Stop ai mattoni! Sì alle pietre!


Dunque… la Sovrintendenza ai Beni Culturali altera un’area cittadina, la piazza delle Armi, con un intervento che ne modifica la vivibilità, umiliando un importante monumento romano, la Porta Pretoria, per mostrare al pubblico due metri quadri di basolato e una fornace del seicento e non interviene con forza per la difesa di quello che sembra un rilevante sito archeologico come quello scoperto durante gli scavi per il nuovo ospedale? Ehi, ma stiamo scherzando? E la vocazione turistica? E le nostre radici? Per fortuna che ai tempi del prof Robert Berton, Rollandin portava ancora il pannolino, altrimenti con cavolo che vivremmo nella città di oggi! I mega progetti dell’ingegnere Binel che prevedevano l’abbattimento dell’intero centro storico in cambio di palazzoni di tipo sovietico, avrebbero trovato il consenso che fortunatamente non c’è stato (anche a causa di una scarsità di denaro). Dobbiamo sperare che l’Europa non ci dia un becco per salvare la Porta romana e sperare che il Ministero dei Beni culturali metta lo stop ai lavori dell’ospedale. Quanti turisti correranno per usufruire del grande complesso antico nelle cantine del nuovo Parini?

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10 commenti su “Stop ai mattoni! Sì alle pietre!”

  1. Ya basta Says:

    Mah!

  2. libero Says:

    Abbiamo scoperto un sito archeologico unico in Europa e lo vogliamo seppellire sotto a un brutto ospedale? Ma come dice patuasia, il senso dell’ìidentità dove lo mettiamo noi che ci vantiamo di avere origini celtiche? Lo barattiamo per far contenti gli imprenditori calabresi? E il ritorno turistico che un sito così potrebbe avere se ben collocato e pubblicizzato? I cugini francesi loro s’ che saprebbero come fare, ma siamo gemellati con san Giorgio e Giacomo e Giuseppe.

  3. Sully Says:

    sospendiamo la costruzione del nuovo ospedale e affidiamo all’architetto Valletti la progettazione di un secondo polo archeologico, così tra 25 anni circa inaugureremo una seconda bella schifezza

  4. patuasia Says:

    Non ci sono alternative, signora Sully?

  5. Elmo Di Scipio Says:

    Alternativa: fare una breve analisi di mercato. Se si prevede che il nuovo sito archeologico attrarrà, diciamo, più di 100.000 nuovi turisti l’anno, allora procedere con la realizzazione del polo museale, altrimenti ignorare e procedere con l’ospedale.

  6. patuasia Says:

    Quindi secondo lei, signor Elmo Di Scipio, se non sono assicurati 100.000 visitatori l’anno il cromlech, al momento il più grande ritrovato in Europa , dovrebbe essere ignorato? Ma che ragionamento è?

  7. Elmo Di Scipio Says:

    Il ragionamento che dice che se un’opera non è sostenibile, non va realizzata. Non possiamo vivere di solo passato.

  8. patuasia Says:

    Mi scusi signor Elmo di Scipio, ma il suo ragionamento è miope… pensi che buona parte dell’economia in Egitto si basa sullo sfruttamento del passato. E l’Italia potrebbe, se sviluppasse una saggia politica economica di valorizzazione del suo immenso patrimonio culturale, avere dei numeri da giocare con indubbio profitto. Così sarebbe per la Valle d’Aosta. Il passato è futuro!

  9. Elmo Di Scipio Says:

    Signora Patuasia, prima di tutto buon compleanno !! In Italia, ogni volta che si fa uno scavo emergono reperti archeologici, i lavori si bloccano e le opere vengono realizzate in tempi biblici con costi decuplicati (esempio la linea del metrò di Roma). Se la salvaguardia dei reperti crea opportunità economicamente sostenibili, allora ben venga la valorizzazione del sito. Altrimenti temo diventino solo un freno al progresso.

  10. Il Pretoriano Says:

    Sig. Testa di Scipio…….
    ma Lei forse ha qualche interesse dentro il nuovo Ospedale?
    Stia attento, perché la Procura di Aosta non ha ancora sepellito l’ascia di guerra e…….potrebbe riaprire i fascicoli.


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