Sul carretto!


Donzel così scrive su fb: “Mi rallegra che il Pd unito a Roma e ad Aosta fa venire la rogna a pochi malpancisti: ma fa la felicità della nostra base!“. Quale base? A me rallegra la vittoria di Renzi che ha creato unità all’interno del Pd, ridotto all’angolo Berlusconi e messo al Colle un uomo degno del ruolo di Presidente della Repubblica come Sergio Mattarella. Ma qui? Non credo che la base esulti per i nuovi accordi con Rollandin. Sei mesi fa Donzel lo dipingeva come il male assoluto e oggi apre il dialogo? Perché ora? Oggi è una mossa sbagliata. Ieri, con Rollandin in grave crisi, non lo sarebbe stata e infatti Centoz ci aveva provato a fare appello alla responsabilità, ma ha trovato i tre consiglieri del suo partito offesi e incattiviti dalla messa in discussione “dell’ideologia del sistema valoriale, insieme di valori coerenti fra di loro“. Oggi è tutto cambiato, ma cosa è cambiato? Come mai oggi il PD accetta “di vivere l’imperfezione che tende al bene“, mentre ieri, imbottito di integralismo cattocomunista, dichiarava che il Governo Rollandin era una pagliacciata? Il Pd è un grande partito e non va al traino di nessuno, dicono i suoi dirigenti. Non è così! Purtoppo non è così! La sua grandezza poteva esprimerla prendendo in mano le briglie della trattativa con Rollandin nella scorsa primavera non adesso! Ora le briglie sono in mano ad altri, non può che salire sul carretto e farsi la gitarella a Roma quando servirà. E poi scusate, ma due consiglieri su tre hanno all’orizzonte una probabile condanna di peculato… in Consiglio entrerà Andrea Padovani che non mi sembra condivida l’attuale linea politica del Pd quindi… che bel casino! Il dialogo con la maggioranza con queste prospettive ha un senso? O non era meglio mantenersi all’opposizione e provare a vincere le comunali insieme ad Alpe e Sinistra, lasciando sola l’UVP?

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7 commenti su “Sul carretto!”

  1. soudaz Says:

    L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    D’accordo al 100%

  2. bruno Says:

    Patuasia ti ammiro: ti ammiro per il tuo imperterrito e diuturno lavoro di provare a dare un senso, una finalità a ciò che non ne ha alcuno, al di là del tentativo di singole persone e aggregazioni politiche, gnomi e aggregazioni di gnomi, di salire o rimanere “sul carretto” dove forse qualche briciola da mangiare c’è ancora o così si spera. Ed ogni gnomo si porta dietro un clan di persone con la bava alla bocca, anch’esse fiduciose di carpire qualche briciola. Io, personalmente, sono completamente disgustato e, se una cosa ho capito, è che quanti hanno veramente a cuore il bene generale e non solo il particolare, essi sono una esigua minoranza destinata a rimanere tale vita natural durante. Mi accontenterei di una soglia minima di decenza, da cui siamo spaventosamente lontani. Non mollare Patuasia!

  3. bruno Says:

    p.s. si può anche essere gnomi, ma chi ieri e l’altroieri e fin dalla nascita del P.D. affermava che il governo con l’UV era una pagliacciata e ora, da un giorno all’altro, e senza motivazioni, s’inchina ai suoi piedi e abbraccia dicendo solo che la base è contenta, non ha il DOVERE MORALE di fornire adeguate spiegazioni? Ma probabilmente glielo ha ordinato Renzi dopo il suo incontro a Courmayeur con Rollandin. Gnomi, appunto. Forse ho sbagliato paese.

  4. patuasia Says:

    Ha ragione signor Bruno, fornire le adeguate spiegazioni senza arrampicarsi su teorie espresse in politichese, è doveroso! Spiegare perché oggi le cose sono così cambiate rispetto a pochi mesi fa. Perché oggi è naturale il dialogo con Rollandin e ieri era una bestemmia… giusto per capire che non siamo mica scemi!

  5. Elio Says:

    Se Bruno è quello della zona di Villeneuve , che conosco per quanto ha scritto fino ad oggi , mi piacerebbe vederlo sindaco di Aosta.
    P. S. Ogni tanto fa bene sognare qualcosa di bello.

  6. Il Pretoriano Says:

    Il PD valdostano è sempre stato a rimorchio delle Giunte rollandiniane prima, vieriniane dopo e poi di nuovo rollandiniste.

    Un partitello fondato in passato sulla festa dell’Unità, dove abbindolava, friggendo salsiccie valdostane, i poveri operai non valdostani, della Nazionale Cogne, promettendo loro tutele e prebende nell’ambito della fabbrica, dove gli operai morivano di silicosi ed incidenti vari.
    Il quartiere Cogne è stato per decenni la loro roccaforte dove hanno mietuto voti su voti, raccontando un sacco di balle insieme ai rappresentanti della Cozza Alpina (vero Baccega.!)estorcendoli agli operai privi di cultura in cambio del nulla, infatti oggi il quartiere è stato oltraggiato, snaturato e distrutto.
    Il “Lama valdostano” di allora, alias Caracciolo (fumava proprio la pipa come lui) poi il subalterno Baiocco e per finire con il Falco mavà a fanc….! e non ultimo, oggi il Donze+Centoz e & Compagni, non hanno saputo tenersi alla larga dalla maggioranza regionale, perché il potere ha sempre logorato chi non ce l’ha (così affermava un certo Belzebù) e quindi, alla prima occasione si sono tutti buttati nelle braccia di Rollandin, appena avuta l’occasione pur di avere qualche incarico di sottogoverno e poter andar poi a Roma, con il cappello in mano a chiedere per la Valle, mandati dal Capo visto il vento Renziano che nel frattempo ha “annebbiato” anche i nostri Parlamentari contenti di aver portato a casa l’esenzione IMU sui terreni agricoli (che dovrebbero essere esenti per il solo fatto che per 5/12 all’anno sono innevati e svantaggiati perché presentano pendenze e quote considerevoli.
    E qui mi fermo.Lascio a chi legge valutare la” pochezza politic” di questa sinistra valdostana inconcludente e pasticciona solo capace di farsi i cazz propri ….! Giudizio : Indegni.

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Due detti caratterizzano il PD valdostano.

    Il primo: video meliora proboque, deteriora sequor.

    Mi riferisco a Centoz che ha saggiamente affermato nella circolare ai suoi iscritti che UV e UVP sono fermi alla “mitologia” della Valle.
    Mitologia esecrabile in quanto tale, visto che si vive al presente, ma soprattutto perché questo insano culto torcicollico è alla base del califfato valdostano ove si impone un demenziale integralismo linguistico (per Patuasia: ciascuno giudica con criteri personali il fatto che in un lembo della CH e in F si parli anche il francese, non ci può essere chi decide per altri, soprattutto in un contesto in cui il tentare di imporre una conoscenza, che ciascuno è libero di ritenere una perdita di tempo, ne penalizza un’altra altre mille volte più importante).
    Centoz dovrebbe non solo fare saggio riferimento a questa insana mitologia, ma anche combattere i relativi virus che infettano la regione; però se ne astiene e addirittura tresca politicamente con i movimenti affetti dal culto per un trapassato locale consegnato alla mitologia, visto che dopo aver fatto leccare al PD i piedi dell’UVP ora punta a fargli sbaciucchiare le suole degli stivali dell’UV.

    Il secondo: il coraggio uno non se lo può dare.


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