La rivoluzione delle zoccole!


Creare VdA è la riesumazione di Fédération autonomiste. Quando si è finiti politicamente si cambia il nome del partito o movimento che sia per dare una parvenza di novità. E’ il caso di Creare VdA. Le persone sono sempre le stesse e contano ormai un tubo. Tonelli è il coordinatore dello zombie. Si era infilato nell’UVp, ma visto che lo cagavano appena ha pensato di ricostruirsi una verginità politica e un nuovo spazio di manovra dove poter guidare il trattore. E’ facile. Basta un grafico che ricucia il logo, una conferenza stampa dove un mix di parole sfatte come libertà, cambiamento, autonomia, solidarietà, autodeterminazione dei popoli, strategie di sviluppo… impastino un tortino insapore e voilà il nuovo soggetto politico è pronto per la tavola. Determinante, lo definisce Tonelli dall’alto della sua ambizione. In realtà vale come il due di picche. Ma verrà preso in considerazione per quella che sarà la grande e nobile battaglia per la salvaguardia dell’Autonomia. La nuova rivoluzione delle zoccole!

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10 commenti su “La rivoluzione delle zoccole!”

  1. roberto mancini Says:

    Tonelli é nipote di Claudio Lavoyer, illustre economista, che imbarca i soliti noti nel suo movimento di famiglia.
    Ovviamente c’è pure la fidanzata, che è stata presidente del Consiglio comunale.
    Se non erro è tuttora assessore a qualcosa, no?
    Ci sono sussulti all’interno del defunto Centro destra valdostano, con personaggi che si muovono avanti indietro e sbarcano ovunque, peggio di un barcone di immigrati.
    Zucchi, dopo An e Forza Italia, è approdato da Salvini.
    La Lega ha imbarcato pure Andrea Manfrin, l’amico dell’assessore Paròn che si commuoveva per la marcia su Roma.
    Ettore Vierin da Forza Italia è passato ad Ncd ed ora è approdato a Cozza Alpina.
    Insomma barconi di naufraghi, che chiedono asilo politico, solcano avanti e indrè la Dora, e nessuno propone di rispedirli al loro paese a
    cannonate,
    Mi scappa da ridere, le rire il m’échappe….

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Si parla di riduzione dei costi della politica, ma si dovrebbe anche parlare del non dare la possibilità di mettersi in pollitica (doppia elle voluta) solo per guadagnare più di quanto possibile per qualcuno nel mondo del lavoro.
    Mettersi in pollitica (doppia elle rivoluta) cambiando l’abito con la disinvoltura con cui si cambiano le mutande a seconda di quale vettore appare più funzionale al tirare paghe più sostanziose per il lesso.
    Ciò richiede il dichiararsi schierati per qualcosa, poco importa se è diverso rispetto a quella che si voleva far credere fosse la propria ideologia precedente, conta il fine del raccattare sesterzi pubblici prescindendo dalla faccia che si perde di fronte alle persone intelligenti che sanno radiografare le molle dell’agire di ipernoti personaggi.

  3. bruno Says:

    non si offendano le zoccole: hanno più dignità.

  4. Sully Says:

    il controllo che Borluzzi preconizza esiste già; si chiama elezione. Se il corpo elettorale vota i pollastri che badano soltanto a cambiarsi d’abito pur di non lavorare, hanno ragione quelli che non si formalizzano troppo su etica e coerenza.

  5. patuasia Says:

    Se non sbaglio, signor Mancini, la Lega aveva affermato che mai e poi mai avrebbe iscritto dei trombati o appartenenti ad altri gruppi politici, la coerenza come sempre gioca la carta più debole. Zucchi ha cambiato ben due casacche e con la Lega fa tre! In quanto a verginità non è male.

  6. Il Pretoriano Says:

    Tutti questi pollitici (come li chiama il Sig. Borluzzi) dovrebbero vergognarsi in quanto eletti in un movimento o partito, poi passano disivoltamente ad altri soggetti pollitici (doppia elle) e tradiscono il loro elettorato che li ha votati. Ma d’altronde, il problema si manifesta anche a livello nazionale e non si vuole fare una legge che non permetta queste trasmigrazioni. Questi pollitici valgono come il Due di Picche ed in Valle li potremmo mettere tutti con i Lattanzi&! alle prossime elezioni, così sfiorerebbero lo 0,….!
    AhAhAh..!

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Eventuale lieta novella: pare che ci siano resistenze nel far entrare gli ineffabili di Creare Vda in una nuova maggioranza in vista delle comunali aostane.

    Attenzione però a non dirlo troppo presto, altrimenti tali ineffabili pollitici trasmigrano in massa nell’UV in cerca di candidature, posto che da sola Creare Vda non otterrebbe nulla.

  8. poldino Says:

    Quella che Patuasia chiama, giustamente, rivoluzione delle zoccole, in campo nazionale viene definito in modo più ingentilito: “cambio delle casacche” la cui rilevanza, considerato il numero dei parlamentari, raggiunge il 10% nel corso della legislatura. Ma nessuno se ne duole e pochissimi organi d’informazione stigmatizzano il fenomeno. Perché indignarsi se ciò avviene, in proporzione, naturalmente, in VDA? Non credo che i “trasmigratori” costituiscano un nocumento alla democrazia o, se vogliamo, all’autonomia. Biasimabile invece è il fatto che periodicamente qualcuno si inventa “nuovi soggetti politici” presentandosi con certi figuri che sfacciatamente sostengono di aver “inventato l’acqua calda” utile, come si sa, ai cittadini e quindi ne richiedono il riconoscimento. Peccato che tanti cittadini, più del dovuto, ci caschino onorando gli inventori sopraddetti con il voto: questo sì è un danno per la democrazia e per l’autonomia!

  9. GG Says:

    Leonard de la Tour ha “cambiato casacca” un po’ di volte: socialista, popolo della libertà, fédération ed infine Union ed i valdostani gli hanno dato mandato perché tenesse per le palle la maggioranza regionale, grazie alla sua personale predisposizione al trasloco. Anche l’ex presidente del consiglio è balzata dalle giovanili di Féderation a presidenze e assessorati unionisti. Già suo padre fece il balzo DC>UV. Manca la democrazia diretta,
    con la quale si poterbbe risolvere velocemente il problema:
    se si potesse votare via internet in poche ore invece delle annose e costose campagne elettorali, ad ogni ribaltone, cambio casacca o rimpasto di governo, potremmo immediatamente far capire all’interessato quanto condividiamo il suo “nobile gesto”, con una consultazione immediata, libera a tutti ed un quesito semplice: “ce lo teniamo o subentra il primo escluso?”. Fine dei mercenari.
    Invece con parole come “governabilità”, “responsabilità” e “attuazione del programma elettorale (questa è quella che mi fa più ridere)” si gioca sulla memoria corta dell’elettore medio (Travaglio grazie di esistere), dando a questi signori il tempo per crearsi nuove alternative clientelari per il prossimo giro.

  10. poldino Says:

    Beh cara GG l’esempio che ha proposto è davvero il più indicativo per dare ragione a Patuasia che chiama questi figuri “zoccole”


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