Tutti Charlie3!


L'assessore Ego Perron, durante un momento di lavoro sulla Finanziaria.

L’assessore Ego Perron, durante un momento di lavoro sulla Finanziaria.

Tutti si sentono Charlie, politici compresi? Bene ne approfitto! Ah ah ah! (Le immagini sono una interpretazione localista dei fotomontaggi dell’artista Cristina Guggeri).

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3 commenti su “Tutti Charlie3!”

  1. Il Pretoriano Says:

    Dibattuto: Non sa se fare lo stronzo…o se lo è?

  2. roberto mancini Says:

    Cari tutti,

    Patuasia non ha bisogno di avvocati difensori, ma vedo che la sua scelta satirica ha momentaneamente diradato i commenti, non certo i lettori.
    Può darsi che il fenomeno sia casuale, ma in me rafforza il sospetto che nutrivo da tempo:
    “Charlie” non abita qui, questa è la patria di don Abbondio.
    Ma quale “curato di Pescarenico”?
    Curato di Aosta….
    Solo alcune considerazioni generali sul genere , di cui ( non… ) discutiamo.
    La satira non può essere beneducata: o è maleducata, eccessiva, urticante e sguaiata, o non è.
    Plauto diceva le parolacce ed era volgarissimo. Non esiste satira di “buon gusto”: il suo linguaggio non è quello del madrigale, del sonetto, della ballata.
    E’ aspro proprio perchè si tratta di un genere letterario aggressivo, maleducato per scelta, che rifiuta la moderazione, anche quella linguistica.
    Vi ricordate l’immortale Flaiano?
    ” la ragazza è perfetta: carina, gentile, dolce, servizievole. Ha un solo difetto, ma minuscolo:
    è incinta, ma di pochissimo”…
    Ecco, la satira non può essere così!!
    Secondo, l’obiettivo.
    La satira è tale solo contro i potenti, non contro i poveracci: ricordate Pasquino?
    Criticava papi e cardinali, mica i pezzenti di Trastevere!
    in tema, non esiste “par condicio”.
    Volete che i poveretti, ossia i moderni cittadini, oltre ad essere umiliati, sfruttati, ingannati, manipolati, vengano anche derisi dal Potere?
    Interessantissimo quanto ha detto in tema un vignettista a ‪#invasionibarbariche:
    “La vera satira parte dai deboli e va verso i potenti, non il contrario”.
    E ancora;
    “Mi hanno chiesto: ma allora fare satira sugli ebrei nei campi di sterminio non si può”?
    Ho risposto di no, quella non è satira.
    Loro sono le vittime, bisogna colpire i carnefici!”.
    Mi sembra perfetto.

  3. roberto mancini Says:

    Errata corrige:

    un attento lettore mi ha fatti rimarcare una mia grossa inesattezza.
    Pescarenico era la sede del convento di fra Cristoforo, quello coraggioso.
    Quale fosse il paese di cui don Abbondio era curato, il Manzoni non dice.
    Dunque “curato di Pescarenico ” è una cretinata.
    Me ne scuso con i lettori, e sopratutto con fra’ Cristoforo.


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