. Non accenno ai servizi che sono da terzo mondo.

Il modello Valle d’Aosta è un bazar disordinato. Un negozio cinese dove si trova di tutto, senza qualità e a caro prezzo. Il modello Valle d’Aosta è un modello che ha fallito! Ditemi con quali argomenti possiamo difendere l’Autonomia?

 

 

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12 commenti su “Chiuso per fallimento!”

  1. Rasputino Says:

    Aggiungerei che, se si ha cura la propria identità, si é anche fieri di farla conoscere e renderne partecipi coloro che non sono nativi del luogo. Questo si ottiene con collegamenti efficienti ed economici che favoriscano l’affluenza per la condivisione come per esempio: autostrade, ferrovie, aeroporti…

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Esclusivamente in Valle d’Aosta ci sono localisti che blaterano di identità regionale e del come inventarla (solo chi mangia fette biscottate spalmate con lucido da scarpe pensa che esista un’effettiva originalità valdostana caratterizzante la maggioranza dei residenti).

    Prima vengono le persone e solo dopo dopo dopo dopo le eventuali caratteristiche regionali, nel senso che è la sommatoria delle libere scelte personali a creare possibili particolarità, non le decisioni a tavolino di menti malate che vorrebbero vedere un prossimo allineato alle bestialità che alloggiano nel loro minicranio.

    Solo sotto l’Isis si impongono le credenze e i modelli comportamentali, mentre in questo lembo di mondo occidentale ciascuno deve essere libero di realizzarsi culturalmente come meglio crede.

    La demenzialità consiste anche nel fatto che solo in questa parte d’Italia c’è gente che si masturba gli alluci fingendo che i residenti siano dei rimbambiti plasmabili secondo le demenze altrui.
    Solo in vda pascolano degli imbecilli secondo cui chi sceglie di abitare qui dovrebbe scordarsi delle proprie origini o pensare in piccolo anziché in grande.

  3. Donato Arcaro Says:

    Per una volta condivido quasi in toto.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Spero che Donato Arcaro concordi anche sul giudizio di imbecillità relativo alla seguente mancanza di consequenzialità logica.

    Gli svalvolati in questione, prendendo spunto dalle scemenze che Chanoux scrisse nel cosiddetto “spirito di viittoria”, fanno notare che questa parte d’Italia è stata oggetto di consistente immigrazione da altre parti della Nazione.
    Fatto indubitabile quanto lecito, fisiologico, salutare e istruttivo per tali svalvolati.

    Sempre questi ultimi, affermano che gli immigrati avrebbero, con le loro indubbie caratteristiche, modificato la tipologia della composizione degli abitanti di questa regione.
    Affermazione incontestabile, ma tale modifica è conseguente alle libere scelte di italiani che non possono essere criticati da altri italiani se cavalcano le proprie libertà.

    Gli svalvolati straparlano poi di “popolo valdostano”, riferendosi a un’entità inesistente ma funzionale alla finzione di una vda percorsa da fremiti indipendentisti omogenei quanto quella loro specificità etnolinguistica che risulta tale solo nei momenti caratterizzati dal tasso alcolemico pari a 5 che accomunava gli estensori di una giullaresca carta nella cantina di una piola in Chivasso più di 70 anni orsono.

    Per gli svalvolati in questione, altri italiani, che hanno scelto di risiedere in questa parte d’Italia, sono dunque, a seconda degli impulsi vaneggianti del momento, o così diversi da modificare il dna regionale complessivo, o così uguali agli autoctoni da poter essere impilabili in un medesimo “popolo” di pura quanto strumentale fantasia.

    Forse, in periodo di saldi, anche le officine meccaniche propongono sconti per chi si fa rivisitare l’asset valvolare: perché non approfittarne?

  5. poudzo! Says:

    Sig. Borluzzi. Ho letto con attenzione il SUO pensiero e alla fine mi sa che lei fa a gara con gli “Svalvolati”e se la gioca alla grande. Auguri.

  6. giancarlo borluzzi Says:

    @ poudzo.
    Affinché tu non sia giudicato uno svalvolato, precisa cosa non condividi di quanto ho scritto.
    Se non sai replicare, vuol dire che sei uno che batte i tasti per puro esercizio ginnico delle dita.

  7. poudzo! Says:

    Sig. Borluzzi. Lei scrive sempre molto bene , a volte con parole “ricercate” sinonimo “a volte”di uomo di cultura ,ma a volte non è cosi…ma veniamo al dunque, mi ha dato molto fastidio la sua affermazione “sulle scemenze di Chanoux” tutto quà,credo che sia bene anche considerare il periodo storico dove Chanoux ” vaneggiava” come dice lei, magari in questo periodo storico tocca a lei “vaneggiare”. Grazie per l esercizio ginnico alle dita.

  8. giancarlo borluzzi Says:

    @ poudzo.

    Un valentissimo psicoterapeuta/psichiatra/psicologo milanese ha letto, su mio input, il cosiddetto “spirito di vittoria”, concentrato di scemenze scritto da Chanoux e considerato dall’UV propria radice ideologica.
    Tale psicoterapeuta ha considerato Chanoux affetto da “delirio paranoide”.

    Credo che tu, poudzo, capisca il francese, per cui ti invito a leggere questo concentrato di insensatezze, in cui il malato in questione ne dice di cotte e di crude nei confronti di chi non è autoctono ma originario di altre parti d’Italia.
    Stupidamente Chanoux vaneggia che gli autoctoni sono superiori per intelligenza ai non autoctoni, che definisce pure appartenenti a una razza diversa rispetto a quella dei valdostani di inchia.
    Queste sono non scemenze ma iperscemenze: ci sono furbi e scemi dappertutto, non conta nulla origine o luogo di residenza.

    Il mio post sottolineava l’incongruenza degli UV che, da un lato, considerano le predette bestialità di Chanoux la propria radice ideologica, radice ipercritica verso i non autoctoni, ma, dall’altro lato, pongono nello stesso mucchio autoctoni e non tali, chiamandoli popolo o comunità a seconda di strumentali propagande.

    Poudzo, scrivi che bisogna considerare il periodo storico in cui Chanoux vaneggiava: come dire che Stalin, Hitler et similia vanno considerati inseriti nel periodo storico che hanno traversato….

    A te, poudzo, darà fastidio il mio scrivere “scemenze di Chanoux”; a me infastidisce che i pallonari mendicanti a Roma si identifichino in quelli superiori per intelligenza rispetto a quelli come me.

    Domanda a poudzo: ma tu da che parte stai?

  9. poudzo! Says:

    Ma certo che Hitler Stalin vanno considerati nei periodi storici come tutti gli altri pazzi prima di loro, i fascisti di oggi o i comunisti di oggi,(anche se a qualcuno fa comodo dire il contrario),non vanno paragonati agli stessi di un tempo DAI!!. Sig. Borluzzi,non è questione da che parte stare,a volte tutto sarebbe più semplice “stare” quasi stile ultrà,dove ritengo ce ne siano anche troppi che esercitano la politica in tale modo,invece nel tempo ho capito che non esiste uno “stare” ma da come vedo l evolversi degli eventi in polica,in generale,capisco, che lo “stare”non esiste e non deve più esistere, le persone che esercitano la politica con coscenza esistono in tutti i movimenti,bisogna cercare di individuarle,e almeno quelle “salvarle”. Capisco anche che questa mia analisi sia difficile coglierla scrivendo su una tastiera,parlandone direttamente a voce sarebbe per me più semplice,ma non è possibile,spero di essere stato chiaro lostesso. La saluto.

  10. Sully Says:

    ma il valentissimo psicoterapeuta/psichiatra/psicologo milanese cosa dice degli scritti di Borluzzi?

  11. giancarlo borluzzi Says:

    Relativamente chiaro il concetto ma non so quanto condivisibile.

    Ci sono sicuramente nel mondo, poco in Italia, per niente nella parte d’Italia chiamata vda, movimenti con dentro persone condivisibili (secondo me non in Valle perché qui ci sono solo le due negatività degli integralisti pallonari e i servitori, effettivi o aspiranti tali, di tali integralisti), ma questo solo se tali persone sono estrapolate dall’ideologia che il loro contenitore porta avanti se quest’ultimo è intrinsecamente non condivisibile.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Sully, sappiamo che sei una chanousiana e condividi le prericordate scemenze che qui non sei capace di difendere, tant’è che ti rifugi in una battuta da mercato rionale del quarto mondo.


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