Différents niveaux, mêmes intérêts!


Ma cosa vuol dire “différents niveaux”? Vuol dire farsi gli affari loro. Quando, dove e con chi. Uno dei refrain più usati nelle ultime competizioni elettorali è stato quello fritto e rifritto della “partecipazione”. Il grande obiettivo quello di riportare la gente a entusiasmarsi per la politica, pena la crisi della democrazia! Mi chiedo come si possa riprendere l’interesse verso la “cosa pubblica”, se le premesse sono quelle che ci hanno disgustato in questi ultimi tempi. Prima vogliono a tutti i costi la testa di Rollandin, adesso, non avendola avuta, sentono che è necessario dare sostegno alla maggioranza. Fanno patti trasversali per un candidato sindaco in Comune, ma dicono di rimanere all’opposizione in Regione. I “différents niveaux”, allontanano la politica dal cittadino, lo fanno vomitare per il semplice motivo che, a cercar di capire la strategia per il bene comune, vengono le vertigini. Per riagganciare il cittadino alla politica occorre prima di ogni cosa renderla più facile. Comprensibile. Chiara. Trasparente. Aperta. Dalla palude nostrana solo miasmi fetidi. Prevedo un aumento dell’astensionismo.

Un minimo di coerenza, che più che altro è da ricondursi alla miopia politica, lo dimostra Alpe, anche perché, ora come ora, non può fare e dire diversamente. Persa l’occasione di essere il partito di riferimento per una stabilità della Giunta Rollandin e lasciando ai Viérin il compito, oggi deve per forza difendere l’unica carta che ha da giocare e cioè “il patto con gli elettori”, ponendosi in alternativa all’attuale asse UV -UVP- SA-PD. Alternativa nobile, ma perdente.

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5 commenti su “Différents niveaux, mêmes intérêts!”

  1. mary Says:

    Ma perché lasciare fuori i 5 stelle che sono gli unici ad aver restituito qualcosa. … sarebbe carino che anche il sindaco di Aosta volesse restituire una parte del proprio stipendio. .. iniziando con le piccole cose. .. magari potremmo cambiare….

  2. poldino Says:

    Si Mary, quanto lei dice è ragguardevole ma non ha sortito gli effetti che gli autori della lodevole iniziativa si attendevano, anche perché uno di essi non era troppo “pulito” ed idoneo a rappresentare la cosa pubblica come il giornalista Minuzzo, sul suo giornale on line, ha ampiamente descritto. I 5 Stelle nostrani hanno ottenuto un grande successo grazie all’onda nazionale che ha coinvolto l’intero paese ma soprattutto per la loro volontà di raggiungere un traguardo personale: Ferrero e Cognetta sono stati candidati per le politiche e alcuni mesi dopo come capi lista nelle regionali, hanno avuto la sponsorizzazione di Grillo dialogando solo essi col comico Genovese, precludendo ad altri del Movimento qualsiasi contatto con lui. In sostanza si sono serviti di molte persone per fare il lavoro utile alla loro elezione, infatti la lista dei 5 Stelle è stata la prima a presentarsi, chiusa con solo 24 dei 35 candidati, per timore che mancassero i requisiti per defezione di qualcuno all’ultimo momento; cosa che avvenne già nelle comunali del 2010 alle quali non poterono partecipare per mancanza dei candidati che si ritirarono per dissapori coi capi storici Ferrero e Cognetta. Alle regionali la loro ambizione è stata premiata per scaltrezza loro in quanto hanno “blindato” la lista prima di qualche dannosa defezione. Non a caso molte persone presenti nel Movimento l’hanno abbandonato e ciò è dovuto anche alla mancanza di democrazia, anche la più elementare, all’interno delle riunioni e dei numerosi incontri con la popolazione nei quali si mettevano in evidenza solo i due che poi sono stati eletti. Altra cosa che dovrebbe far riflettere coloro i quali hanno creduto nella “verginità” dei grillini è la questione che interessa le partecipate regionali, istituzioni fortemente criticate in campagna elettorale ma che recentemente, ottenendo da Rollandin un incarico in un CDA di una di esse, per giunta di nuova istituzione, sono venuti meno a ciò che hanno fortemente predicato, dando il voto favorevole alla nascita di una partecipata. Le ho raccontato tutto ciò, cara Mary, cose facilmente verificabili, per farle aprire di più gli occhi e non credere alle apparenze ciecamente.

  3. poldino Says:

    Cara Mary,
    la verginità dei 5 Stelle nostrani, anche se rendono parte del loro compenso, ha un secondo fine: quello di credere che con la loro azione educassero gli altri consiglieri regionali.( proposta e voluta da Grillo per tutti gli eletti nelle istutuzioni, infatti chi non ha voluto è stato cacciato ). Niente di tutto questo e successo. Uno dei due eletti, Cognetta, come descritto dal giornale on line di Minuzzo, non è poi così pulito da occuparsi della cosa pubblica. I due eletti hanno blindato la lista per timore di avere delle defezioni all’ultimo momento, infatti i 5 Stelle sono stati i primi a depositare la lista composta solo di 24 candidati anziché 35; cosa che successe alle comunali del 2010 e che per defezione dovute a dissapori non presentarono la lista per mancanza dei requisiti.
    Altra chicca è il recente incarico dato a Cognetta nella nuova partecipata per l’Expo e che il Movimento 5 S. ha votato a favore della sua istituzione dopo che in campagna elettorale ne avevano fortemente criticato l’esistenza di tutte queste società. Con tale voto si sono legati le mani anche se l’unica cosa che hanno saputo fare è stato denunciare tutti e tutto senza fornire proposte di nessun genere. Devi sapere che all’interno dei 5 stelle la democrazia e totalmente assente: i due capi storici, Ferrero e Cognetta, si adoperano solo per la propria poltrona personale e tanti simpatizzanti se ne sono andati per aver capito questo.

  4. GG Says:

    Caro Poldino,
    Ferrero e Cognetta restituiscono buona parte dei soldi, Ferrero e Cognetta prendono “a titolo personale” le denunce per diffamazione. Ferrero e Cognetta, non hanno fatto inciuci con la maggioranza regionale. Cognetta partecipa all’Expo-Vda senza retribuzione. Questo “solo per la propria poltrona personale”?
    La loro candidatura alle Politiche è stata oggetto di votazione nel movimento, la loro elezione alle regionali è avvenuata grazie alle preferenze degli elettori. Questo vuol dire che la democrazia nel 5S valdostano “è totalmente assente”?
    La verginità in politica probabilmente non esite, ma non è il caso di confondere la “dreuza” con la cioccolata.

  5. poldino Says:

    Caro GG evidentemente tu parli per sentito dire altrimenti non stigmatizzeresti solo la restituzione di parte del commento, della quale ho parlato e definita lodevole. Poi l’assenza della democrazia nel M5S locale è reale altrimenti non si giustificherebbe il fuggi, fuggi di fedelissimi all’indomani delle elezioni reg/li. Riguardo alla Soc. Expo, poco importa se Cognetta prende soldi, o meno, importante è osservare che la coerenza lì non è di casa e la credibilità politica va a farsi benedire, ciò in barba a tutti i proclami fatti in diverse sedi
    ……


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