Figli di un dio minore


Non c’è che dire, la minoranza si contraddistingue proprio in quanto tale, nei gesti, nei pensieri, nelle opere e omissioni… Prendiamo il partito barricadero: l’UVP non vuole entrare in maggioranza perché a stare con Rollandin tradirebbe la fiducia degli elettori, però farà parte della maggioranza in Comune e voterà per lo stesso sindaco e vice sindaco che piacerà anche al nemico numero uno. Secondo voi cosa ne possono trarre gli elettori, quelli onesti? I dirigenti si aggrappano ai niveaux différents, un passepartout che dovrebbe spiegare le ragioni finissime della scelta. Ragioni ovviamente nobili e prive di interessi personali. Capisco le reazioni stupefatte della maggioranza. Alpe, incapace di cogliere al volo l’unica occasione per diventare co-protagonista della politica e magari incassare qualche cosa di decente e tagliata fuori dai giochi, si trincera nella nobiltà e nella coerenza della sua linea. (Spero che sappia almeno approfittare dell’attuale incrinatura fra PD e UVP per riemergere con una certa incisività). E veniamo al PD.

Vi ricordate le parole durissime contro il Governo Rollandin pronunciate dal puro di cuore Jean-Pierre Guichardaz? (Non si è tolto un euro dal suo stipendio).Tuoni e fulmini contro il demone responsabile di tutto il male possibile. Insieme al suo tutore e mentore, Raimondo Donzel, altro puro di cuore (non si è tolto un euro dal suo stipendio), hanno infiammato l’aula del Consiglio regionale (la Fontana non la cito in quanto è sempre a rimorchio di qualcuno). Per purezza non hanno colto l’invito del Presidente in crisi quando era il caso di farlo e magari ora avremmo, con Alpe, una Giunta più equilibrata, lo fanno adesso a minoranza smembrata. Fatta a pezzi dai litigi, interessi, meschinità. Bravi davvero! Centoz, per giustificare l’angolo a novanta gradi parla di responsabilità morale e politica nei confronti della comunità. Dice che la politica è “un’appassionata ricerca della maniera migliore di stare insieme” (aostasera.it), ma non spiega perché ieri non era così e oggi invece sì. Forse perché vuole far fuori Alpe? Ma non si volevano bene? Bah! Certo è che con i suoi elettori fa una figuraccia.

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11 commenti su “Figli di un dio minore”

  1. bruno Says:

    Ma il Pd regionale ha ancora un senso? Non sarebbe ora di disfarsene definitivamente?

  2. Bisker One Says:

    E la banfata astronomica secondo cui il piddì sarebbe geneticamente predisposto a governare (non ricordo la precisa frase di Centoz, ma il succo è quello)? Mi ricorda qualcuno su scala nazionale…

  3. Sully Says:

    Come nel famoso film di Moretti, l’ondivaga Alpe non ha ancora deciso se la si nota di più se non partecipa oppure se regge la coda a Laurent

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Il PD valdostano non pensa a chi infilarlo, ma da chi riceverlo.

  5. Bisker One Says:

    (Commento che WordPress ha deciso di segarmi via)
    Errata corrige: “fisiologicamente votati al governo” è stata la frase di Renzoz… ahem, Centoz. Non cambia un granché, ovviamente.

  6. paolo fedi Says:

    @Sully
    Lei cosa consiglia: di non partecipare o di reggere la coda a Laurent? Perchè in realtà ALPE sta facendo altro, mi pare. Esisteva un programma elettorale della minoranza, ribadito nel progetto a 4 dell’estate scorsa. I contenuti e le modalità di amministrare erano radicalmente opposti a quelli della maggioranza. ALPE non può essere interessata alle poltrone a qualsiasi condizione, lei lo farebbe? So che altri lo fanno, e ci sono persino quelli “nati per governare”… I contenuti sono sempre sul piatto, tra pochi mesi ci saranno le elezioni comunali. ALPE andrà avanti con coerenza, questa è la mia speranza e l’impegno di quelli che conosco. Da cittadino alla politica chiedo questo, a meno che la linea proposta non si rilevi sbagliata nei contenuti. Ma non mi sembra questo il caso.

  7. Sully Says:

    Caro Fedi,
    la terza via c’è ed è quella che lei indica. Ma, c’è sempre un ma, quale Alpe potrebbe portare a compimento un’azione politica seriamente alternativa? A me pare che le Alpi siano almeno due

  8. patuasia Says:

    Purtroppo Alpe ha retto la coda a Laurent, che non mi si venga a dire che i disegni politici del clan Viérin erano per il bene della Valle d’Aosta neh? Solo che ora l’UVp ha preso un’altra strada, sganciando di fatto Alpe che non è nemmeno stata ascoltata. Quindi non c’è stata precisamente una scelta, ma un’accettazione di un dato di fatto. Per le comunali la strada è una sola. Perdente è ovvio, ma le mani saranno perfettamente disinfettate.

  9. paolo fedi Says:

    @ Sully
    Alpe ha una sua dialettica interna e ovviamente non tutti hanno le stesse idee; alcuni vorrebbero anche strategie diverse. I nostri direttivi sono sempre combattivi ma rispettosi, e rispettosa di quanto deciso in direttivo è anche la posizione degli eletti. Forse in passato ci sono state sbavature ma da tanti mesi Alpe parla con una voce sola. Se ogni tanto qualche esponente del Movimento, a titolo personale, pone dei dubbi, anche pubblicamente, penso che questo rispetti la sigla P (Partecipazione) di Alpe. Meglio questo che i partiti con un padre padrone. Certo è che nessuno di noi vorrebbe rimanere in eterno in minoranza, perchè da lì si incide veramente poco.

  10. paolo fedi Says:

    @Patuasia
    UVP è il partito numericamente più forte in minoranza regionale. In coalizione ha ovviamente una forza preponderante. Io avrei preferito cercare di contenerne maggiormente la – diciamo – esuberanza. La rincorsa alla “spallata” è stato un errore sia tattico sia strategico. Ma discutiamo di contenuti. Il PD in Comune, schiacciato numericamente dagli altri, cosa porterà di diverso? L’UVP cosa farà ad Aosta (parlo di Aosta perchè è l’unico comune, immagino in cui ci saranno i simboli)? ALPE c’è. Vuole una città gestita diversamente da come la conosciamo. Se, pur di avere una poltrona, tutti gli altri correranno insieme pur di non cambiare nulla, Alpe farà opposizione. Non ci spaventa. Solo rattristisce un po’…

  11. patuasia Says:

    E proprio perché volevo Alpe e il Pd e magari insieme alla Sinistra, in maggioranza al Comune di Aosta che critico alcune scelte che sono state fatte nel recente passato. Partecipare e in che modo, alla spallata, confidando nel ruolo di qualche personaggio che si sarebbe dovuto conoscere, è stato stupido, altrettanto stupido è stato voltare le spalle all’apertura di Rollandin. Oggi avremmo una maggioranza più equilibrata in Regione e un Sindaco o vice sindaco in Comune e comunque in maggioranza. Certo si sarebbero dovuti fare dei compromessi, ma questa è la politica, altrimenti si è confinati a far prendere le decisioni sempre agli altri. Cioè all’Union.


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